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Roma - Soter Mulé sotto torchio per ore in procura

“Credetemi: sono disperato”

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Soter Mulé

Soter Mulé

Paola Caputo

Paola Caputo

– “Sono il primo ad essere disperato. Credetemi. Non avrei mai immaginato che potesse succedere una cosa del genere”.

Lo ha detto Soter Mulé al magistrato che lo ha interrogato per ore sulla morte della studentessa 24enne Paola Caputo.

La tragedia si è consumata all’alba di sabato, in un garage nel quartiere Bufalotta, durante un gioco erotico a tre cui partecipavano Paola, un’altra studentessa di 23 anni, F.F. e l’ingegnere 42enne di Nepi.

Su di lui pende l’accusa di omicidio preterintenzionale. Ma Mulé continua a parlare di “malore” e di “incidente”.

“Non ho mai letto o saputo che qualcuno sia morto per una cosa del genere – si è difeso l’ingegnere nepesino -. La cosa, vista con gli occhi della normalità, può apparire estrema. Ma non lo è quando è fatta con tutti i criteri. È il malore di Paola che purtroppo ha cambiato tutto”.

Legate per i polsi con una corda fissata al soffitto, le due ragazze erano sospese in aria schiena contro schiena, a mo’ di bilancia. La situazione è precipitata quando Paola è svenuta e ha fatto tendere la corda. L’altra ragazza, ora in gravi condizioni all’ospedale Sant’Andrea, è salita di colpo verso il soffitto, rischiando di rimanere soffocata.

Un inconveniente imprevedibile, a detta dell’ingegnere. “Ci siamo preparati ed era andato tutto bene. Ho prima legato Paola, poi l’amica”.

Le ragazze, ha insistito Mulé, “erano del tutto consenzienti. Abbiamo deciso insieme di andare là sotto e nessuno ha costretto nessuno”.

“Le legature le avevo fatte altre volte non era successo niente – ha spiegato l’ingegnere al pm -. Sono in totale buona fede, tanto che ho cercato di salvare sia l’una sia l’altra e poi ho chiamato i soccorsi e la polizia”.

Su quanto tempo sia trascorso tra la morte di Paola e la chiamata al 118, in ogni caso, non c’è certezza. Secondo gli inquirenti, è probabile che Mulé possa aver cercato, anche a lungo, di rianimare da solo la ragazza, per poi chiamare soccorsi e polizia solo quando si è accorto che era troppo tardi.

L’accusa, comunque, è  di omicidio preterintenzionale.


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11 settembre, 2011

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