– Antonio Fracassini, Marcuccio Marcucci e Marco Bracaglia non lasciano, anzi raddoppiano.
Dopo avere dato un dispiacere al sindaco Marini votando no al bilancio, la situazione non cambia, semmai si complica.
“Le nostre richieste – spiega Fracassini – rimangono, con una piccola modifica: adesso vogliamo non solo la giunta da dieci a sei, ma anche l’azzeramento. Potranno anche essere gli stessi a essere nuovamente nominati, ma deve essere azzerata e rifatta. A sei.
Questo è un punto inderogabile, altrimenti è inutile stare a discutere”.
Quindi a nome del suo gruppo, Alleanza per Viterbo, chiede di partecipare, essere interpellato, in questo caso nella costruzione del bilancio e non essere chiamati solo a dire sì.
Poi Fracassini stronca senza pietà per l’idea di sindaco e giunta di tagliarsi volontariamente le retribuzioni.
“Una boutade populista di sindaco e assessori – sostiene Fracassini – ridicola. Se la potevano risparmiare, potevano evitare di far ridere la gente. E’ vergognoso pensare che il comune abbia necessità dell’elemosina da parte di sindaco e assessori. E’ ridicolo e fastidioso.
Una città capoluogo, con le sue ricchezze deve ricevere la carità. Potevano fare a meno anche di dirlo”.
Adesso occhi puntati sulla Destra, per vedere se abbasserà la guardia o rimarrà sulle proprie posizioni, in pratica le stesse di Alleanza per Viterbo.
Intanto, la sorpresa (o quasi) è stato il no al bilancio anche da parte del presidente del consiglio Giancarlo Gabbianelli, che chiamato a parlare dell’amministrazione Marini, non si è espresso con parole troppo benevole.
“Posso capire – spiega Fracassini – che quando si dice che tutte le colpe ricadono sulle società comunali è eccessivo.
Sappiamo perfettamente che non è vero, seppure qualche responsabilità ci possa essere stata. Ancora oggi il Cev riceve stanziamenti come quelli del 2003, ma i tempi sono cambiati e la città si è espansa. Il nuovo contratto per la nettezza urbana è molto più oneroso.
Mi rendo conto che quando si vede il lavoro fatto in un determinato periodo, qualcuno se la può anche prendere”.
Giuseppe Ferlicca
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