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Viterbo - Intervista a Paolo Vestri (Confesercenti)

Sì alla chiusura del centro, ma ragionata

di Giuseppe Ferlicca
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Paolo Vestri

Paolo Vestri

– “Sì alla chiusura del centro storico, ma non da un giorno all’altro”.

Prima come responsabile Confesercenti Viterbo e poi come operatore, Paolo Vestri è a favorevole alla limitazione del traffico dentro le mura, a patto che ci sia a monte una programmazione. “Perché – sottolinea Vestri – a chiudere si fa presto, ma poi il centro storico muore”.

Meglio andare per gradi. Cominciando col chiarire il concetto di centro storico. “Se prendiamo in considerazione tutto lo spazio compreso dentro le mura, si creerebbero anomalie, dal momento che ad esempio, sarebbero tagliati fuori anche parcheggi importanti.

Meglio individuare alcune zone. Una in cui le auto non possono mai accedere, fatte salve esigenze di sicurezza, pulizia o pubblico servizio. Quindi un’area in cui lo stop alle auto è fissato in determinati momenti della giornata, ma il cui transito può essere consentito alle auto di genitori che devono accompagnare i figli a scuola, ai mezzi per le operazioni di carico e scarico, senza dimenticare che esistono officine, elettrauto.

Se le vetture non possono accedere, come fanno? Poi esistono uffici pubblici. L’accesso agli utenti in qualche modo va garantito”.

Un sì a patto che molte condizioni si realizzino. “Lo chiede la gente – continua Vestri – e lo vogliono anche molti operatori, ma non si può risolvere tutto semplicisticamente in poco tempo.

Prima serve mettere mano a una serie d’interventi d’un certo spessore, programmarli coinvolgendo tutte le parti interessate. Ho visto i risultati del sondaggio Tusciaweb, va bene, ma dobbiamo prima trovare risposta a domande come, dove parcheggio la macchina se dentro non posso più entrare? Certo non la posso lasciare al Poggino”.

Interventi sul medio e lungo termine. Ma la discussione sulla chiusura del centro storico a Viterbo va avanti da decenni.

“Ne sento parlare da quando avevo cinque anni e lo stesso vale per la scala mobile a valle Faul. Mi rendo conto che esistono realtà anche fra i miei colleghi che spingono perché l’accesso resti, io penso che sia naturale per una città come Viterbo, valorizzare il proprio centro”.

Educando i viterbesi. “Pure questo non si fa da un giorno all’altro. Sono convinto che nel lungo termine ci saranno benefici per tutti con la chiusura del centro storico, a patto che nel periodo di transizione ci si muova nel modo giusto, programmando per evitare al massimo gli effetti negativi”.

Non dimenticando chi nel cuore della città lavora.

“I commercianti animano il centro – conclude Vestri – hanno l’onere e l’onore di tenerlo vivo. Senza punti vendita non sarebbe più nulla, è giusto che vadano aiutati”.


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12 agosto, 2011

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