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Viterbo - Santa Rosa - Al teatro Unione capofacchino Sandro Rossi su tutte le furie per le piazze desertiche e transennate: "Inaccettabile, la gente è la nostra forza"
Viterbo – “Se troveremo piazza del Teatro vuota, lasceremo la macchina e ce ne andremo a braccetto via”. È un fiume in piena il capofacchino Sandro Rossi, al raduno al teatro Unione.
Ha fatto un veloce giro sul percorso e quello che ha visto non gli è piaciuto per niente. Il vuoto. A cominciare da piazza Verdi.
Sandro Rossi
Quindi avverte: “Se arrivati a piazza del Teatro stasera la troveremo vuota – avverte Rossi – ce ne andiamo, magari a braccetto e lasciamo la macchina”. Misure di sicurezza troppo stringenti, per il capofacchino, hanno lasciato enormi spazi un po’ ovunque.
Si sfoga ma è qualcosa di più di uno sfogo, al termine dell’incontro, dopo che si sono avvicendati sul palco tutti gli ospiti.
“A piazza Fontana Grande – ricorda Rossi – c’è spazio per 2mila persone, ce ne saranno 200. A piazza del Comune, dove ce ne vanno tremila, ce ne saranno 600. A piazza delle Erbe ci sono tutt’intorno alla fontane le transenne. Non ci può stare nessuno. Da quando ero piccolo, ricordo che dietro, su via Orologio Vecchio ci stava gente”.
L’elenco di Rossi è lungo e doloroso. “A piazza del Teatro ci sono due recinti, una cosa vergognosa. Sulla destra c’è il baraccone della Croce Rossa, mezzi parcheggiati. Per carità. Così possono vedere bene la macchina quando arriva dal corso”.
Non dovrebbe andare così. “Io voglio gente che ci guarda, sono loro la nostra forza. Se stasera la piazza rimarrà vuota noi non passiamo”.
Chiara Frontini e Sandro Rossi
La sindaca Chiara Frontini ascolta sul palco. Il primo cittadino fa parte del comitato ordine e sicurezza. “Ci sono state tante riunioni – ricorda Rossi – la sindaca l’ho sfinita per dirle queste cose e oggi nulla è cambiato”. Rossi non si spiega perché.
“La legge è uguale per tutti in Italia – fa notare Rossi – le feste delle macchine a spalla vivono del contatto fisico. Sono stato a Nola e ho visto. Non ci possono essere sul percorso appena 25mila persone.
La festa va mantenuta com’è sempre stata nei secoli, cara sindaca. Al Circo Massimo che regole hanno adottato per il concerto di Vasco Rossi?”. Chiara Frontini prende la parola per ricordare che lei è la prima a volere che la festa sia la più bella possibile.
Sandro Rossi precisa che non è lei la destinataria dell’invettiva.
Mecarini e Rossi
“Al trasporto assiste gente che prega, come lo dobbiamo spiegare? Non può succedere che chiunque venga si arroghi il diritto di cambiare la storia. La nostra sindaca ha l’obbligo di far mettere i puntini sulle i. Così non si può andare avanti”.
In teatro tutti in piedi. I facchini sono tutti col loro capo. “Quando arriviamo a piazza delle Erbe, la forza dove la prendiamo? Io posso accendere la miccia, ma la benzina sono le persone, la gente. Che ama santa Rosa, vuole toccare il facchino e poi si fa il segno della croce. Come lo spieghiamo questo alle autorità? La festa si deve fare in un determinato modo”.
A Frontini: “Sei la nostra sindaca – chiude Sandro Rossi – siamo con te. Ma il sistema dell’ordine pubblico va cambiato”. Il messaggio è partito. Forte e chiaro.
Nel frattempo a piazza del Teatro si smontano transenne e gazebo. Si fa spazio ai viterbesi. L’appello di Rossi non è stato gridato invano.