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Reggio Calabria - Associazione di stampo mafioso e riciclaggio l'accusa - Tra i 21 indagati i fratelli imprenditori di Canepina Augusto e Alberto Corso

‘Ndrangheta nella Tuscia, chiusa l’inchiesta “El Dorado”

di Stefania Moretti
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Alberto Corso

Alberto Corso

Augusto Corso

Augusto Corso

Domenico Nucera

Domenico Nucera

Carmelo Nucera

Carmelo Nucera

Giuseppe Nucera

Giuseppe Nucera

Antonio Nucera

Antonio Nucera

Raffaele Nucera

Raffaele Nucera

Filippo Nucera

Filippo Nucera

Carmelo Nucera

Carmelo Nucera – nato nel 1950

Antonino Casili

Antonino Casili

Tommaso Mesiano

Tommaso Mesiano

Pietro Roda'

Pietro Roda’

Girolamo Zindato

Girolamo Zindato

Domenico Vitale

Domenico Vitale

Reggio Calabria – Arriva al capolinea l’inchiesta “El Dorado” sul riciclaggio di denaro sporco nella Tuscia.

La Dda di Reggio Calabria ha fatto notificare 21 avvisi di conclusione delle indagini agli arrestati nel blitz del 6 maggio scorso.

All’appello mancherebbe solo Filippo Nucera, 73enne di Condofuri (Reggio Calabria) gravemente malato già al momento dell’arresto. Gravissimi i reati contestati a vario titolo: associazione di tipo mafioso, detenzione illegale di armi da sparo, riciclaggio e impiego di denaro di provenienza illecita.

Due i viterbesi coinvolti. Sono i fratelli imprenditori di Canepina Augusto e Alberto Corso, 52 e 38 anni. Quello più esposto è Alberto: per gli inquirenti reggini il 38enne canepinese era “contrasto onorato”, vale a dire iniziato alla carriera di ‘ndranghetista. A instradarlo sarebbe stato Domenico Nucera, 43enne calabrese trasferitosi a Graffignano e in affari coi fratelli Corso. Ma soprattutto: esponente di punta della cosca locale di Gallicianò (Reggio Calabria), secondo le indagini del pm Antonio De Bernardo e del procuratore aggiunto Nicola Gratteri.

All’imprenditore canepinese, Nucera avrebbe promesso un’ascesa rapida, da quanto si evince nelle intercettazioni.

“Corso sarebbe diventato picciotto e poi sgarrista senza passare per camorrista” spiegò il comandante dei carabinieri di Melito Porto Salvo, Gennaro Cascone, alla conferenza stampa per illustrare il blitz. Un legame quasi di sangue, quello tra i Corso e i Nucera. Come fratelli. Sempre in conferenza stampa, i carabinieri raccontano che mezza famiglia Nucera parte da Gallicianò per andare al battesimo della figlia di Alberto Corso. Un particolare che per gli inquirenti è indicativo dei rapporti stretti tra le due famiglie, che andavano molto al di là degli interessi imprenditoriali.

L’El Dorado, per la ‘ndrangheta, sarebbe stata la provincia di Viterbo. L’ideale per lavare i soldi sporchi: seicentomila euro sarebbero stati “puliti” con investimenti fasulli in aziende della provincia. Un movimento di capitali dal basso verso l’alto e viceversa: da Reggio, i soldi sarebbero arrivati nel Viterbese, zona Canepina e Graffignano, per poi tornare al mittente in comode rate mensili da 7500 euro e 50mila euro una tantum. E’ lo stesso procuratore aggiunto Nicola Gratteri a spiegare che il denaro da riciclare sarebbe stato trasportato nei bidoni. 

Cinque le “aziende-lavatrici” con sede nel Viterbese: la Vitercalabra autotrasporti srl, la Nucera trasporti srl, la Ortofrutticola Cimina srl, la Ortfruit international srl, la Cimina immobiliare srl. Tutte sottoposte a sequestro probatorio.

L’indagine individua un filo diretto tra la zona nordest del Viterbese e il piccolo centro di Condofuri, nel cuore dell’Aspromonte. Cinquemila abitanti ma ben tre locali di ‘ndrangheta: cellule strutturate, formate da almeno 49 ‘ndranghetisti più un capo. Una locale è quella di Gallicianò, frazione di Condofuri. Zona di influenza dei Nucera, presunti “riciclatori” di capitali appartenenti anche ad altre ‘ndrine.

Un’inchiesta importante per la capillare geografia criminale che disegna. Un paese di cinquemila anime diventa punto di riferimento per centinaia di affiliati all'”onorata società”. E poi la novità rappresentata da Alberto Corso, il primo imprenditore viterbese accusato di associazione a delinquere di stampo mafioso. Di lui il gip di Reggio Calabria scrive che “rappresenta la capacità dell’organizzazione di rigenerarsi continuamente anche nei nuovi territori”. Una provincia terra di conquista. E ai calabresi, il Viterbese piaceva. Lo confermano le intercettazioni di Domenico Nucera: “Salite per sopra, che stiamo una bellezza là…”, consiglia ai parenti. E poi i progetti per il futuro: fare di Canepina una “Gioia Tauro 2”.

Stefania Moretti


I destinatari dell’avviso di conclusione delle indagini – In grassetto gli arrestati a Viterbo

1) Casili Antonino, nato a Condofuri (Rc) il 09.02.1955

2) Corso Alberto, nato a Viterbo il 01.09.1976, residente a Canepina (Vt)

3) Corso Augusto, nato a Canepina (Vt) il 06.05.1962 e residente a Vallerano (Vt)

4) Foti Domenico, nato a Condofuri (Rc) il 27.06.1958

5) Manti Concetto, nato a Condofuri (Rc) il 01.03.1970

6) Mesiano Tommaso, nato a Condofuri (Rc) il 08.09.1958

7) Nucera Antonio, nato a Reggio Calabria il 07.09.1941, residente a Condofuri (Rc)

8) Nucera Antonio, nato a Condofuri (Rc) il 16.11.1955

9) Nucera Bruno, nato a Condofuri (Rc) il 05.12.1958

10) Nucera Carmelo, nato a Condofuri (Rc) il 28.11.1950

11) Nucera Carmelo, nato a Melito Porto Salvo (Rc) il 17.05.1970

12) Nucera Diego, nato a Condofuri (Rc) il 24.11.1948

13) Nucera Domenico, nato a Melito Porto Salvo (Rc) il 15.10.1971, residente a Graffignano (Vt)

14) Nucera Francesco, nato a Melito Porto Salvo (Rc) il 24.01.1981

15) Nucera Giuseppe, nato a Condofuri (Rc) il 10.01.1946

16) Nucera Raffaele, nato a Melito di Porto Salvo (Rc) il 18.11.1963

17) Nucera Raffaele, nato a Melito di Porto Salvo (Rc) il 03.11.1973

18) Raso Roberto, nato a Bordighera (Im) il 20.11.1972

19) Roda’ Pietro, nato a Melito Porto Salvo (Rc) il 02.08.1966

20) Vitale Domenico, nato a Santo Stefano d’Aspromonte (Rc) il 03.01.1959

21) Zindato Girolamo, nato a Melito Porto Salvo (Rc) il 29.01.1973


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21 marzo, 2014

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