Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Ragazza morta in un gioco erotico - La Corte d'Assise d'appello alleggerisce la sentenza di primo grado

Soter Mulè condannato a tre anni

Condividi la notizia:

Soter Mulè intervistato da Franca Leosini a "Storie maledette"

Soter Mulè 

Paola Caputo

Paola Caputo 

Roma – Pena più leggera per Soter Mulè, condannato nel 2013 per l’omicidio di una studentessa durante un gioco erotico.

L’ingegnere 47enne, residente a Nepi, dovrà scontare tre anni di reclusione.

Lo ha deciso la Corte d’Assise d’appello di Roma, presieduta da Mario Lucio D’Andria, a latere Giancarlo De Cataldo. I giudici d’appello hanno riformato la sentenza di primo grado che condannava Mulè a quattro anni e otto mesi per l’omicidio colposo della 23enne pugliese Paola Caputo. 

Era la notte del 10 settembre 2011. L’ingegnere era uscito con la ragazza e un’altra amica, Federica F.. Mulé, appassionato di bondage, una pratica erotica che prevede l’utilizzo di corde con cui legare i partecipanti, aveva proposto un gioco alle ragazze. E loro avevano accettato, indicando un seminterrato in via di Settebagni come il luogo ideale. Mulé lega le ragazze, ma quando Paola sviene la corda al collo di entrambe si stringe, con conseguenze letali per la 23enne, mentre l’amica finisce in ospedale.

Il gup di Roma lo aveva condannato a quattro anni e otto mesi per omicidio colposo. La procura aveva fatto appello, convinta fin da subito che si trattasse di omicidio preterintenzionale. La Corte d’Appello di Roma aveva rimesso gli atti alla Corte d’Assise per competenza, ritenendo il reato più grave dell’omicidio colposo ma, per i giudici, non c’è stato nessun omicidio preterintenzionale. Mulè, in pratica, non aveva previsto in alcun modo conseguenze così gravi per le due ragazze, ritenendo di avere il totale controllo di una situazione che, invece, gli è sfuggita di mano.

La difesa, rappresentata dagli avvocati Antonio Buttazzo e Luigi Di Maio, ha ottenuto anche l’alleggerimento della pena per l’accusa delle lesioni alla ragazza superstite, Federica F.: per questa accusa non si poteva procedere contro l’ingegnere perché non era mai stata sporta querela. I difensori di Mulè sono comunque decisi ad arrivare fino in Cassazione. 


Condividi la notizia:
30 novembre, 2015

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/via-sandro-pertini-strada-pubblica-chiusa-con-sbarra/