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Tribunale - Festini "stupefacenti" a Montefiascone - Sfilata di clienti del "bossetto" - Tutti assuntori di hashish, cocaina, eroina

“Era il punto di riferimento per la droga, quando ce l’aveva lo scriveva in chat”

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Montefiascone – (sil.co.) – Festini “stupefacenti” sul colle falisco, è ripreso ieri davanti al collegio l’ennesimo processo, con giudizio immediato, al “bossetto” 25enne di Montefiascone finito ai domiciliari col braccialetto nella primavera 2023 e attualmente detenuto in carcere fino al 2028. In aula sei testimoni tra i 18 e i 49 anni, tra cui la sorella di uno dei presunti complici nonché tre assuntori di lunga data, che avrebbero comprato da lui hashish, cocaina e eroina, quest’ultima fumata anche direttamente a casa dell’imputato.


Montefiascone - Spaccio di droga ai giardinetti

Montefiascone – Spaccio di droga ai giardinetti


“Era lui il punto di riferimento per l’acquisto della droga, quando aveva lo stupefacente lo scriveva in chat”, hanno confermato al pm Massimiliano Siddi, seppure tra molte reticenze.

Il 25enne, nel frattempo, sta scontando 3 anni e 8 mesi per un paio di condanne definitive del tribunale dei minorenni, relative a reati commessi quando era under 18, oltre a diverse condanne per spaccio. Dovrebbe rimanere in carcere fino al 2028.

Era la fine di aprile di due anni fa quando N.V., difeso dall’avvocato Paolo Delle Monache, è stato arrestato dai carabinieri. Con l’accusa di spacciare droga ai giardinetti e di fare festini in casa, è stato arrestato anche uno dei tre presunti complici, mentre un altro è stato sottoposto a obbligo di dimora e un indagato è rimasto a piede libero. 

È lo stesso pluripregiudicato di Montefiascone segnalato per lo striscione fuori Mammagialla. Era il 2 novembre 2022 quando, assieme ad altri tre, filmato dalla videosorveglianza del carcere, avrebbe attaccato uno striscione con la scritta: “Liberi tutti i bravi ragazzi”. Firmato col suo nome e le iniziali del cognome.

Sul suo profilo Instagram, secondo l’accusa, pubblicizzava la “merce” con foto di droga corredate di emoticon e video fai da te inneggianti alla sua vita “dannata” di criminale e narcotrafficante. Avrebbe anche gestito i “pusher” tramite social network e messo a disposizione casa sua per cessione e consumo di stupefacenti. 

Tra il 2021 e il 2022, avvalendosi come socio di un 21enne più due complici di 23 e 26 anni, nonostante le misure cautelari a suo carico, sarebbe riuscito a farsi recapitare a Montefiascone sostanze stupefacenti del tipo marijuana, hashish, eroina e cocaina acquistate nella capitale o prese tramite un fornitore di colore orbitante su Perugia.

Sostanze che sarebbero poi state sia vendute che cedute a titolo gratuito anche a due ragazze ancora minorenni tra cui la sorella del socio 21enne e altri minori, organizzando pure festini a base di droghe nella sua abitazione delle Mosse, mentre la fiorente attività di piccolo spaccio si sarebbe svolta prevalentemente ai giardini pubblici di piazzale Roma.

Ai domiciliari anche il socio 21enne, mentre è stato disposto l’obbligo di dimora col divieto di uscire in orario notturno, dalle 21 alle 7, per uno degli altri due complici, il 23enne, ed è stata infine rigettata la richiesta di misura cautelare per l’altro di 26 anni.

Una curiosità che la dice lunga sulla sfrontatezza dei banditi in erba: quando hanno scoperto dopo una settimana la presenza delle telecamere, installate il 7 giugno 2022, hanno replicato agli investigatori facendo verso di loro gesti di scherno che sono stati puntualmente immortalati.

Si torna in aula a ottobre. 


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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9 aprile, 2025

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