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– Superata la soglia dei duemila. Il sondaggio sulla chiusura del centro storico chiama a raccolta viterbesi e non solo, con un risultato piuttosto netto. L’82,3% dei votanti (1656) ha risposto sì, il 15,6% (314) ha detto no, mentre gli incerti rappresentano il 2,1% (42 voti).
Più spazio ai pedoni, argomentato nei vari commenti di chi si è detto favorevole alla chiusura. Vincent Spaccapeli vorrebbe una città più vicina ai canoni europei. “Il centro storico deve adeguarsi alla gestione urbana europea: civile, vitale e conservativa.
“Vanno pianificati interventi adeguati, chiudere il centro storico dalla sera alla mattina significa mettere un cancello a un recinto vuoto”.
Mentre c’è chi come Gianluca Cannone vorrebbe ripopolare il centro storico. Meno auto e più residenti. “Importante sarebbe espropriare a quei miserabili che stanno facendo morire il centro comprando case e chiudendole. Il centro deve essere abitato”. Proposito buono, ma di difficile attuazione.
“Invito i signori che siedono al Comune – dice Giuseppe Anelli – a portare un passeggino per il centro o tenere per mano un bambino. La situazione è indecente. Vivo dentro le mura da trent’anni. Il declino per decoro urbano e servizi è a dir poco sospetto e a dirla tutta, vergognoso”. Niente auto, stop ai caroselli.
“A Viterbo – ironizza Sabrina Stefanoni – si vive per mostrare la macchina nuova e non solo. Non tarpate le ali a questi esibizionisti”. Pochi i commenti lasciati da chi ha risposto no. Uno in particolare, di Luca Biagini.
Si domanda cosa s’intende per centro storico dentro le mura ed è disposto a cambiare idea, a patto che: “Si facciano parcheggi adeguati fuori le mura e trasporti pubblici funzionali ed efficienti”. Il dibattito riguarda pure i commercianti.
“Chi ha votato sì – sostiene Laura Brugiotti – è perché non ha il negozio in centro”.
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