Viterbo – “Sono assolutamente dalla vostra parte”. Anche Vittorio Sgarbi sposa la campagna lanciata da Tusciaweb per la salvaguardia di palazzo dei Papi. E lo fa da critico d’arte e da ex sottosegretario ai beni culturali. “A breve – promette – verrò a Viterbo per vedere e approfondire la situazione e per capire se ci siano delle soluzioni che si possano affrontare così da risolvere il problema il prima possibile”.
Insomma, Sgarbi è pronto a sporcarsi le mani per non far morire il simbolo della città di Viterbo e quello che è stato il crocevia della storia della chiesa, dell’Occidente e del mondo intero. “Palazzo Papale è un qualcosa di straordinario – afferma il critico d’arte – ed è incredibile che ci sia un atteggiamento di distrazione e di indifferenza verso un monumento così importante”.
Sono passati due mesi da quando la diocesi ha lanciato l’allarme: si sta sfaldando la loggia del palazzo in cui si tenne il primo conclave e in cui si forgiò il termine che avrebbe poi designato l’elezione del papa. Ma le istituzioni hanno fatto orecchie da mercante e nessuno, ad eccezione del prefetto che ha ordinato una ricognizione, si è mosso per mettere in sicurezza il simbolo di Viterbo. Un silenzio assordante, a cui si è aggiunto il no della maggioranza di palazzo dei Priori allo stanziamento di 25mila euro per un primo intervento.
“È di una gravità assoluta – dice Sgarbi – che Viterbo non metta soldi per la cultura, che se ne frega di palazzo dei Papi e che non apra i suoi musei. Ho già avuto modo di maltrattare il sindaco Giovanni Arena che non ragiona abbastanza sulla questione cultura. Un sindaco non può non pensare ai beni fondamentali della sua città. Beni legati al tema della bellezza, della civiltà e della storia. Se fossi il primo cittadino di Viterbo, parlerei subito con la direzione generale del ministero dei beni culturali per far fare un immediato sopralluogo e per far verificare se ci siano condizioni di fattibilità per un restauro”.
Ma palazzo dei Papi non è solo patrimonio della città di Viterbo. È un monumento di importanza nazionale e internazionale. “La città – conclude Sgarbi – ha una debole pulsazione rispetto al suo patrimonio artistico, ma in questo caso la responsabilità è multipla. È evidente che occorrono pure gli interventi della regione e dello stato. La salvaguardia del palazzo papale è un tema così importare che non può essere lasciato alla discrezione del singolo sindaco”. Insomma, anche per Sgarbi il governatore del Lazio Zingaretti e il ministro dei beni culturali Franceschini non possono far finta di non capire e di non sentire.
Raffaele Strocchia
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