Montefiascone – Spaccio di droga ai giardinetti
Montefiascone – (sil.co.) – Non si sarebbe fatto scrupolo di spacciare da casa – sottoposto per due anni a sorveglianza speciale, obbligo di dimora a Montefiascone e divieto di uscire di notte – anche a ragazzini minorenni. Un via vai che, alle Mosse, non poteva passare inosservato.
Tra i minorenni anche la fidanzatina e la sorella di uno dei complici, un 19enne arrestato con lui la primavera scorsa, che ha patteggiato dopo l’accoglimento della richiesta di giudizio immediato. Una delle due adolescenti è stata sorpresa dai carabinieri, a giugno 2022, con uno spinello appena fatto in mano e dell’hashish nascosto nel reggiseno. Sempre a giugno dell’anno scorso, ai giardinetti di piazzale Roma, la coppia è stata avvistata dai militari mentre mostrava a un gruppo di ragazzini, tra cui un dodicenne, fasci di banconote da 50 euro.
A distanza di sette mesi, è entrato nel vivo ieri davanti al collegio, con le testimonianze dei carabinieri che hanno condotto le indagini, il processo al “bossetto” di Montefiascone, il 23enne N.V., ai domiciliari col braccialetto per droga dal 24 aprile scorso e finito in carcere il weekend prima di Ferragosto in seguito a un aggravamento della misura. L’imputato, nel frattempo, è difeso da un nuovo avvocato, il legale Paolo Delle Monache.
È lo stesso pluripregiudicato segnalato per lo striscione appeso sulla porta carraia di Mammagialla il 2 novembre 2022 quando, assieme ad altri tre, filmato dalla videosorveglianza del carcere, avrebbe attaccato uno striscione con la scritta: “Liberi tutti i bravi ragazzi”. Firmato col suo nome e le iniziali del cognome. Sul suo profilo Instagram, come hanno ricordato gli investigatori durante l’udienza di ieri, pubblicizzava la “merce” con foto di droga corredate di emoticon e video fai da te inneggianti alla sua vita “dannata” di criminale e narcotrafficante. Avrebbe anche gestito i “pusher” tramite social network e messo a disposizione casa sua per cessione e consumo di stupefacenti.
Pusher con la vocazione del trapper, il 2 novembre dell’anno scorso ha pubblicato su Instagram un video dove compare con un pregiudicato, con una catena e una mazza da baseball, sparando colpi in aria con una pistola. Il 4 novembre ne ha pubblicato un altro, mixando spezzoni di immagini del blitz a Mammagialla e di lui che spara in aria. Lo hanno spiegato i militari che durante le indagini, targate 2022, hanno scoperto “un mondo”.
Montefiascone – Spaccio di droga ai giardinetti
“Dal 7 al 15 giugno 2022, abbiamo monitorato l’attività di spaccio attraverso due telecamere, una fuori della sua abitazioni alle Mosse e l’altra ai giardinetti di piazzale Roma, rimosse quando abbiamo capito che se ne erano accorti”, ha spiegato un carabiniere. La “banda” avrebbe replicato agli investigatori facendo verso di loro gesti di scherno che sono stati puntualmente immortalati. Il che non ha impedito ai carabinieri di sequestrare ingenti quantità di stupefacente, dalla cocaina all’eroina, dalla marijuana all’hashish.
“Un sedicenne del gruppo, rilasciato dopo un fermo, è andato a festeggiare con gli altri in una discoteca di Acquapendente, dove ha litigato con una coppia, aggredendoli e staccando un orecchio a uno dei due”, ha spiegato un militare, sottolineando, per rendere l’idea del contesto, come nel telefono del minore siano state trovate foto con la solita “spasa” di banconote da 50 euro sulle gambe e come dentro la carta di identità fosse incastrato un tocco di hashish squagliato.
“Tramite il tracciamento del traffico telematico dei cellulari, abbiamo scoperto come, tra febbraio e giugno 2022, due complici andassero e venissero da Roma. E poi foto di loro col 23enne e una grossa palla di hashish”, è stato spiegato.
Montefiascone – Spaccio di droga ai giardinetti
“Nel cellulare di uno degli indagati c’erano nell’applicazione Notes un elenco con nomi e cifre e in galleria le fotografie sul Gra con un fascio di banconote per comprare la droga. Lo abbiamo sorpreso in minicar alle case popolari in orario in cui sarebbe dovuto stare a casa e lui, quando ci ha visti, si è rifugiato a casa di padre e figlio pregiudicati. Dai tabulati telefonici del 23enne sono emersi contatti con 38 persone tra pregiudicati e spacciatori di Roma e Perugia. Quando gli abbiamo notificato a casa la misura di custodia cautelare, aveva hashish, marijuana e oltre 800 euro in cintanti”, hanno detto i testimoni.
Tra il 2021 e il 2022, avvalendosi come socio di un 19enne più due complici di 21 e 24 anni, nonostante le misure cautelari a suo carico, sarebbe riuscito a farsi recapitare a Montefiascone sostanze stupefacenti del tipo marijuana, hashish, eroina e cocaina acquistate nella capitale o prese tramite un fornitore di colore orbitante su Perugia. Da Roma la marijuana sarebbe arrivata mezzo chilo per volta. E i due presunti complici “acquirenti”, secondo quanto emerso, si scattavano foto mentre erano in viaggio sul grande raccordo anulare con i soliti fasci di banconote, disposte a ventaglio.
Ai domiciliari finì anche il socio 19enne, mentre è stato disposto l’obbligo di dimora col divieto di uscire in orario notturno, dalle 21 alle 7, per uno degli altri due complici, il 21enne, ed è stata infine rigettata la richiesta di misura cautelare per l’altro di 24 anni.
Il processo al 23enne riprenderà in estate. Il prossimo 26 dicembre scadrà invece la misura.
Viterbo – Il blitz dello striscione il 2 novembre 2022 a Mammagialla
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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