– “Ci lascia la porta aperta? Ma chi pensa di essere?”. Crisi in comune: sempre peggio. Ad Antonio Fracassini (Alleanza nel Pdl) le esternazioni del sindaco successive alle dimissioni proprio non sono piaciute.
Una in particolare, quella in cui Marini ha fatto sapere che se ci sono proposte lui le ascolterà. “Una posizione arrogante – incalza Fracassini – è dimissionario in attesa ricompattare la maggioranza. Ma chi lo deve fare io? Adesso 24 consiglieri, uno per uno vanno da lui a presentare proposte? Ogni gruppo va li?
Fosse pure così, ma c’è bisogno che il mio gruppo vada dal primo cittadino e gli dica che dopo avere azzerato la giunta, la deve rifare con soli sei assessori? E poi che vogliamo partecipare alla stesura del bilancio, risparmiando per ridurre l’Imu? Glielo devo andare di nuovo a dire? Quante volte glielo ho già detto?
La dignità di un consigliere sta nel fare proposte, al sindaco poi le valutazioni. Se vuole sentirci ci sente sennò non ci sente. Se la consiliatura dovesse proseguire, noi voteremo secondo coscienza. I cittadini lo sanno chi ha torto e chi ha ragione”.
La maggioranza si è sfaldata dopo quella fatidica riunione del 17 dicembre in cui la maggioranza garantì a Marini massima collaborazione fino alla primavera 2012 se fosse rimasto sindaco, rinunciando all’incarico parlamentare. Poi è accaduto l’esatto contrario.
“Ma non è successo dalla mattina alla sera – precisa Fracassini – dopo quell’incontro, a marzo, mandammo una lettera al sindaco in cui gli ricordavamo che gli impegni da lui presi non erano stati mantenuti. Il riequilibrio nelle commissioni non c’era stato. Chiedevamo che la giunta lavorasse a tempo pieno e invece era tutto come prima.
Dovevamo contribuire trovare un utilizzo per il terreno alla Volpara, invece niente. Ci aveva assicurato che il parcheggio a valle Faul sarebbe stato provvisorio al servizio del parco, invece i posti sono stati assegnati a Francigena e a pagamento, ci aveva garantito sugli atti importanti che saremmo stati informati e pure questo punto è stato regolarmente disatteso. La lista sarebbe lunga”.
A giugno un’altra lettera. “C’era la delibera che ridefiniva le strutture comunali, è compito della giunta, ma la maggioranza l’avrebbe voluto almeno sapere”.
Fino ad arrivare al bilancio di previsione poi bocciato. “Lo abbiamo semplicemente visto – dice ancora Fracassini – quando ormai era chiuso.
In un vertice di maggioranza il capogruppo Bennati ci disse di fare proposte. Le abbiamo avanzate e sono state disattese al massimo. Pure i consiglieri debbono contare e contare significa esprimere un voto. Quello sul bilancio è stato negativo, non poteva essere diversamente.
Il non essere coinvolti è l’aspetto peggiore, meno male che ci sono i giornali da cui apprendevamo cosa aveva deciso l’esecutivo”.
Se dovesse essere Marini a convocarvi? “Se ci chiama si discute – osserva Fracassini –, questa posizione rigida non piace.
Non ci starebbe bene, ma almeno dicesse che sei assessori sono pochi, lasciamoli sette. I nostri voti non saranno determinanti, noi le nostre responsabilità ce le prendiamo. Lui si prenderà le sue”.
Il confronto è rinviato, al momento il primo cittadino non verrà in consiglio comunale.
“Male. Quello è un luogo di confronto, venga in consiglio a parlare non solo del Cev, ma anche di Robur e Talete. Ma a quanto pare i consigli comunali sono inutili, allora facciamo le conferenze stampa”.
Altrimenti: “Lo convochiamo e parliamo con la sedia vuota”.
Giuseppe Ferlicca
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