– “Su Imu e riduzioni degli assessorati non si tratta. Questo bilancio non lo votiamo”. E sì, il sindaco Giulio Marini rischia un voto contrario della Destra. Parola di Andrea Scaramuccia, segretario provinciale.
Domani all’incontro di maggioranza, intanto, parteciperà solo il capogruppo consiliare, Augusto Turchetti.
Sarà una sorta di osservatore e ribadirà le richieste della Destra alla giunta Marini: riduzione dell’Imu sulla prima casa e taglio di 4 assessori.
Il sindaco sembra intenzionato a votare subito il bilancio comunale e per questo sono in programma sei sedute di consiglio a raffica: 27, 28, 29 agosto e poi 4, 5 e 6 settembre. Sedute che si prospettano di fuoco. Perché anche la Lega federalista potrebbe non votare il bilancio. Insomma le elezioni si avvicinano e c’è fretta di smarcarsi da una maggioranza che traballa al suo interno per mille divisioni.
Non sembra che l’Udc possa correre in soccorso, dopo mesi e mesi di durissima opposizione.
E allora Marini potrebbe anche non arrivare al porto del fine consiliatura.
Il bilancio potrebbe essere votato fino a ottobre, ma le sedute di consiglio erano state programmate prima delle proroghe.
Il sindaco, in sostanza, potrebbe proprio cadere sulla buccia di banana della riduzione dell’Imu.
“Va sottolineato – argomenta Scaramuccia – che il sindaco ha dichiarato, proprio a Tusciaweb, che non poteva ridurre l’Imu sulla prima casa al 2 per mille, altrimenti avrebbe dovuto aumentare l’aliquota sulle altre abitazioni. Il risultato è stato però che l’Imu sulle prime case è rimasto al 4 per mille e comunque è aumentata anche l’aliquota sugli altri immobili di ben 1,7 per mille. Un fatto a dir poco grave sul quale non possiamo sorvolare, dopo gli impegni presi con i cittadini”.
In un momento di crisi ogni ulteriore carico potrebbe essere letale per le aziende e le famiglie.
“La Destra accettò ala fine l’aliquota al 4 per mille per le prime case solo per senso di responsabilità. Ma ora cosa accadrebbe con l’Imu così alta per gli altri immobili, seconde case e locali commerciali. Oggi accettare anche questo ulteriore balzello equivarrebbe prendere in giro i tanti cittadini che ci hanno chiesto di batterci contro questa tassa iniqua”.
Le conseguenze,se Marini non abbozzerà saranno pesanti.
“E’ praticamente impossibile – spiega Scaramuccia – che i consiglieri della Destra possano votare un bilancio che non contenga i correttivi sull’Imu. Non possiamo non difendere in tutti i modi, e a oltranza, i cittadini. E’ anche doveroso ricordare che per contenere l’Imu la Destra presentò una particolareggiata relazione volta a evidenziare come diversi soldi potevano essere risparmiati. Si trattava di circa 2 milioni di euro. Non esattamente di briciole”.
L’accusa di populismo nasce spontanea.
“Ci accusarono di populismo anche quando proponemmo l’Imu al 2 per mille. Ci dissero che non era tecnicamente possibile, a meno di non aumentare il gettito derivante dagli altri immobili. Se continuassero a dirlo anche questa volta rasenterebbero il ridicolo. Ogni volta che c’è una proposta, che non piace o non fa comodo, ci tacciano di populismo. Ma ad argomento politico-amministrativo va risposto con argomento politico-amministrativo. Ad argomento con un altro argomento E non con una invettiva o uno sberleffo”.
Ma l’Imu non è la sola questione messa sul tavolo dalla Destra.
“La gente deve sapere che la Destra vuole la riduzione reale dei costi della politica e l’esborso per dieci assessori è veramente ingiustificabile. Una vera follia in questa fase crisi gravissima, in cui i cittadini chiedono rigore alla politica. Qui non si tratta di destra o di sinistra. Di simpatie o antipatie. Qui si tratta di trovare il modo migliore per fronteggiare questa crisi, non trascurando la buona amministrazione”.
E se Marini non dà ascolto, le conseguenza sono chiarissime per Scaramuccia.
“Beh, se le proposte della Destra, fatte per il bene di Viterbo e dei viterbesi non vengono accolte, amen. Il bilancio così com’è non lo votiamo. L’Imu così com’è non la votiamo”.
Come dire… il rischio è che tutti debbano andare a casa.
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