Viterbo – (sil.co.) – Non lo ferma nessuno, nemmeno la tempesta di neve.
Dopo un’altra evasione “per amore”, Marco Marcelli si è fatto arrestare per la quinta volta in tre mesi.
Sempre nei pressi della stazione di Porta Romana, dove arriva in treno da Roma per incontrare la fidanzata, mentre dovrebbe stare ai domiciliari a casa del padre ultraottantenne nella capitale.
E’ il viterbese di 53 anni condannato a tre anni per la sanguinosa aggressione al Bar Country del 12 settembre 2016.
A causa dei suoi problemi di salute Marcelli è incompatibile con la custodia cautelare in carcere. Ma dovendo stare a Roma, a casa del padre, come può scappa a Viterbo per vedere la fidanzata.
Impossibile disporre per il 53enne una misura più restrittiva. E così ancora una volta lunedì il giudice, convalidando il fermo, come richiesto dal difensore Luigi Mancini, ha disposto nuovamente gli arresti domiciliari.
Condannato a cinque mesi e 10 giorni appena l’8 febbraio scorso per una delle sue precedenti quattro evasioni, l’incorreggibile Marcelli si è fatto arrestare di nuovo sabato mattina, per la quinta volta in tre mesi, mentre si trovava, come sempre, nei pressi della stazione di Porta Romana.
“E’ colpa mia, lei non c’entra”, aveva detto in aula all’avvio del processo per l’aggressione al bar Country, in cui anche la fidanzata, una romena oggi 32enne, era imputata di lesioni gravissime.
La coppia era stata arrestata nel tardo pomeriggio del 12 settembre 2016 quando, nel pieno di un litigio, se la prese con il titolare del locale e un operaio che lo stava ristrutturando, solo perché si erano messi in mezzo per cercare di dividerli e farli allontanare.
“Sono io l’unico colpevole, lei non c’entra niente”, disse Marcelli al giudice. Lo scorso settembre, a distanza di un anno, lui è stato condannato a tre anni, lei a sei mesi.
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