– Ha deciso di dimettersi e ha scelto pure una data: il cinque settembre.
Per il sindaco Giulio Marini non è certo un bel momento. Meno male che attorno a se, oltre ai suoi, a consolarlo c’è stato pure un politico che fino all’altro giorno di certo non si poteva dire che fosse un suo sostenitore, tutt’altro.
E’ Francesco Battistoni, capogruppo Pdl in Regione. “L’ho sentito ieri – spiega il primo cittadino – mi ha chiamato, mostrando solidarietà nei miei confronti.
Eccetto scaramucce di natura congressuale – spiega Marini – non abbiamo perso di vista l’obiettivo comune”.
Quindi il riavvicinamento c’è stato. In contemporanea all’allontanamento con l’assessora regionale Angela Birindelli, si mormora. “Assolutamente no – precisa Marini – niente è cambiato”.
In queste ore il primo cittadino ha altri pensieri per la testa. Prepararsi al cinque settembre. Anche se potrebbe non arrivarci.
Se il bilancio di previsione fosse votato entro il trenta agosto e bocciato, nel corso delle sedute di consiglio che partono oggi, l’amministrazione cadrebbe automaticamente e il sindaco non si dovrebbe nemmeno prendere il disturbo di scrivere e presentare le dimissioni.
Diversamente le presenterà, poi avrà venti giorni per tornare sui suoi passi e in venti giorni possono succedere tante cose. Indiscrezioni ne circolano molte.
Ce n’è una, ad esempio, che lo vedrebbe approdare in Regione come assessore a breve. Altrimenti una ricandidatura a Viterbo, visto che le porte della Camera sono chiuse dall’aspirazione di Antonio Tajani che dal Parlamento Europeo vorrebbe tornare a quello italiano. Al Senato finora Laura Allegrini pare blindata, le scelte non sono molte, oltre a un rientro alla Camera di Commercio.
Ma c’è tempo.
Il sindaco se la dà una spiegazione sul perché la sua maggioranza stia facendo le bizze? “Quando mi è stato chiesto di scegliere tra deputato o sindaco – ricorda Marini – ho convocato la maggioranza e mi hanno incitato a rimanere a Viterbo. Confortato da loro, sono andato avanti.
Cosa sia cambiato non lo so, ma a questo cambiamento non ci sto”.
Il bilancio di previsione blindato alla Destra e ad Alleanza per Viterbo non è piaciuto e pure la Lega Federalista storce il naso. Sono voti determinanti.
“Ho fatto quello che mi hanno chiesto. Diminuito l’Imu, togliendomi lo stipendio e chiedendo agli assessori di farlo, ho stanziato 400mila euro per le strade del centro storico.
Le condizioni per approvarlo ci sono, altrimenti eticamente è giusto che io mi dimetta. Poi ci sono venti giorni per confermare le dimissioni.
La data del cinque è perché voglio mantenere l’impegno di fede verso la nostra patrona”.
Ci sono stati problemi di tagli agli enti locali, ma nel tempo l’accusa che le hanno mosso è stata di fare troppi conti e poca politica. Troppo dietro al ragioniere capo Quintarelli.
“Non c’erano i soldi e non ci sono le risorse. Se non gli avessi dato retta, non si sarebbero risolti i problemi che erano di natura economica e strutturale. In ogni caso non lascio debiti, ma una buona amministrazione”.
Giuseppe Ferlicca
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