Montefiascone – Spaccio di droga ai giardinetti
Montefiascone – (sil.co.) – Baby gang dello spaccio, dalla coca in bottiglia agli striscioni trapper a Mammagialla. pubblicati su Instagram.
Secondo quanto emerso nel corso delle indagini, in più occasioni su un tavolo di casa del “bossetto” falisco 23enne – che avrebbe gestito il giro con un “socio” 19enne – sarebbe stato poggiato un sacchettino trasparente in cellophane contenente circa un paio di grammi di cocaina da fumare in gruppo tramite lo strumentario artigianale costituito per l’appunto dalla bottiglia.
Tra musica rap e trap, come viene sottolineato nelle 34 pagine dell’ordinanza del gip Giacomo Autizi, la propaganda sarebbe passata “agevolmente” dai social mentre tra le mura di casa i quattro indagati avrebbero organizzato festini a base di droga ceduta anche a ragazzine minorenni senza farsi scrupolo nemmeno della sorella di uno di loro.
Talmente sfrontati da rivolgere il “dito medio” alle telecamere messe a giugno dell’anno scorso dalle forze dell’ordine ai giardinetti di piazzale Roma e davanti all’ingresso dell’abitazione delle Mosse, vicino alla chiesetta di Montedoro, del pregiudicato 23enne considerato il capobanda, N.V., finito ai domiciliari rafforzati dal braccialetto.
Il bilancio dell’inchiesta dei carabinieri della compagnia di Montefiascone che hanno sgominato un giro di hashish,cocaina e eroina, ma anche marijuana tra giovanissimi è di due arresti, un 23enne e il 18enne, un 21enne sottoposto a obbligo di dimora e un 24enne indagato a piede libero.
La droga sarebbe stata acquistata tra Perugia e Roma. Anche a colpi di mezzo chilo di marijuana per volta notoriamente un prodotto facilmente deperibile, che quindi, secondo gli inquirenti, sarebbe stato comprato a colpo sicuro con la certezza di avere un portafoglio clienti cui venderlo prima della naturale “scadenza”
Il gip parla espressamente di “estrema volatilità del principio attivo di tale tipologia di droga, suscettibile di veder scemare la propria efficacia stupefacente in un arco temporale assai limitato”.
Il blitz con gli abiti “di casa” a Mammagialla
Oltre che per spaccio, N.V. è indagato anche per plurime violazioni dell’obbligo di dimora, la più clamorosa delle quali la sera dello scorso 2 novembre quando il 23enne sarebbe venuto in trasferta a Viterbo per affiggere uno striscione fuori del carcere di Mammagialla, sulla Teverina, sotto gli occhi delle telecamere nei pressi della casa circondariale.
Lo striscione – un lenzuolo bianco con la frase “Liberi tutti i bravi ragazzi” scritta con vernice nera – è rimasto appeso appena una quarantina di secondi prima che intervenisse la penitenziaria per staccarlo, ma abbastanza per essere filmato e poi pubblicato in una storia Instagram che gli è costata la denuncia.
Anche in questo caso, come per la successiva pubblicazione del video su Instagram, un gesto all’insegna della spregiudicatezza e della sfrontatezza, col 23enne ripreso dalle telecamere nei pressi della sua abitazione mentre usciva da casa con lo striscione assieme ad un altro soggetto e poco dopo ripreso dalle telecamere nei pressi del carcere con gli stessi identici abiti che indossava all’uscita da casa con l’unica “accortezza” del cappuccio calzato sulla testa.
Viterbo – Il blitz dello striscione il 2 novembre 2022 a Mammagialla
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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