– Un ingegnere con la passione per il bondage. Sesso estremo che si ispira alla tecnica giapponese dello shibari o kinbaku, l’arte della legatura con corde e lacci, a scopo erotico o persino terapeutico (rilassamento del corpo e della mente).
Soter Mulé era un cultore della materia. Anche per questo la notizia del suo arresto, dopo il gioco erotico finito con la morte della studentessa Paola Caputo, ha stupito gli aficionados del sesso sadomaso in stile shibari. L’ingegnere 42enne di Nepi era troppo esperto per commettere errori.
Conosceva alla perfezione tutte le tecniche di sicurezza. Compresa quella di tenere con sé un paio di forbici per tagliare le corde, in caso di emergenza.
Sapeva quali punti del corpo legare e come farlo senza mettere in pericolo le donne dei suoi giochi. Basta una stretta di troppo nel punto sbagliato per passare dallo shibari alla violenza. Incidenti che, finora, Mulé aveva sempre evitato.
42enne, domiciliato a Roma e residente a Nepi, l’ingegnere aveva fondato nel 1997 una società di sicurezza informatica, ma era conosciuto soprattutto per le sue due passioni: il bondage e la fotografia. Sul suo MySpace si autodefinisce “mezzo fotografo, mezzo progettista”. “Ho fatto il fotografo quando non ci capivo niente – scrive di sé su una comunity in Rete -. E ora non riesco a capire come essere un buon fotografo. Nel frattempo scatto, scatto, scatto usando tutto quello che mi capita”.
L’interesse per il bondage è evidente anche dalla sua galleria fotografica. Un’immagine, in particolare, mostra una donna nuda e sofferente, seduta sul pavimento e legata a una catena. “Oggi la mia visione dell’amore è questa – si legge nella didascalia scritta da Mulé -. Scusate se disturba qualcuno”. Un altro scatto ancora mostra una schiena di donna bucata da un ramo di spine.
Soter Mulé era perfettamente inserito nell’ambiente dei gruppi sadomaso dell’hinterland romano. Partecipava a fetish party e serate a tema dai titoli allusivi, come “Eccesso”, “Pop Pornywood – Sesso e volentieri” e altre.
Uno dei suoi ultimi post del suo profilo Facebook, pubblicato il 5 settembre, suona come una macabra premonizione: “Questa notte qualcuno è morto”.
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