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Operazione El Dorado - Oggi l'udienza per decidere sull'istanza di scarcerazione avanzata dai due fratelli di Canepina

‘Ndrangheta, i fratelli Corso al tribunale del Riesame

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Alberto Corso

Alberto Corso 

Augusto Corso

Augusto Corso 

Filippo Nucera

Filippo Nucera 

(s.m.) – E’ il giorno del Riesame per Alberto e Augusto Corso.

I due fratelli di Canepina, arrestati nell’operazione antindrangheta “El Dorado”, si sono appellati al tribunale della libertà di Reggio Calabria (Fotocronaca * video: Gli arrestati – Il pm Gratteri e i carabinieri).

La richiesta di scarcerazione, avanzata per loro dall’avvocato Giovanni Labate, sarà esaminata in giornata. Sempre che i Corso non decidano di fare un passo indietro: gli indagati hanno facoltà di rinunciare al riesame anche il giorno stesso dell’udienza.

In tal caso, per i Corso svanirebbe la possibilità di una rapida uscita dal carcere Mammagialla, dove sono rinchiusi dal 6 maggio scorso. Scattò quel giorno il blitz della Dda di Reggio Calabria: 22 arresti per associazione a delinquere di stampo mafioso, riciclaggio e detenzione abusiva di arma. Accuse pesantissime, contestate a vario titolo.

In sei furono arrestati nella Tuscia: quattro componenti della famiglia Nucera, influente a Condofuri (Reggio Calabria) e i Corso, unici viterbesi doc del presunto cartello di “El Dorado”. Nei fratelli di Canepina, i pm reggini vedono due importanti ingranaggi del sistema di riciclaggio di denaro delle cosche calabresi.

Stando alle indagini, il Viterbese era la lavatrice dei capitali illeciti. Dal cuore dell’Aspromonte, i soldi delle cosche arrivavano alle imprese dei Corso e dei Nucera sotto forma di investimenti, per poi ritornare puliti da dove erano venuti. La restituzione avveniva in “comode rate” da 7500 euro al mese, più 50mila euro una tantum.

Seicentomila euro la somma riciclata secondo i pm Nicola Gratteri e Antonio De Bernardo. Flussi di denaro ripartiti tra le srl dei Corso e dei Nucera: Vitercalabra autotrasporti, Nucera trasporti, Ortofrutticola Cimina, Ortfruit international e Cimina immobiliare. Tutte sottoposte a sequestro probatorio e con sede a Canepina, Vignanello e Graffignano.

Finora solo Filippo Nucera sarebbe uscito dal carcere. Per i suoi gravi problemi di salute, ha ottenuto dal gip Silvana Grasso la misura più leggera degli arresti domiciliari. I Corso, invece, per ora, restano in cella.

E’ Alberto a rischiare di più. Il fratello Augusto deve rispondere di riciclaggio e impiego di denaro di provenienza illecita. Su Alberto, invece, ricade anche l’accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso. Era lui, del resto, ad aver ricevuto la promessa di una futura affiliazione. L’imprenditore di Canepina era già “contrasto onorato”: gli mancava solo il battesimo ufficiale con la cerimonia del santino bruciato e della goccia di sangue. Poi sarebbe stato equiparabile ai Nucera. Un membro della cosca a tutti gli effetti. 


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30 maggio, 2013

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