Marta – Il porto sotto sequestro
Marta – Porto di Marta, è stato un dolce risveglio quello di ieri per il sindaco Maurizio Lacchini e l’ex sindaca Lucia Catanesi, assolti con formula piena nel tardissimo pomeriggio di mercoledì dal collegio del tribunale di Viterbo dalle accuse di violazioni ambientali, falso e abuso d’ufficio, assieme al tecnico comunale Giacomo Scatarcia.
La sentenza è “uscita” poco prima delle 20 di quello che per i tre imputati – difesi dagli avvocati Giovanni Labate, Carlo Mezzetti, Francesco e Roberto Massatani – è stato il giorno più lungo del processo, iniziato il 17 gennaio 2019, quando ancora non c’era il Covid.
Il sindaco di Marta, Maurizio Lacchini
Lacchini: “Duecento posti barca e tanti progetti pronti ad andare in porto”
“Ero fiducioso, ho sempre creduto nella giustizia e non potrebbe essere altrimenti visto che indosso la fascia tricolore”, commentava ieri mattina il sindaco Lacchini, eletto nel 2016 quando sono scattate le indagini e rieletto nel 2021 dai suoi concittadini per il secondo mandato consecutivo, nel pieno del processo.
“Naturalmente ringrazio i miei legali – dice Lacchini -, l’avvocato Carlo Mezzetti e la mia famiglia, ma voglio ringraziare anche tutti i sindaci, pure di diversa parte politica, che in questi anni mi hanno espresso, in maniera bipartisan, la loro vicinanza e solidarietà nell’ambito di questa vicenda”.
Restano i 200 posti barca, “oltre ai quali, Marta ha molto da offrire a residenti e turisti, tanti nuovi progetti pronti ad andare in porto”, la conclusione.
L’ex sindaca Lucia Catanesi
Catanesi: “Esiste un giudice a Berlino”
“Ci sarà pure un giudice a Berlino”, il commento “letterario”dell’ex sindaca Lucia Catanesi, mutuato da un’opera di Bertold Brecht nella quale si narra la storia di un mugnaio che lotta tenacemente contro l’ imperatore per vedere riparato un abuso.
Catanesi ha indossato il tricolore da sindaco in carica per due mandati consecutivi, il massimo spendibile, da maggio 2006 a giugno 2016, quando ha passato il testimone al suo vicesindaco e successore Lacchini.
“Ho sempre creduto nella giustizia, anche se – ammette Lucia Catanesi- questi sette anni sono stati duri. Io ho sempre saputo quale era la verità, avrei voluto gridarla, ma c’erano dei tempi tecnici, bisognava aspettare che si completasse il dibattimento perché venisse a galla”.
“In ogni caso, dopo tanto, è stato liberatorio sentirsi finalmente assolvere, tanto più per insussistenza delle accuse, anche se io, dentro di me, sono sempre stata consapevole della mia totale estraneità e sicura che ‘esiste un giudice a Berlino'”, la conclusione. Ringraziando, anche Lucia Catanesi, i suoi legali Francesco e Roberto Massatani: “Non solo per la loro competenza e professionalità, ma anche per la loro grandissima umanità, per come hanno saputo starmi vicini nei momenti più duri e difficili della vicenda fino all’assoluzione”,
Silvana Cortignani
Articoli: Porto di Marta, sindaco e ex sindaca assolti: “Le uniche finalità erano gli interessi della comunità” – Porto di Marta, assolti il sindaco Lacchini e l’ex sindaca Catanesi – Porto di Marta, chiesti nove mesi per sindaco, ex sindaca e tecnico comunale
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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