Condividi:Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
Trasporto 2022 - Il capofacchino Alessandro Lucarini: "Ci mancherà molto mio padre Renzo" - Ieri le prove generali in piazza della Crocetta - FOTO E VIDEO
Viterbo – Tutto pronto per Luce di Rosa, la minimacchina del centro storico che muoverà i primi passi il primo settembre alle 21. Da piazza Dante, Viterbo, per poi sfilare per le vie del centro storico, percorrendo anche un tratto di Gloria che verrà invece trasportata da piazza San Sisto fino al Santuario di Rosa due giorni dopo. Il 3 settembre, sempre alle 21.
Viterbo – Le prove dei facchini di Luce di Rosa
Ieri le prove di Luce di Rosa, in piazza della Crocetta dove c’è la chiesa di Santa Maria del Poggio, la chiesa di Santa Rosa. Di fronte la fontana del miracolo della brocca e la casa dove Rosa è nata.
Santa Rosa – La minimacchina del centro storico Luce di Rosa
“Stiamo facendo le prove della salita e della discesa – ha raccontato il capo facchino di Luce di Rosa, Alessandro Lucarini -. Con la fortuna di avere il tratto che va da piazza della Crocetta fino a via del Palazzaccio. I facchini stanno provando anche di corsa”.
Viterbo – Il capofacchino Alessandro Lucarini
La testimonianza più antica della minimacchina del centro storico, come ricorda Giancarlo Bruti nel libro “50 anni di trasporto della minimacchina del centro storico 1966-2016”, risale al 20 luglio 1872 quando “è stata vista passare – scrive Bruti traendo spunto dalla Gazzetta di Viterbo – una piccola macchina trionfale illuminata portata a spalla (nel rione San Giovanni) da ragazzi inneggiando a Santa Rosa”. Successivamente il trasporto è diventato una tradizione del centro storico interrotta solo dalla prima guerra mondiale, tra il 1915 e il 1918, e più recentemente dalla pandemia Covid, nel 2020 e nel ’21.
“Nel 1919 – continua poi Bruti -, alla ripresa dei festeggiamenti in onore di Santa Rosa, dopo l’interruzione della grande guerra, Rosario Scipio, padre fondatore del Sodalizio dei facchini nel 1978, racconta di aver partecipato in quell’anno alla costruzione e al trasporto di una minimacchina di Santa Rosa, costruita con listelli di legno, carta velina, colla e tanti santini; abbellita con in cima una ‘margolletta’, tipica bambola viterbese, a rappresentare la santa, ed illuminata con delle candele. Il trasporto iniziava da piazza San Giovanni, ora piazza Dante, fino alla Crocetta e ritorno: questo per ricordare la strada che percorreva Rosa dalla sua casa fino alla chiesa di San Giovanni in ‘ciotola’, dove dava assistenza ai pellegrini in passaggio per Roma. Nel percorso tra via Mazzini e la Crocetta, arrivati a largo Vittoria Colonna, ex ospedale di San Simone, nacquero dei tafferugli tra una famiglia di anarchici, residenti in quella zona, e i difensori dell’idea monarchica. Nel parapiglia che seguì, la piccola macchina cadde e prese fuoco a causa delle candele che la illuminavano. Ci fu un fuggifuggi generale con il rientro frettoloso a casa dei piccoli facchini, ansimanti ma orgogliosi di essere stati protagonisti di una così grande e spettacolare vicenda cittadina”.
Viterbo – Le prove dei facchini di Luce di Rosa
Ieri i facchini che sfileranno dopodomani hanno fatto le prove attraversando uno dei tratti percorsi in origine. Sotto la macchina la formazione, sopra tre ragazzi per far sentire il peso, davanti, dietro e ai lati gli adulti. Lungo la strada la gente del quartiere che ha vissuto con loro questo passaggio che porta tutti verso l’ultima minimacchina. La prima e la seconda nei giorni scorsi. Il 28 agosto al Pilastro e il 29 a Santa Barbara.
Viterbo – Le prove dei facchini di Luce di Rosa
Un gruppo, quello diretto da Lucarini, composto da 160 facchini suddivisi in 3 squadre. La squadra A vede 44 ragazzi, la B 40 e la C 36. In più ci sono 40 ragazzi addetti ai cavalletti.
Viterbo – Le prove dei facchini di Luce di Rosa
“Le prove stanno andando molto bene e i ragazzi stanno rispondendo alla grande – ha concluso infine Alessandro Lucarini -. Dopo due anni finalmente ripartiamo, e la voglia dei ragazzi è tanta, così come la nostra. Peccato solo ripartire con una persona in meno, con papà Renzo che a novembre ci ha lasciati. Ma che è sempre qui con noi, ci proteggerà e guiderà come prima”.