Montefiascone – E’ una vecchia conoscenza degli investigatori viterbesi – un pusher falisco di 19 anni, N.V. – il giovane con precedenti arrestato nella tarda serata di martedì 14 gennaio per tentata estorsione dalla polizia a Orvieto Scalo, assieme a due presunti complici, mentre si faceva consegnare sotto minaccia la somma di 600 euro in contanti per un debito di droga da un ragazzo del posto cui avrebbe ceduto hashish e marijuana.
“Se non mi porti i soldi stasera, ti faccio sparire”, avrebbe minacciato la vittima.
A Viterbo è sotto processo davanti al collegio sempre per una storia di droga e ricatti, in quanto avrebbe minacciato un minorenne, un 17enne d’origine cingalese, anche lui di Montefiascone, per fargli ritirare una denuncia per spaccio, riuscendo infine a trascinarlo al bar del capolinea del Riello. “Se vieni con noi a togliere la denuncia, ti lascio in pace”, avrebbe detto un anno fa esatto alla vittima.
– “Se non mi porti i soldi ti faccio sparire”, arrestati per estorsione tre giovani viterbesi
Arrestato il primo marzo 2019, il 19enne è stato rimesso in libertà dopo sette mesi ai domiciliari, lo scorso ottobre, su richiesta del difensore Giuseppe Picchiarelli, dopo che il 17enne aveva deposto al processo.
N.V., a Viterbo, è accusato di spaccio aggravato dalla minore età degli assuntori, sequestro di persona e violenza per costringere la vittima a ritrattare quanto riferito esattamente un anno prima dei fatti di Orvieto, il 14 gennaio 2019, ai carabinieri del Riello relativamente a una presunta cessione di stupefacente al parco “Impastato”, quello che si trova in fondo al Pilastro.
Nel giro di appena tre mesi da quando è stato rimesso in libertà, il 19enne è già tornato dietro le sbarre e per lui il questore di Terni, Roberto Massucci, ha emesso un provvedimento di divieto di ritorno nel comune di Orvieto per tre anni.
In Umbria per riscuotere si è recato con un ragazzo e una ragazza, anche loro residenti in provincia di Viterbo, ma all’appuntamento si sono presentati anche gli agenti della squadra anticrimine e della squadra volante del commissariato di Orvieto, che hanno bloccato i giovani viterbesi. A tradire il terzetto la stessa vittima, riuscita ad allertare il padre, il quale ha informato a sua volta la polizia, tenendo una trappola agli arrestati, condotti nel carcere di terni dopo le formalità di rito.
Il processo in corso davanti al collegio del tribunale di Viterbo, presidente Silvia Mattei e pm Massimiliano Siddi, riprenderà il prossimo 2 maggio.
Silvana Cortignani
Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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