Marta – Non solo il sindaco Maurizio Lacchini e il suo vice Lucia Catanesi. Nel fascicolo d’indagine sul porto di Marta sono finiti anche gli ex assessori Andrea Garofoli, Roberto Pesci e Cinzia Pistoni. Oltre al segretario comunale Mariosante Tramontana e ai tecnici Angelo Centini (responsabile dell’ufficio tecnico fino ad aprile 2016) e Giacomo Scatarcia.
Gli otto indagati, già raggiunti dall’avviso di garanzia e difesi dall’avvocato Giovanni Labate, a vario titolo sono accusati di falso ideologico, abuso d’ufficio e violazione delle norme sulla tutela del paesaggio.
Nel mirino della procura di Viterbo è finito il molo inaugurato a maggio 2016 e finanziato dalla regione Lazio con fondi europei. Per gli inquirenti non avrebbe dovuto aumentare la capacità ricettiva del porto, ma doveva essere semplicemente un’opera idraulica a protezione della darsena esistente. Eppure a quel molo le barche, soprattutto nella stagione estiva, avrebbero attraccato. Secondo gli inquirenti, il comune di Marta si sarebbe procurato un vantaggio economico chiedendo alle imbarcazioni un canone per l’ormeggio al molo. Proventi non dovuti, per la procura, in quanto a quel molo le barche non potevano attraccare. Essendo, per gli inquirenti, solo un’opera idraulica.
Per due volte la procura ha chiesto al gip del tribunale di Viterbo di poter sequestrare quello che è il più grande porto del lago di Bolsena. Entrambe le volte, la richiesta è stata rigettata. Si è così rivolta al tribunale del Riesame, impugnando il no del giudice per le indagini preliminari. L’udienza, inizialmente fissata per il 5 novembre, è slittata al 21 per un errore di notifica a uno dei difensori degli otto indagati. Intanto l’avvocato Labate promette battaglia: le memorie difensive sono già pronte.
Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”
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