Tuscania – Falsa cieca a processo. “Faceva shopping col marito, ma nel negozio camminava per conto suo e sceglieva accuratamente i vestiti”. Nessun dubbio per i finanzieri che cinque anni fa la seguivano, immortalandola con la telecamera e con la videocamera del telefonino: quella 72enne di Tuscania non poteva essere cieca assoluta come da pensione d’invalidità percepita dal 2007. I filmati e il caso finirono su tutti i telegiornali nazionali.
Ha preso il via ieri, davanti al giudice Silvia Mattei, il processo per truffa allo stato alla presunta falsa cieca di Tuscania, smascherata nell’aprile del 2012 da un video della guardia di finanza (video: Cieca per l’Asl ma fa le pulizie e stende i panni).
Secondo la pm Paola Conti, titolare dell’inchiesta, la donna, che oggi ha 77 anni, avrebbe indebitamente percepito per 30 anni sia la pensione di invalidità, sia l’indennità di accompagnamento. Per un totale di 110mila euro. La cifra è stata poi ridotta dalla stessa procura a 37mila euro. La donna è stata riconosciuta “cieca assoluta” dalla commissione della Asl, quando in realtà non era vero.
Ieri mattina è stato sentito l’investigatore Salvatore Perinzano della Guardia di finanza. “L’abbiamo osservata in casa e seguita fuori – dice in aula -. L’abbiamo ripresa mentre leggeva un libro, mentre ritrovava prontamente una molletta schizzata per terra e mentre stendeva i panni. Mentre faceva giardinaggio e buttava le erbacce nel bidone al primo colpo. Mentre passava al primo tentativo sotto la porta basculante del garage e mentre levava un oggetto di terracotta dalla parete e lo appendeva in un altro punto che le piaceva di più”.
In casa – racconta il finanziere – faceva tutto da sola, senza accompagno. Quando usciva, invece, andava a braccetto col marito, ma la spesa la faceva da sola. Faceva una scelta oculata delle cose da comprare. La merce la sceglieva lei, ad esempio al mercato. In un negozio d’abbigliamento sono andati insieme, ma lei camminava distante, andava per conto suo e sceglieva da sola i vestiti”.
Cieca parziale dal 1979, cieca assoluta dal 2007. Nel video si vede la donna mentre raccoglie i panni e cura il giardino, oppure fa compere col marito, che il giorno del rinvio a giudizio, il 28 maggio 2015, era presente in aula con il figlio, difendendola strenuamente: “Nelle riprese è sempre a braccetto con me, perché da sola non può uscire. A casa, invece, muovendosi in spazi conosciuti, sa svolgere piccole mansioni senza aiuto”.
Sul grado di cecità, sarà scontro tra gli oculisti Fabrizio Bianchi e Claudio Manetti, periti del tribunale e della difesa. L’avvocato Fabrizio Ballarini, inoltre, può contare su ben sette diversi referti che confermerebbero la gravità della patologia: la malattia di Stargardt, una retinopatia ereditaria di origine genetica, che comporta una riduzione della vista fino all’ipovisione e alla cecità. Ma per l’accusa, l’imputata non sarebbe totalmente cieca, bensì ‘solo’ al 90%. Abbastanza per essere accusata di truffa. Si torna in aula a febbraio e quel giorno sarà la volta del confronto tra i due superconsulenti.
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