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Ventenni arrestati per estorsione - Così il pusher avrebbe minacciato la vittima per un debito di droga - Concessi i domiciliari al ventenne e a un coetaneo, rimessa in libertà una ragazza di 19 anni

“Sei un figlio di puttana, se non mi dai i soldi entro stasera ti ammazzo”

di Silvana Cortignani
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Il tribunale di Terni

Il tribunale di Terni

Angelo Di Silvio

Angelo Di Silvio

Giuseppe Picchiarelli

Giuseppe Picchiarelli

Montefiascone – Ha ottenuto i domiciliari il pusher ventenne N.V. di Montefiascone arrestato il 14 gennaio dalla polizia in piazza Monte Peglia, a Orvieto Scalo, assieme a due presunti complici con l’accusa di tentata estorsione aggravata ai danni di un coetaneo, di mestiere cuoco, che avrebbe minacciato di morte per un debito di droga da 600 euro.


– E’ un pusher falisco 19enne uno dei tre giovani arrestati per estorsione a Orvieto


 “Se non mi porti i soldi stasera, ti faccio sparire”, avrebbe detto il giovane (difeso dall’avvocato Giuseppe Picchiarelli) alla vittima che, fingendo di allertare il padre ma chiamando in realtà un poliziotto, ha fatto cadere il terzetto in trappola. L’agente era stato avvisato a sua volta proprio dal padre e per far avere il suo numero al ragazzo lo aveva chiamato durante il sequestro chiamandolo col nomignolo usato dal genitore e avvisandolo di stare al gioco. 

“Papà, vieni subito da Coscetta e porta 560 euro perché non mi lasciano andare. Sbrigati, sbrigati,  sbrigati”, ha detto il cuoco orvietano all’agente davanti ai suoi aguzzini, che lo avevano obbligato a telefonare usando il vivavoce, senza sapere che l’interlocutore non era il padre, ma un ispettore del commissariato di Orvieto.

La vittima, inoltre, ha filmato N.V. mentre gli cedeva la droga e, oltre al video, ha prodotto agli investigatori anche cinque screenshot relativi alle conversazioni WhasApp con il ventenne di Montefiascone. 


La sera stessa il ventenne N.V. è finito nel carcere di Terni assieme ai complici: un 21enne anche lui di Montefiascone, con un procedimento in corso per violenza sessuale di gruppo quando era ancora minorenne, e a una 19enne residente a Bolsena (difesi dall’avvocato Angelo Di Silvio). Gli arrestati sono comparsi davanti al giudice per le indagini preliminari Simona Tordelli che, convalidando per tutti il fermo, ha rimesso in libertà la 19enne e concesso i domiciliari ai due ragazzi.


Il ventenne falisco avrebbe ceduto una partita di hashish e marijuana alla vittima lunedì 13 gennaio, per la somma di 560 euro che il cuoco non avrebbe avuto con sé, impegnandosi a consegnare il resto il giorno successivo dopo avere preso lo stipendio. N.V., secondo quanto emerso, avrebbe anche chiesto al cuoco di vendere per lui un chilo di marijuana sulla piazza di Orvieto, ma il giovane avrebbe rifiutato, comprando a credito circa 50 grammi di droga: un ovulo di circa 12 grammi di hashish di qualità “drive”, 10 grammi di marijuana e una tavoletta di hashish. 

Verso le due del pomeriggio del 14 gennaio il 21enne e la 19enne si sono presentati a Orvieto per riscuotere il debito, ma lui avrebbe dato loro soltanto 120 euro, dicendo di non avere il resto. 

A quel punto sarebbe stato costretto a salire sulla macchina del 21enne, una Polo rossa, diretta verso la stazione di Attigliano, dove li attendeva N.V.. “Preparati che due schiaffi te li darà”, avrebbero detto al cuoco per intimidirlo. Durante il tragitto in auto, inoltre, N.V. gli avrebbe fatto una serie di videochiamate: “Sei un figlio di puttana, che pensi che stiamo giocando? Mi devi dare tutti i soldi entro stasera alle nove quando io vengo a prenderli. Se non me li dai, stasera te faccio sparì. Io ti squarto, io ti ammazzo, io ti vengo a cercare e faccio venire gente”. 

“Se non mi paghi subito, io spendo pure 500 euro per farti sparire”, gli avrebbe detto N.V. una volta costretto a salire sulla sua macchina, avvertendolo che il debito era già aumentato, che man mano che il tempo passava aumentava la “soprattassa” e avvisandolo che sarebbe dovuto restare con loro anche a cena e successivamente finché non avesse saldato il debito.

Silvana Cortignani


Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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18 gennaio, 2020

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