![]() Un momento di grande traffico incentro |
![]() Il divieto di transito all’entrata di Piazza San Lorenzo |
![]() Piazza San Lorenzo – Il divieto di sosta |
![]() Lo splendido semaforo a San Pellegrino |
– Ho assistito, non senza stupore, alla sarabanda sul centro storico messa in piedi dal direttore di Tusciaweb.
Una vera sarabanda messa su con tutte le astuzie del mestiere. Non è poi mancata la solita intemerata di Lupo Solitario. Tutta gente, questa, priva di conoscenze specifiche e abituata a fare il giornalista con il c… ben attaccato alla poltroncina. Insomma una razza diversa dai giornalisti d’inchiesta.
Proprio per questo mi sono, come è mia abitudine, fatto un giretto sul luogo del delitto che in questo caso è il centro storico di Viterbo. Niente a che vedere con la mia Chicago, ma insomma.
Ho iniziato la mia perlustrazione dalla parte più nobile della città: l’area più antica (gallery). Per i filologi la girata per il centro è stata fatta giovedi 11 agosto. Come dire un giorno non particolarmente denso di traffico. Eppure il centro storico, anche in quel giorno, si è contraddistinto proprio per questo: un traffico caotico da far invidia alla mia città di origine.
Ma andiamo per ordine. Lasciando per ora da parte l’impressione generale fatta di montagne di auto che scorrazzano in ogni dove, di immondizia lasciata in bella mostra, scritte di ogni tipo, nessun rispetto per un patrimonio di una bellezza a tratti commovente.
Ho iniziato a setacciare il centro da piazza San Lorenzo. E proprio nell’entrare ho trovato la prima stranezza: un divieto di transito dalle ore 20 alle 8 del mattino. Come dire che nella piazza del Palazzo Papale si possono fare scorrerie con camion quant’altro, ma non la notte. Un divieto a dir poco bizzarro che il sindaco Marini è invitato a spiegare.
Durante il giorno, e ci potrebbero essere i turisti, le auto sono autorizzati a entrare, di notte no… mistero.
Secondo mistero mistico, visto il luogo: nella piazza fanno bella mostra di sé degli strani cartellini rettangolari, che, come mi hanno spiegato gli indigeni, dovrebbero indicare il divieto di sosta 24 su 24. Ovviamente non rispettato né fatto rispettare, basta vedere le immagini delle gallery che ho realizzato. Le auto sono in bella mostra davanti al palazzetto del capitano del popolo.
Tornando indietro si può tentare di dare uno sguardo a piazza San Carluccio, se si riesce a bypassare con la vista alla Superman la montagna di auto in sosta regolare e in sosta vietata. Si arriva all’isola pedonale di San Pellegrino.
Un’isoletta per una delle piazze medievali più belle del Mondo. Un’isoletta di appena 8 ore segnalata con uno splendido semaforo che in un’area medievale fa la sua porca figura.
Ma non basta, a piazza Scacciaricci c’è il primo incontro con la “monnezza”: pochi sacchetti, ma significativi perché siamo alle spalle alla piazza San Pellegrino uno dei Sancta Santorum della città.
A piazza San Pellegrino si trova la vera sorpresa. Sotto il portico sulla sinistra si scoprono in sequenza: un cartello di divieto di sosta, una montagna di sterco di piccione e dei cartoni. Questo nella piazzetta gioiello di architettura medievale.
Proseguendo e uscendo da via San Pellegrino, ci si imbatte solo in montagne di auto, immondizia, muretti caduti, scritte e insensatezze varie. Ma non voglio togliere il divertimento, si fa per dire, di guardare la fotogallery.
Ancora un paio di notazioni. Se si scende da San Sisto giù per via Garibaldi si incontra sulla destra un grazioso cartellino, che nessuno rispetta, di un’area Ztl. Lo sapevate che via Vetulonia, la prima a destra, è vietata a tutti meno che ai residenti per buona parte della giornata?
Infine, visto che al peggio non c’è mai fine, se avete ancora fiato e arrivate a piazza delle Erbe, potrete vedere che da un lato il pavimento delle fontana è stato sfondato ed è transennata. Una sorta di variante alle semplici fontane senza acqua tipiche della città dei Papi.
Ecco, allora verrebbe proprio di dire che è meglio che il centro storico venga raso al suolo. Soffrirebbe di meno. Bisognerebbe fare come si fa con i cavalli. Se proprio lo si deve uccidere, meglio un colpo secco alla tempia.
E allora che cosa vogliono chiudere il direttore e i viterbesi?
Ernie Souchak
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