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Il Palazzo Papale si sta sfaldando - Il consiglio comunale e l'amministrazione a gestione familiare contro la città e la sua storia

Nani colorati e pasticcioni sotto i piedi di giganti…

di Carlo Galeotti

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Viterbo - Il Palazzo Papale

Viterbo – Il Palazzo Papale

Viterbo - Il palazzo papale

Viterbo – Il palazzo papale

Viterbo - Il Palazzo Papale in una stampa del settimanale Poliorama Pittoresco 1844

Viterbo – Il Palazzo Papale in una stampa del settimanale Poliorama Pittoresco 1844

Viterbo - Il palazzo papale

Viterbo – Il palazzo papale

Una vecchia immagine del palazzo Papale

Una vecchia immagine del palazzo Papale

Viterbo – Diceva Bernardo di Chartres che siamo come nani sulle spalle di giganti. E se possiamo vedere più lontano dei nostri antenati, è solo perché siamo portati in alto dalle spalle dei giganti, appunto. E non perché abbiamo una vista più acuta.

E ripetevano la stessa frase anche quei giganti che hanno dato vita nel seicento alla rivoluzione scientifica. Ma in quel caso in realtà si trattava di giganti che erano sulle spalle di giganti. Un’anomalia. 

Qui a Viterbo invece, con questa miserrima classe dirigente, la situazione non è esattamente la stessa. Qui ci sono dei nani colorati, pasticcioni e litigiosi, con i loro piedini conficcati a terra, che non riescono a vedere più in là del loro cortissimo naso. E non riescono a mettersi d’accordo neppure per il salvataggio del monumento simbolo della città: Palazzo dei Papi.

Un intellettuale come Philippe Daverio ci ha spiegato che il nostro palazzo è uno dei cinquanta più importanti d’Italia. Io vorrei ricordare che i palazzi papali si contano sulle dita di una mano. E poi ce ne è solo uno in cui si è tenuto quello che è stato denominato il primo conclave. 

Al di là della sbadataggine e dabbenaggine di certa classe politica locale, che l’altro giorno ha dato grande prova di sé votando contro un primo stanziamento in consiglio comunale per contribuire a salvare il Palazzo Papale, va ricordato che questo nostro edificio è stato crocevia della storia della chiesa cattolica e quindi della storia dell’occidente.

Ed è quindi, checché stabilisca l’Unesco, patrimonio dell’umanità. Sic et simpliciter.

Al di là della classe politica, mai così mediocre, che abita pro tempore palazzo dei Priori, in questi giorni ci stanno arrivando molte adesioni alla campagna lanciata da Tusciaweb. Adesioni da più parti. Adesioni di associazioni, cittadini, comitati. Alcuni già molto preoccupati e pronti financo a metter mano al portafoglio. 

Il che non può non farci piacere. Come viterbesi e come cittadini del mondo.

Va detto che tutto nasce da una meditata e seria comunicazione della diocesi, guidata dal vescovo Lino Fumagalli. Comunicazione in cui si diceva chiaramente quali sono i problemi del palazzo. Una nota, quella del primo settembre, a cui ci saremmo aspettati che facessero seguito, sin da subito, prese di posizione e unità di intenti per un intervento che metta in sicurezza il simbolo di Viterbo. 

Abbiamo aspettato un mese, pensando che, passata Santa Rosa, qualcuno si sarebbe mosso. Qualcuno con più competenza e più potere di noi. Ma nulla è accaduto. E allora abbiamo deciso, come giornale, di avviare la campagna di sensibilizzazione. Un mese di preparazione, e siamo partiti.

Il tutto è iniziato perché siamo realmente preoccupati per i nostri beni artistico – culturali. Ad iniziare dalla loggetta di Palazzo dei Papi. Appunto.

Diciamo nostri ma sono patrimonio di tutto il mondo. Di questo, forse, come viterbesi dovremmo essere un po’ più consapevoli. Qualunque cosa faccia la anodina classe politica cittadina. 

Anche perché non possiamo un’altra volta farci venire a spiegare dalla National Gallery quali tesori abbiamo nel nostro territorio. Il riferimento è a Sebastiano del Piombo e alla sua Pietà. Certo qualcosa sapevamo dell’importanza dell’opera. Tanto che sostenemmo come Tusciaweb l’onere finanziario per collocarne una copia a grandezza naturale nel luogo dove originariamente era stata inserita: la basilica di San Francesco.  

Ma, sinceramente, non avevamo capito che Sebastiano del Piombo era, con Michelangelo e Raffaello, uno dei tre grandi del rinascimento romano. Lo ammettiamo siamo delle capre. Ma va anche ricordato come la National Gallery di Londra abbia creato attorno al rapporto Sebastiano del Piombo – Michelangelo un racconto interessante e affasciante. E un evento di livello mondiale. Come dire: bravi!

Ecco, anche per queste ragioni, invitiamo tutti ad aderire alla campagna per salvare il Palazzo Papale. Ognuno con i suoi mezzi e con i suoi strumenti. 

Perché su certe questioni che riguardano la nostra storia, la nostra tradizione, soprattutto quando in realtà è storia del mondo, non si può non essere “tutti d’un sentimento”… Qualunque cosa facciano i dilettanti di palazzo dei Priori.

Carlo Galeotti


Articoli: Philippe Daverio: “Gravissimo perdere il Palazzo Papale, è tra i 50 palazzi più importanti d’Italia” di Raffaele Strocchia – Giulio Marini: “Palazzo Papale a rischio, al via una raccolta fondi…” – Luigia Melaragni (Cna): “Perdere il palazzo dei Papi significa perdere una parte importante di noi…” – Il Palazzo Papale fu sede pontificia per un ventennio, ma da subito si mostrò fragile e a rischio crolli… di Silvio Cappelli – Carlo Galeotti  –  Chiara Frontini (Movimento 2020) “Subito un crowdfunding per rimediare all’inedia di anni” –  Che ce frega della loggia di Palazzo dei Papi… di Giuseppe Ferlicca – Frontini (Viterbo 2020): “Subito un crowdfunding per rimediare all’inedia di anni” – Barelli: “Palazzo dei Papi, 25mila euro per la messa in sicurezza della loggia” – Giovanni Arena: “Il Palazzo Papale va salvato, non può rischiare il logorio” –  Barelli (Forza Civica): “Palazzo papale, una raccolta fondi per salvarlo” – Il Palazzo Papale si sta sfaldando… di Carlo Galeotti


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3 dicembre, 2019

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