– Riciclaggio di denaro sporco. “Bidoni di soldi”, dice il pm Nicola Gratteri, che dalla Calabria raggiungevano il Viterbese per essere magicamente ripuliti. Ma non basta.
La cosca locale di Gallicianò aveva creato una vera e propria zona di influenza nella Tuscia. Anche a livello elettorale (fotocronaca: Gli arresti * video: Gratteri: Il denaro veniva trasportato nei bidoni… – Gli arresti – Il pm Gratteri e i carabinieri).
E’ quanto emerge dalle intercettazioni dell’indagine El Dorado. In 22 sono finiti in manette per riciclaggio, associazione a delinquere di stampo mafioso e detenzione illegale di arma. Ma c’è di più.
Nell’ordinanza di custodia cautelare da lei firmata, il gip Silvana Grasso parla di un’allarmante “capacità d’incidenza sulle elezioni locali in grado di far emergere figure pronte a supportare le loro esigenze non certo legali”. Si riferisce a Domenico Nucera (e, più in generale, alla sua famiglia) e ad Alberto Corso. Viterbese arrestato nell’operazione della Dda di Reggio Calabria insieme al fratello Augusto che, però, non è accusato di associazione a delinquere di stampo mafioso.
Alberto invece sì. Per il pm Gratteri e i suoi uomini era il braccio destro di Nucera. Il suo socio e la sua ombra. Corso aveva grandi ambizioni e Nucera grandi progetti. Da “contrasto onorato”, neoaffiliato alla cosca, Nucera lo avrebbe fatto diventare “sgarrista”, facendogli salire tutti i gradini della carriera criminale.
Le intercettazioni tra i due non fotografano solo il locale di ‘ndrangheta e i riti di affiliazione. Nucera e Corso parlano anche di politica. Di centinaia di voti facilmente spostabili. E centinaia di voti spostati in un paese della Tuscia possono fare il risultato elettorale.
Gli inquirenti, come si legge nell’ordinanza del gip, intercettano una telefonata in cui parlano di “un’autorizzazione che dovranno ricevere per il passaggio di un cavo per la fornitura di energia elettrica”. Per quell’autorizzazione “un soggetto (non meglio identificato), appartenente all’amministrazione comunale del luogo, si sarebbe interessato personalmente, così come solito fare ogni qual volta che Domenico chiede qualcosa”. E’ lo stesso Nucera a dirlo, in un italiano approssimativo per telefono, a Corso: “Qualsiasi lavori, come io chiedo non mi dice mai no”.
Per il gip “non è millanteria”. Nucera non ha bisogno di vantarsi con Corso: è il suo socio. “Dal discorso – prosegue l’ordinanza – si evince, anzi, che Nucera e Corso sono in grado di condizionare il voto di una considerevole porzione elettorale del comprensorio (parlano di almeno 350 voti), grazie all’influenza delle ditte con cui operano e che proprio grazie a questa capacità riescono a godere di corsie preferenziali nei rapporti con le autorità politico-amministrative”.
“Nel 2013 c’è un’influenza della Nucera Trasporti nel comune di questi piccoli e limitrofi 250 voti”, si dicono i due in un’intercettazione. E in un’altra: “…può portarti all’elezioni, a livello politico, a livello paesano, 350 voti di traino. Se, se la porta bene, se la porta bene ..inc.. adesso ne aveva preso 12, 13 d’influenza”.
Conversazioni significative, per il giudice. In particolare l’ultima: “Questa intercettazione – scrive il gip Grasso – è la dimostrazione chiara di come i metodi mafiosi siano stati esportati in Lazio e ad essi si faccia ampio ricorso da parte dei conversanti che riconnettono al potere esercitato capacità d’incidenza sulle elezioni”.
Stefania Moretti
Le 22 persone arrestate nell’operazione “El Dorado”
Antonino Casili, nato a Condofuri (Rc) il 09.02.1955
Alberto Corso, nato a Viterbo il 01.09.1976, residente a Canepina (Vt)
Augusto Corso, nato a Canepina (Vt) il 06.05.1962 e residente a Vallerano (Vt)
Domenico Foti, nato a Condofuri (Rc) il 27.06.1958
Concetto Manti, nato a Condofuri (Rc) il 01.03.1970
Tommaso Mesiano, nato a Condofuri (Rc) il 08.09.1958
Antonio Nucera, nato a Reggio Calabria il 07.09.1941, residente a Condofuri (Rc)
Antonio Nucera, nato a Condofuri (Rc) il 16.11.1955
Bruno Nucera, nato a Condofuri (Rc) il 05.12.1958
Carmelo Nucera nato a Condofuri (Rc) il 28.11.1950
Carmelo Nucera, nato a Melito Porto Salvo (Rc) il 17.05.1970
Diego Nucera, nato a Condofuri (Rc) il 24.11.1948
Domenico Nucera, nato a Melito Porto Salvo (Rc) il 15.10.1971, residente a Graffignano (Vt)
Filippo Nucera, nato a Condofuri (Rc) il 02.02.1941
Francesco Nucera, nato a Melito Porto Salvo (Rc) il 24.01.1981
Giuseppe Nucera, nato a Condofuri (Rc) il 10.01.1946
Raffaele Nucera, nato a Melito di Porto Salvo (Rc) il 18.11.1963
Raffaele Nucera, nato a Melito di Porto Salvo (Rc) il 03.11.1973
Roberto Raso, nato a Bordighera (Im) il 20.11.1972
Pietro Roda’, nato a Melito Porto Salvo (Rc) il 02.08.1966
Domenico Vitale, nato a Santo Stefano d’Aspromonte (Rc) il 03.01.1959
Girolamo Zindato, nato a Melito Porto Salvo (Rc) il 29.01.1973
I sei arrestati dai carabinieri a Viterbo sono: Alberto Corso, Augusto Corso, Domenico Nucera, Filippo Nucera, Giuseppe Nucera e Raffaele Nucera.
Le aziende sotto sequestro probatorio nella Tuscia sono: la Vitercalabra autotrasporti srl, la Nucera trasporti srl, la Ortofrutticola Cimina srl, la Ortfruit international srl, la Cimina immobiliare srl, tutte con sede nel Viterbese.
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