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Ronciglione - Intervista al sindaco Mario Mengoni che sottolinea: "La cosa più preoccupante è che lì poteva entrare chiunque" - Salta il consiglio comunale straordinario chiesto dalle opposizioni perché "è stato convocato in forme non corrette"

“Chemical city, trovato ordigno bellico nell’area militare del lago di Vico”

di Daniele Camilli

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Mario Mengoni

Mario Mengoni

Chemical City - È iniziata la sistemazione dell'area

Chemical City – È iniziata la sistemazione dell’area

Ronciglione - La Chemical city

Ronciglione – La Chemical city

Chemical City - È iniziata la sistemazione dell'area

Chemical City – È iniziata la sistemazione dell’area

Ronciglione - Una delle tubature della Chemical city del lago di Vico

Ronciglione – Una delle tubature della Chemical city del lago di Vico

Ronciglione - I documenti abbandonati della Chemical city

Ronciglione – I documenti abbandonati della Chemical city

Ronciglione - La Chemical city del lago di Vico

Ronciglione – La Chemical city del lago di Vico

Ronciglione – “Un ordigno bellico, in uno dei locali della zona militare del lago di Vico”. La notizia la dà il sindaco di Ronciglione Mario Mengoni. L’ordigno sarebbe stato trovato venerdì scorso all’interno della Chemical city, durante i lavori di sistemazione dell’area militare del lago di Vico da parte dell’Esercito italiano subito dopo la pubblicazione degli articoli dell’inchiesta di Tusciaweb che hanno messo in evidenza lo stato critico in cui versa l’area. 

Inoltre, se non bastasse, il consiglio comunale straordinario sulla Chemical city, chiesto dalla minoranza e previsto per oggi, salta. Secondo il sindaco, “è stato convocato in forme non corrette”. Mengoni questa mattina andrà in aula per comunicare quanto ha detto nel corso di questa intervista. Senza nessun dibattito a seguire. Si farà comunque un nuovo consiglio. “E stiamo verificando – ha poi spiegato Mengoni – la disponibilità da parte dell’esercito a partecipare e spiegare alla popolazione cosa è successo e cosa sta succedendo all’interno della Chemical city. Inoltre a metà aprile si terrà una conferenza dei servizi durante la quale Arpa renderà pubbliche le analisi fatte nella zona militare. Così potremo capire se servirà una bonifica ambientale oppure no. Il consiglio comunque si farà e sarà aperto agli interventi dei cittadini”.

La Chemical city è una zona militare che fino alla seconda guerra mondiale ha prodotto armi chimiche per la distruzione di massa. Armi rimaste in deposito al magazzino di materiali Nbc, nucleare, batteriologico, chimico, del lago di Vico anche nei decenni successivi. Fino alla prima bonifica, nel 1996, quando venne tutto alla luce perché una nuvoletta tossica sfuggì al controllo e prese in pieno un ciclista di passaggio. La bonifica della zona è durata anni ed è stata data per conclusa nel luglio 2015. L’inchiesta di Tusciaweb ha messo invece in evidenza la condizione critica degli edifici, la presenza di materiali e liquidi, carotaggi abbandonati e documenti militari bruciati oppure sparsi per tutto il terreno.

Sindaco Mario Mengoni, ha incontrato i militari dell’Esercito che stanno sistemando l’area della Chemical city?
“Sì, questo fine settimana mi sono visto con il tenente colonnello Collina. Mi ha spiegato quello che stanno facendo in questi giorni nell’area”.

Cosa stanno facendo?
“L’Esercito sta portando avanti la bonifica di tutti i materiali presenti. Sia a livello di rifiuti che di documenti. E di tutto quello che possono trovare. Ad esempio barili di bitume, come è successo”.

Quanto dureranno i lavori?
“Una decina di giorni al massimo. Se non piove, anche questo venerdì potrebbero essere conclusi”.

In cosa consistono i lavori? 
“Innanzitutto, il rifacimento di tutta la recinzione. Per rendere l’area inaccessibile e visibile. Perché alcune persone ci sono finite dentro senza rendersene conto. Verranno poi messi in sicurezza tutti gli immobili fatiscenti presenti all’interno del centro chimico. Di fatto, rendendoli inaccessibili con dei pannelli che chiuderanno porte e finestre”.

Le tubature che perdono liquido?
“L’Esercito ritiene che sia del bitume che con le temperature alte ha iniziato a colare”.

Oltre al bitume, è stato trovato qualcos’altro?
“Sì, venerdì è stato trovato un ordigno bellico all’interno di uno dei locali”. 

Venerdì?
“Sì, venerdì”.

E di che ordigno bellico si tratta?
“Si tratta di un ordigno bellico di piccola entità a caricatura convenzionale, quindi non chimica. Sostanzialmente al suo interno c’era polvere da sparo”.

Ancora pericoloso?
“Non a caso arrivano a fare tutta la recinzione e a sistemare gli immobili. Poi l’ordigno era tutto arrugginito e abbandonato lì, magari dalla seconda guerra mondiale. Fatto sta che poi l’hanno fatto brillare in cava”.

Non è preoccupante che nella Chemical city ci siano ancora oggi degli ordigni bellici abbandonati in un’area dove le persone potevano entrare non solo liberamente, ma in alcuni casi senza neanche accorgersene?
“Certo. La cosa più preoccupante è proprio questa. Se tu Esercito mi dici che hai fatto una bonifica nel 2015 andando a togliere tutti gli ordigni bellici, poi vengo a sapere che ancora oggi è stato trovato un ordigno bellico… beh, la cosa mi preoccupa. Ecco perché rifare la recinzione e chiudere tutti gli accessi agli edifici in questo momento significa mettere in sicurezza tutta quanta quell’area”.

Quindi, secondo lei, l’intenzione dell’Esercito, ad oggi, oltre alla sistemazione dell’area, è anche verificare se sul terreno sono rimasti o meno altri ordigni bellici…
“Questo è chiaro. Quando l’Esercito fece la bonifica nel 2015, tramite una società, era stato fatto uno studio geologico individuando tutti i punti del terreno dove erano presenti residui ferrosi”.

E che tipo di residui ferrosi erano?
“Alcuni erano ordigni bellici, altri fusti stoccati sotto il terreno”.

Fusti chimici?
“Non lo so. So che c’erano fusti di bitume o fusti semplicemente vuoti”. 

Pare sia pronto uno studio di Arpa, l’agenzia per la protezione ambientale della Regione Lazio, dedicato proprio alla Chemical city…
“L’Arpa ha quasi concluso gli studi per il piano di caratterizzazione dell’area della Chemical ed entro metà aprile si svolgerà la conferenza dei servizi durante la quale verranno resi noti i risultati delle analisi. In sintesi, verrà detto quale è la situazione ambientale del terreno che sta sotto il centro chimico”.

Cosa la preoccupa di più rispetto alla Chemical city?
“La cosa più preoccupante è che lì poteva entrare chiunque. La parte di recinzione interna al bosco, non quella che dà sulla strada, era completamente scomparsa”. 



Cosa chiede all’Esercito?
“La cosa più importante è che il centro chimico venga messo in sicurezza al più presto. Questo per evitare che un ragazzo che entra per sbaglio possa trovarsi in una situazione di pericolo. Poi ad aprile ci sarà la conferenza dei servizi nel corso della quale Arpa renderà note le analisi del terreno. Questo ci permetterà di capire se servirà o meno una bonifica ambientale. Non più militare, alla ricerca di possibili ordigni. Ma ambientale. E questo soltanto le analisi ce lo possono far capire. Vale a dire farci capire se quel terreno è sano oppure inquinato. A quel punto si può ragionare come e con quali tempi far ritornare l’intera zona a disposizione della comunità ronciglionese”. 

E se dovesse servire una bonifica ambientale del terreno, chi la fa?
“Ci penserà il ministero della difesa. E su questo ho visto ampia disponibilità”. 

Cosa intende fare il comune di Ronciglione una volta che ha ripreso l’area della Chemical city?
“Dipende se si dovrà fare la bonifica e, se si dovesse fare, quali sono i tempi. Personalmente credo che si debba fare una bonifica ambientale seria. Ragionando invece in tempi brevi, cioè senza dover fare la bonifica, i progetti che si possono fare sono tantissimi, considerando che stiamo parlando di una zona di 36 ettari con diversi edifici. E si possono fare diverse cose soprattutto dal punto di vista turistico. Se dovesse servire una bonifica ambientale che richiederà X anni allora è chiaro che ogni progettazione va ragionata su un tempo più lungo. Non solo, ma va capito cosa si può fare su quell’area tenendo anche conto del piano regolatore. E per il piano regolatore quella è una zona agricola sotto zona boscata. Resterà così? Adesso aspettiamo le analisi dell’Arpa. Da lì possiamo ragionare in maniera più concreta. Comunque sia, secondo me quel terreno deve essere utilizzato per sviluppare il turismo del lago di Vico. Percorsi, area camper, campeggi”.

E’ normale, secondo lei, che a distanza di oltre 20 anni dalla prima bonifica della zona, la comunità di Ronciglione che lei rappresenta, ne sappia ancora poco o niente di quello che avveniva all’interno della Chemical city?
“Soprattutto, la cosa che non sappiamo è in quali condizioni sia il terreno della zona militare. E solo lo studio dell’Arpa ce lo può far capire. Un passaggio fondamentale. Per certi aspetti anche storico”.



Domani (oggi, ndr) si terrà il consiglio comunale…
“No, il consiglio comunale non ci sarà perché è stato convocato in forme non corrette”.

Che vuol dire?
“Il consiglio comunale, quando richiesto dalle opposizioni, deve essere convocato dal presidente del consiglio dopo che il sindaco gli ha consegnato l’ordine del giorno. Concordando la data. E siccome nessuno mi ha chiesto l’ordine del giorno e nessuna data è stata concordata ecco che il consiglio è stato convocato in forme non corrette. Dunque non si può fare”.

Quindi che succede?
“Andrò in consiglio comunale e comunicherò ai presenti quanto ti ho appena raccontato. Ma non ci sarà la discussione prevista”. 

Perciò, dopo la comunicazione tutti a casa…
“Sì”.

Si rifarà un altro consiglio comunale straordinario dedicato alla Chemical city?
“Sì. Prima dobbiamo acquisire la documentazione necessaria. Poi faremo un nuovo consiglio aperto ai cittadini. E c’è tutta la disponibilità a concordare la cosa anche con le opposizioni”.

E l’Esercito parteciperà con i suoi rappresentanti?
“Penso di sì, stiamo lavorando per avere la disponibilità dell’Esercito a informare la popolazione su quello che è stato fatto e quello che verrà fatto. Appena avremo i dati dell’Arpa e la disponibilità dell’Esercito a partecipare, faremo un consiglio comunale aperto dedicato alla Chemical city. E l’idea è farlo prima della conferenza dei servizi di metà aprile. Detto ciò, su questa vicenda l’Esercito, da quello che ho capito, ha tutta l’intenzione di metterci la faccia”.

Daniele Camilli


L’inchiesta di Tusciaweb

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4 marzo, 2020

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