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Tribunale - Imputato l'aggressore del bar Country, quello che evadeva sempre per amore - E' stato assolto a sorpresa

Rivale sorpreso nel sonno e preso a bastonate in faccia, fino a fargli sputare i denti

di Silvana Cortignani
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Marco Marcelli

Marco Marcelli

Viterbo – Corca di botte il presunto rivale d’amore, facendo irruzione nel cuore della notte a casa dell’amico che lo ospita e prendendolo a sprangate in faccia fino a fargli inghiottire i denti, vomitati all’arrivo dei soccorritori assieme al sangue.

Venerdì a sorpresa è stato assolto. Imputato di lesioni gravissime e evasione dai domiciliari davanti al giudice Roberto Cappelli una vecchia conoscenza delle cronache viterbesi. 

Si tratta di Marco Marcelli, il 57enne evaso 5-6 volte in tre mesi per amore dai domiciliari a casa del padre a Roma, tra il 2017 e il 2018, dopo la condanna a tre anni per la sanguinosa aggressione a sprangate al bar Country di Porta Romana del 12 settembre 2016.


Bastonate in faccia al rivale sorpreso nel sonno

A Viterbo continuava a tornare in treno dalla capitale per stare con la sua donna, una 36enne d’origine polacca, cui dava appuntamento sempre alla stazione di Porta Romana. Fino a quando, nel marzo 2018, dopo innumerevoli arresti per evasione, qualcuno non gli ha detto che lei aveva un altro, cui avrebbe cominciato a dare la caccia, finché non ha saputo dove sicuramente l’avrebbe trovato.

Folle di gelosia, la notte tra il 15 e il 16 marzo 2018 avrebbe deciso di fargliela pagare, piombando a casa dell’amico che dava ospitalità al rivale, scagliandosi con una crudeltà inaudita contro la vittima, sorpresa nel sonno e colpita ripetutamente al volto con un bastone, provocandogli un grave trauma facciale, con fratture multiple e anche la perdita di diversi denti, per cui è stato refertato al pronto soccorso dell’ospedale di Belcolle con una prognosi di 30 giorni. 

Non avrebbe dovuto fare sforzi per entrare nell’abitazione, una catapecchia con la porta senza serratura.


Morti la vittima e un teste, l’altro dormiva

Nel frattempo la vittima, quarantenne all’epoca dell’aggressione, è deceduta per altre cause, così come è deceduto un altro testimone dell’accusa. Il 27 maggio, davanti al giudice Cappelli, è stato sentito l’amico a casa del quale l’imputato avrebbe fatto irruzione, il quale sarebbe però stato immerso in un sonno profondo e non ha saputo ricostruire l’accaduto, né tantomeno dire se fosse veramente Marcelli l’estraneo piombato nella sua abitazione. 

Ergo, come chiesto dal difensore Luigi Mancini, il 57enne è stato assolto da entrambi i reati.

Silvana Cortignani


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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1 giugno, 2022

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