Montefiascone – (sil.co.) – Dopo tante condanne, un proscioglimento per l’ex “bossetto” di Montefiascone.
Viterbo – Posto di controllo in località Riello
Non totale, nel senso che il reato di spaccio ai minori si è prescritto prima della fine del processo. Ma insieme al suo storico amico d’origine polacca di Marta, la cui posizione è stata unificata alla sua in un secondo momento, è stato assolto con formula piena dalle accuse di estorsione e sequestro di persona, per cui il pm Michele Adragna aveva chiesto al collegio 2 anni e 7 mesi di reclusione per lui e 4 anni e 8 mesi per il coimputato.
Lui è N.V., difeso dall’avvocato Paolo Delle Monache, all’epoca appena 19enne e oggi 25enne, destinato su carta a restare dietro le sbarre fino al 2028, dove è tornato nell’estate 2024, in seguito a un cumulo di pene da scontare per tre anni e otto mesi. La vicenda è quella del Riello, anno 2019, quando il 25enne e l’amico oggi 27enne, difeso dall’avvocato Angelo Di Silvio, finirono nei guai assieme a un sedicenne.
Al centro una storia di droga e ricatti, ai danni di uno studente 17enne d’origine asiatica di Montefiascone, per fargli ritrattare quanto riferito il precedente 14 gennaio ai carabinieri relativamente a una presunta cessione di stupefacente al parco in fondo al Pilastro, riuscendo infine a trascinarlo al bar del capolinea del Riello, dopo averlo intercettato e obbligato a seguirlo mentre aspettava di entrare a scuola.
Si sarebbe trattato di una serie di episodi andati avanti diverse settimane, culminati nell’arresto del primo marzo 2019. Il 16 gennaio, due giorni dopo essere finito in caserma, il 17enne sarebbe stato aggredito con un paio di schiaffi al capolinea del Riello. Il 17 gennaio sarebbe stato minacciato sul pullman da Viterbo a Montefiascone.
Nelle settimane successive sarebbe stato sequestrato. La prima volta costretto a salire sul bus da Montefiascone a Viterbo, scappando dopo avere preso un pugno e degli schiaffi, al solito capolinea del Riello. Infine sarebbe stato prelevato fuori scuola prima della campanella, trascinato al capolinea del Riello e poi salvato dall’intervento dei parenti e dei carabinieri. Solo in seguito all’ultimo episodio il minorenne avrebbe trovato il coraggio di sporgere denuncia.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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