Riceviamo e pubblichiamo – Le fibrillazioni in atto all’interno del PdL e le prese di posizione dei vari rappresentanti comunali ci convincono sempre più della bontà e della necessità ormai inderogabile di uscire da detta compagine.
La nostra presa di posizione, che assieme a quella di altre formazioni che, pur riconoscendosi nella maggioranza, non condividono e non sono più disposte a sostenere questa gestione verticistica, è riuscita a far emergere le reali dinamiche che manovrano questa fine consigliatura.
Come leggere questa strenua difesa alla poltrona di assessore, finanche gratuita, a così pochi mesi dal termine della consigliatura?
Una encomiabile, totale, disinteressata abnegazione messa al servizio della città? O un attaccamento, questo sì meno encomiabile, a un potere che per quanto piccolo può tornare sempre utile in vista di una prossima campagna elettorale sicuramente tutta in salita?
La paura della perdita dei finanziamenti per la Valle di Faul (finanziamenti destinati alla città e non necessariamente a quell’opera), minacciata in verità con scarso fair play dal capogruppo del PdL paventando colpe per possibili ritardi o interruzioni, è un avvertimento a nuora perché suocera intenda o che altro?
Ma tale opera e l’attuale progetto coincidono realmente con le necessità di Viterbo e la volontà dei viterbesi?
Si è proprio sicuri che questa sia la sistemazione auspicata e da anni attesa dalla città per il polmone verde all’interno delle sue mura?
Un’opera mai condivisa dal consiglio comunale, unico vero organo rappresentativo di tutti i cittadini, ma calata dall’alto e imposta da una giunta sempre più autoreferenziale.
Qualcuno, un tempo, asseriva che a pensar male si fa peccato…
Antonio Fracassini
Marco Maria Bracaglia
Marcuccio Marcucci
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