Montefiascone – “Sono andato a trovarli e ho pianto con loro”. Don Luciano Trapè, parroco di San Flaviano e Santa Margherita, non ha parole per descrivere il dolore della famiglia Grazini: padre, madre e sorella di Aurora che a giugno avrebbe compiuto 17 anni e che, da ieri, non c’è più.
La morte nel suo letto. Inspiegabile.
L’angoscia di un’intera provincia e di una città chiusa come in un guscio: quasi nessuno se la sente di parlare.
“Sono andato a trovarli ieri, prima di pranzo – dice don Luciano -. Una situazione drammatica. Inimmaginabile. Ho potuto solo piangere insieme a loro. In paese c’è chi frequenta la parrocchia di più, chi la frequenta di meno. Ma queste famiglie sono come tanti miei figli che amo tutti allo stesso modo”.
Nella parrocchia di don Luciano Aurora aveva fatto la comunione. Lui la ricorda bambina. La incrociava qualche volta in giro per Montefiascone. Si salutavano, qualche parola.
La mamma, ieri, gli ha detto che Aurora, ultimamente, non era stata bene. Erano preoccupati, certo. Ma la morte era qualcosa di impensabile. Nessuno avrebbe potuto immaginare che ieri mattina non si sarebbe svegliata come sempre. Non avrebbe fatto colazione. Aurora, coi suoi 16 anni, era quanto di più lontano ci fosse dalla morte.
Stamattina, verso le 12,30, i carabinieri sono tornati in casa Grazini: un modo per portare anche loro un po’ di conforto ai familiari. Gli uomini della compagnia di Montefiascone sono stati tra i primi a sapere della morte di Aurora, chiamati alle 8 di ieri mattina dai genitori.
Non c’è stata corsa in ospedale che abbia potuto salvarla: Aurora è morta nel suo letto. L’ambulanza e l’elicottero del 118 se ne sono dovuti andare senza di lei: hanno fatto di tutto per rianimarla, nella sua camera, ma era già tardi.
Arresto cardiorespiratorio è l’unica certezza di un’indagine appena agli inizi, che dovrà spiegare cos’è successo a questa ragazza di 16 anni. L’autopsia, martedì, sarà fondamentale.
Per ora, ci sono solo le ipotesi più disparate e plausibili: dal malore improvviso a una malattia non diagnosticata o non diagnosticabile. I medici dell’ospedale Belcolle, dove Aurora era stata venerdì per farsi visitare, l’avevano vista in lacrime e angosciata. Secondo i primi accertamenti dei carabinieri, le sarebbe stato prescritto un antidepressivo. Ma la vera terapia sarebbe iniziata domani alle 10: doveva tornare a Belcolle per cominciare un percorso di sostegno psicologico. Anche perché, da qualche giorno, mangiava pochissimo e aveva perso peso.
Si era lasciata col fidanzato. Questo, a quanto pare, il motivo del suo sconforto. Da scuola era mancata una decina di giorni, poi era tornata e mancata di nuovo.
Venerdì la visita a Belcolle con la mamma: cercava di rimettersi in forze. Sabato mattina non c’era più.
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