Montefiascone – (sil.co.) – In carcere a Orvieto il “bossetto” di Montefiascone. Si è costituito lui stesso, sapendo di dover scontare dietro le sbarre un cumulo di pene per un totale di tre anni e otto mesi di reclusione. In pratica fino al 2028.
È il rapper-spacciatore 24enne di Montefiascone che, nonostante la giovane età, ha un curriculum criminale ricco di precedenti. Un pusher pericoloso, con un grande seguito tra i baby assuntori del posto, a carico del quale ieri avrebbero dovuto testimoniare sei “clienti”, tra i quali anche una minorenne. Avrebbe anche esibito fasci di banconote da 50 euro, provento della droga, davanti a dodicenne.
Tra le perle della sua “carriera musicale”, il lenzuolo bianco con la scritta “Liberi tutti i bravi ragazzi”, firmato col suo nome e le iniziali del cognome, appeso il 2 novembre 2022 sul cancello del carcere di Mammagialla, in seguito al quale ha pubblicato su Instagram un video con spezzoni di immagini del blitz e di se stesso mentre spara in aria.
Ieri sarebbe dovuto riprendere davanti al collegio il processo scaturito dall’indagine antidroga dei carabinieri per cui N.V. è finito ai domiciliari il 24 aprile 2023 e poi dietro le sbarre a ferragosto in seguito a un aggravamento della misura.
Tra il 2021 e il 2022, secondo l’accusa, avvalendosi come socio di un ventenne più due complici di 22 e 25 anni, nonostante le misure cautelari a suo carico, sarebbe riuscito a farsi recapitare a Montefiascone sostanze stupefacenti del tipo marijuana, hashish, eroina e cocaina acquistate nella capitale o prese tramite un fornitore di colore orbitante su Perugia. Il pusher avrebbe quindi organizzato “festini” in casa a base di cocaina in bottiglia, invitando anche minorenni, tra cui la fidanzatina.
Lo scorso 27 maggio, quando era sottoposto al solo obbligo di dimora a Montefiascone, il 24enne è stato beccato dai carabinieri a Ischia di Castro, motivo per cui all’obbligo di dimora si è aggiunto quello della presentazione alla polizia giudiziaria. Nel frattempo sono diventate definitive un paio di condanne del tribunale dei minorenni, relative a reati commessi quando era under 18, oltre a diverse condanne per spaccio.
“Si tratta di complessivi 3 anni e 8 mesi di reclusione”, ha detto alla pm Paola Conti e al collegio presieduto dal giudice Jacopo Rocchi il difensore Paolo Delle Monache. “Il tribunale di sorveglianza ha rigettato l’istanza di messa alla prova, per cui lui stesso si è consegnato spontaneamente la scorsa settimana alla casa circondariale di Orvieto”, ha quindi spiegato il legale, chiedendo un rinvio perché possa essere tradotto in tribunale per partecipare al processo.
Fatti due conti, il 24enne dovrebbe rimanere in carcere fino al 2028, per cui non c’è fretta. La prossima udienza è stata quindi rinviata al 7 aprile 2025, intimando ai quattro testimoni su sei presenti, tra cui la minorenne con la madre, di tornare per quella data.
Un ragazzetto venuto in canottiera, bermuda e infradito è stato ammonito, per la prossima volta, a indossare un abbigliamento consono al tribunale. Il collegio, inoltre, ha disposto l’accompagnamento coattivo dei due testi che non si sono né giustificati, né presentati, infliggendo loro anche un’ammenda di 300 euro ciascuno.
Articoli: “Bossetto” alla sbarra: “Droga alla fidanzatina e fasci di banconote da 50 euro esibite davanti a dodicenne” – Festini a base di droga, al via ennesimo processo per il “bossetto” – Coca nelle bottiglie e festini, Ferragosto in carcere per il baby-boss dello spaccio – Evade dai domiciliari nonostante il braccialetto elettronico, portato in carcere – Baby gang dello spaccio, dalla coca in bottiglia agli striscioni a Mammagialla – Storie sui social per pubblicizzare e vendere la droga – Spaccio di droga ai giardinetti e festini in casa, due arresti e un obbligo di dimora – Blitz notturno a Mammagialla per appendere uno striscione, ragazzi traditi da una storia su Instagram – Striscione sul cancello di Mammagialla, al 41 bis lo zio del trapper Niko Pandetta – Blitz notturno, a Mammagialla spunta uno striscione dedicato al rapper nipote del boss
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY