Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Reggio Calabria - Processo El Dorado - Nuova udienza a ottobre

‘Ndrangheta, il processo ai Corso rinviato di nuovo

Condividi la notizia:

Alberto Corso

Alberto Corso

Augusto Corso

Augusto Corso

Tommaso Mesiano - Foto ReggioPress

Tommaso Mesiano – Foto ReggioPress

Reggio Calabria – (s.m.) – Non nasce sotto una buona stella il processo ad Alberto e Augusto Corso.

L’udienza per i due fratelli canepinesi, a giudizio a Reggio Calabria, è saltata di nuovo. Stavolta per problemi di composizione del collegio che dovrà giudicare i Corso e gli altri due imputati Tommaso Mesiano e Bruno Nucera.

I quattro imputati sono finiti in manette nell’operazione El Dorado, della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria. Secondo le indagini del sostituto procuratore Antonio De Bernardo, la cosca di Gallicianò, frazione di Condofuri, nel Reggino, avrebbe lavato denaro sporco nel Viterbese. Seicentomila euro sarebbero stati riciclati tra aziende di Canepina, Vignanello e Graffignano facenti capo sia ai Corso che ai Nucera, gruppo egemone della cosca di Gallicianò, con qualche esponente di spicco residente nella Tuscia.

Le ditte nel mirino degli inquirenti operavano nel settore ortofrutticolo e dei trasporti. Tutte con sede nei tre paesi del Viterbese e sottoposte a sequestro dai magistrati reggini.

In 22 finirono in manette nel blitz El Dorado. L’inchiesta prende il nome dall’architrave dell’accusa: la tesi che un pezzo della Tuscia fosse diventato l’El Dorado della ‘ndrangheta. Per la maggior parte degli indagati, il processo si sta celebrando davanti al gup di Reggio Calabria con rito abbreviato. La procura ha chiesto due assoluzioni e 15 condanne dai cinque ai diciott’anni.

Il processo ai Corso, invece, è ancora al palo. Con prossima udienza a ottobre.Il minore dei due fratelli, Alberto Corso, è imputato per associazione di stampo mafioso: nelle intercettazioni Domenico Nucera, membro di spicco della cosca di Gallicianò, stabilmente residente a Graffignano, lo indica come “contrasto onorato”. Vuol dire che per l’affiliazione formale gli manca solo il rito del battesimo, anche questo spiegato per telefono: la cerimonia si fa in sette, si legge una formula, Corso dovrà ferirsi con un coltello e far cadere una goccia di sangue sul limone. Infine, il santino da bruciare. Proprio come nei film.

Sul meno compromesso, Augusto Corso, pende solo l’accusa di riciclaggio di denaro sporco. All’ultimo interrogatorio in carcere si sarebbe difeso sostenendo che i soldi arrivavano a Viterbo perché i due fratelli erano in gravi difficoltà economiche. Avrebbe parlato di prestiti usurari e negato il riciclaggio. Anche se, al momento, la sua parola è l’unica fonte di prova.

Altre inchieste testimoniano la capacità della ‘ndrangheta di prosperare in territori lontani e inglobare aziende del centro e nord Italia, complice la crisi. Ma la novità di Alberto Corso sta nella fascinazione totale che sembra subire verso il potere criminale. La sua, secondo le indagini, non sarebbe semplice predisposizione naturale a fare affari con i membri delle cosche. Corso, per gli inquirenti, vuole diventare uno di loro. E per l’amico e coimputato Domenico Nucera, che rischia una condanna a dodici anni, “Roberto” era già “uno dei nostri”. Mentre il progetto per Canepina, illustrato sempre da Nucera, era di farla diventare “una Gioia Tauro 2”.

 

 

 


Condividi la notizia:
17 settembre, 2014

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/tramonto-sul-lago/