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Crisi a palazzo dei Priori - Il sindaco Marini dopo la bocciatura del bilancio di previsione

“Non mi aspettavo il no di Gabbianelli”

di Giuseppe Ferlicca
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Il sindaco di Viterbo Giulio Marini

Il sindaco di Viterbo Giulio Marini

– Il tre settembre s’avvicina, ma a palazzo dei Priori sono tutt’altro che tutti d’un sentimento. Una maggioranza spaccata, divisa su un argomento fondamentale per un’amministrazione, il bilancio di previsione, ieri si è completamente sgretolata.

Bocciandolo con quindici sì e venti no (della maggioranza hanno votato contro Gabbianelli, Bracaglia, Moltoni, Fracassini, Federici, Marcucci e Turchetti, ndr). Gli negano il voto come da previsione, la Destra e Alleanza per Viterbo e a sorpresa anche il presidente del consiglio Giancarlo Gabbianelli, che adesso attende la risposta dalla prefettura per capire se l’amministrazione Marini sia caduta o meno.

Perché una volta bocciato, la seduta è stata chiusa, rimettendo tutto in mano al prefetto. Ma il segretario generale non è d’accordo, la maggioranza può ripresentare il bilancio entro il trenta ottobre, è la sua tesi.

Alla prefettura il compito di sbrogliare la matassa. Ma se anche Marini potesse proseguire, dovrebbe andare alla ricerca della maggioranza perduta. E chissà se riuscirà a trovarla.

“E’ stata bocciata la proposta di bilancio fatta dalla maggioranza – spiega il sindaco nel suo studio dopo un acceso incontro con i suoi – mi dicono che non è motivo di decadenza del consiglio. Aspettiamo comunicazioni della prefettura. Sulla base della norma risponderà. Per rispetto istituzionale aspetto che arrivino indicazioni”.

Sono escluse dimissioni da parte del sindaco. “Non mi dimetto, ora sarebbe privo di senso. In consiglio abbiamo solo anticipato di una settimana quello che sarebbe dovuto accadere il cinque. Se la norma prevede lo scioglimento del consiglio, si va a casa”.

Andare avanti o meno, ieri comunque la bocciatura è stata pesante. “Si devono ritrovare gli elementi per andare avanti, se ci sono – asserisce il sindaco –. Attraverso consultazioni e valutazioni politiche. Le stesse valutazioni che avrei dovuto fare il cinque settembre, se mi fossi dimesso, avevo venti giorni di tempo per le valutazioni politiche”.

Rispetto alle dimissioni annunciate, ieri è accaduto qualcosa di politicamente grave. All’annuncio era solo nell’aria. “Quando ho parlato di dimissioni – spiega Marini – sapevo che la situazione era difficile”.

Non si poteva ritirare l’emendamento e rinviare l’approvazione del bilancio a ottobre? “C’è stata una costruzione politica – osserva Marini – col voto contrario del presidente Gabbianelli si è capito che c’era un meccanismo diverso rispetto a quello che si ipotizzava all’esterno.

Guardando a chi ha votato no, si sono coniugate persone come Fracassini, non vicine a Gabbianelli ai gabbianelliani. Non so le valutazioni politiche della Destra a questo punto. Va avanti per la sua strada? Chiude la porta? Ma poi dove vai?”.

Sul voto di Gabbianelli? “Sinceramente non me lo aspettavo”.

Il futuro è tutta un’ipotesi. “Oggi, sotto Santa Rosa, con le tribune in montaggio e tutti i problemi, le valutazioni politiche non le faccio”.

Mettere insieme i cocci comunque non è semplice. “Si può fare una mozione di sfiducia, finora non c’è stata. Così si andava a casa direttamente, i numeri c’erano, ma non l’hanno fatta. Hanno bocciato un bilancio, un provvedimento”.

Giuseppe Ferlicca


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29 agosto, 2012

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