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– Il centro storico, se non è morto, è in agonia. Ma nessuno sembra voler fare nulla. E nulla sta facendo il Comune. Sta lì e lo guarda morire.
Basta fare un giro per il centro per vedere troppi cartelli affittasi e vendesi. Segno che sono sempre di più i negozi che hanno chiuso e i commercianti che se ne vanno. Eppure nessuno muove un dito. Eppure nessuno si domanda il perché.
La realtà che sta davanti agli occhi di tutti è che il centro storico di Viterbo sta morendo perché le amministrazioni comunali non hanno fatto le scelte che in tutte le città d’arte sono state fatte: chiudere al traffico.
Basta fare un giro in centro Italia per vedere che Siena ha chiuso, Perugia ha chiuso, Ascoli ha chiuso, Terni ha chiuso… Tutti hanno chiuso. Tutti. Proprio tutti.
E, dove il centro storico è stato chiuso al traffico, è tornato in vita.
Qualcuno potrebbe pensare che sono i viterbesi che non vogliono la chiusura del centro. Non è vero.
Su 2012 votanti: 1656 (82,3 %) hanno votato sì alla chiusura; 314 i no (15,6%); solo 42 i non so (2,1%).
Un dato impressionante che, se si fanno un po’ di calcoli ed analisi, ha una affidabilità altissima. Come dire che la probabilità che i 63mila abitanti di Viterbo la pensino alla stessa maniera e nelle stesse proporzioni è altissima.
Un dato ancora più forte perché nel referendum i votanti ci hanno messo la faccia e quindi il loro voto è ancora più affidabile. Ultimo dato che deve far riflettere il sindaco e chi amministra la città: i sondaggi a livello nazionale, prendono in esame un campione di mille/duemila persone per un universo di oltre 50 milioni di abitanti. Qui siamo a oltre 2mila su 63 mila.
Una percentuale altissima. Non si tratta di un campione costruito o stocastico e quindi con qualche probabilità rappresentativo, ma i numeri sono talmente elevati che, pur depurandoli dai voti anomali o altro, il referendum di Tusciaweb garantisce che la larga maggioranza dei viterbesi è per la chiusura del centro storico.
Oggi porteremo il risultato del referendum su carta al sindaco Marini. E al sindaco Marini chiediamo come e quando intende iniziare la chiusura del centro storico? Come intende rispettare la volontà della gran parte dei viterbesi?
Se non si fida del sondaggio di Tusciaweb, butti via qualche decina di migliaia di euro e faccia un vero referendum. Ma il risultato non potrà che essere simile al nostro, se la matematica non è una opinione. Anche perché l’universo in realtà è molto più basso dei 63mila abitanti se si esclude chi non può votare: minori e altro. E quindi il nostro referendum è ancora più significativo.
Ogni rinvio della chiusura sarebbe come dare un fendente a un uomo in agonia.
E il sindaco se non si muoverà in fretta si prenderà tutta la responsabilità politica e amministrativa di aver ucciso il centro storico definitivamente.
Se il sindaco non sa come fare, vada a fare un giro a Perugia o ad Ascoli. Prenda appunti e inizi a chiudere il centro storico.
Lo si può fare modularmente da subito e tenendo conto delle esigenze dei residenti e di chi ci lavora. Con tanto di parcheggi e navette. Proprio come è accaduto in tutta Italia.
Noi abbiamo già un progetto, se vuole glielo illustreremo.
Una cosa è certa: una intera città, che come ogni estate ha visto cosa potrebbe essere il centro storico, con cittadini e turisti che si muovono senza respirare smog e senza il pericolo di essere messi sotto da un’auto, non può continuare a guardare il centro della città che muore. E questo solo per la miopia di una piccola parte di commercianti e della pavidità di chi amministra.
Insomma, il sindaco non ha più scuse. Se il centro storico morirà, sapremo chi sarà l’assassino.
Ultima cosa: speriamo che nessuno legga questo articolo fuori da Viterbo, perché il rischio è di far ridere mezzo mondo se si capisce che nel 2011 abbiamo ancora il centro storico aperto alle auto.
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