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Tuscania - Falsa cieca, la nuora dà una versione alternativa dei video che incastrerebbero la suocera - Per la Asl è cieca assoluta

“Quei filmati che la inchiodano non dicono la verità”

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Tuscania - La presunta falsa cieca fa le pulizie

Tuscania – La presunta falsa cieca fa le pulizie

Tuscania – “Nei filmati non si vede, ma dietro mia suocera ci siamo io e il marito che la aiutiamo”. Così la nuora della presunta falsa cieca di Tuscania, la 72enne finita sotto processo per truffa. Dal 2007, dopo il riconoscimento di cecità assoluta, la donna avrebbe percepito indebitamente circa 40mila euro tra pensione di invalidità e indennità di accompagnamento.

Falsa cieca per l’accusa, cieca assoluta per la commissione invalidi della Asl. Il processo è ripreso davanti al giudice Silvia Mattei. L’imputata fu denunciata nel 2012, quando i video girati dalla guardia di finanza mentre stende i panni o fa la spesa finirono su tutti i telegiornali. Ma per la Asl dal 2007 la donna è a tutti gli effetti una non vedente. come ha confermato in aula il dottor Mario Gobattoni, direttore di medicina legale della Asl. “Secondo i nostri parametri, è cieca assolta. Fu visitata dalla commissione in seguito alla richiesta di aggravamento, composta da due oculisti, un medico legale e un medico della Asl – ha spiegato Gobattoni – aveva tutta la documentazione in regola, per cui fu sottoposta all’esame della vista e del fondo dell’occhio. Decisiva fu la fluorangiografia, che confermava la diagnosi di malattia di Stargardt, una maculopatia progressiva che nel tempo porta cecità. Nel suo caso aveva luci e ombre, che per la Asl sono una delle tre cause di cecità assoluta”.

La domanda di aggravamento era stata suggerita dall’Unione italiana ciechi, come ha sottolineato la nuora dell’imputata, sollecitata dai difensori Fabrizio Ballarini e Lara Stefani. E sempre lei ha spiegato perché nei video sembri in grado di fare la spesa da sola: “Alla cassa allunga i soldi che le ha dato il marito da dietro per pagare, ma lui non si vede. E davanti ci sono io che la aspetto e prendo il pacchetto, ma non si vede. Lo stesso quando prende un golfino da uno scaffale. Un attimo dopo ci ha chiamato perché le piaceva al tatto e voleva sapere la taglia e il colore. A casa, invece, riesce a fare delle cose, ma è molto limitata”

La difesa replica ai video dell’accusa con un filmato della fondazione Lucia Guderzo, che tra le altre cose gestisce una scuola per bambini ciechi basata sul codice Braille. “Si vedono cinque persone con la stessa patologia della signora e con diagnosi di cecità assoluta, che si muovono e fanno delle cose da sole”, ha spiegato il legale. Discussione e sentenza ad aprile.


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18 febbraio, 2017

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