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Viterbo - Santa Rosa - L'ultimo straordinario trasporto della macchina di Raffaele Ascenzi - Via Marconi, le girate, il sollevate e fermi a sorpresa all'arrivo e la prima volta della sindaca Frontini: "Emozionante stare dentro la macchina, essere trasportata e vedere i facchini sotto" - FOTO E VIDEO - NEI VIDEO DEL TRASPORTO INTERVISTE A SANDRO ROSSI, MASSIMO MECARINI, VINCENZO FIORILLO, RAFFAELE ASCENZI E CHIARA FRONTINI
Viterbo – Due lunghi lunghi anni senza trasporto sono volati via. In un attimo, com’è volata ieri sera Gloria lungo le vie di Viterbo. Regalando emozioni dal primo sollevate e fermi all’ultimo, inatteso, all’arrivo.
La macchina di Santa Rosa è tornata. Invocata, desiderata dai viterbesi. Come si addice a una grande protagonista, ha percorso piazze vie in modo impeccabile. Se il suo sarà un addio, lo è stato in grande stile, grazie al potente motore che l’ha sorretta e guidata.
Viterbo – Santa Rosa – La festa dopo il trasporto
C’era tanta voglia di tornare sotto la macchina da parte dei facchini, di camminare insieme, come ha esortato il presidente Massimo Mecarini al teatro Unione e così è stato. Passo sicuro, nessuna esitazione, tanto cuore e devozione. E tanta fatica e spirito di sacrificio, per quei 700 metri in più di percorso aggiuntivo su via Marconi.
Tanta la voglia di fare bene e soprattutto di sentire il calore della città. Per questo, durante il percorso che porta i facchini a prendere Gloria a San Sisto, ieri sera il capofacchino Sandro Rossi a corso Italia, si è reso conto di alcuni tratti vuoti, in via della Sapienza dove alla gente non è stato permesso di posizionarsi.
Aveva già protestato in modo forte al teatro dell’Unione nel pomeriggio. Ottenendo che diversi spazi, a cominciare da piazza Verdi fossero riempiti. Ma regole che non concedono sconti non ne fanno nemmeno al corso.”A via della Sapienza dove dobbiamo fare una fermata – dice Sandro Rossi – non c’è una persona, è una cosa vergognosa”. Per questo si fermano in piazza delle Erbe, finché non ottengono che le persone trovino posto.
Macchina di Santa Rosa – Trasporto 2022 – Gloria al santuario
In formazione, è tempo di riprendere il cammino fino a San Sisto. La benedizione impartita dal vescovo Lino Fumagalli sulla piazza, di fronte a Gloria. Prima ancora è il momento della sindaca Chiara Frontini.
“È il 3 settembre della ripartenza – dice Frontini – dell’orgoglio e dell’identità. Il 3 settembre di una città che ha voglia di rinascere”. Anche per il primo cittadino un giorno indimenticabile: “L’emozione più grande stare dentro la macchina essere trasportata e vedere i facchini sotto”.
A San Sisto il costruttore Vincenzo Fiorillo consegna la macchina. Arriva uno dei momenti più attesi. Il “Sollevate e fermi”.
Inizia il trionfale percorso. Da San Sisto a Fontana Grande, il capofacchino deve frenare i suoi. Tanta adrenalina, il passo è veloce, Rossi li porta a quello giusto.
In un attimo la prima sosta e poi, verso piazza del Comune. Di solito una lunga fermata. Non stavolta. C’è il tratto aggiuntivo a via Marconi, i tempi sono stretti e non ci sono le girate. Più avanti.
Con maestria, lungo corso Italia, anche dove la strada si fa stretta, Gloria procede con sicurezza. Al Suffragio, via della Sapienza è gremita di persone. Avanti, fino a quando piazza del Teatro si apre e abbraccia i facchini e la macchina.
L’emozionante girata. “Baffino e Massimo sono per voi”, grida Rossi. Il ricordo dei compagni che non ci sono più. Un pensiero a loro e non solo. Prima dei settecento metri aggiuntivi lungo via Marconi, un dislivello di cinque metri, tanto che al ritorno c’è il supporto delle corde, anche il presidente Mecarini aiuta.
Gloria torna ancora a girare, in modo perfetto in fondo a via Marconi. Lo sforzo si legge nei volti dei facchini, è tanto, ma non nel movimento della Macchina. Leggero, perfetto. La sosta tecnica all’altezza dell’ex Banca d’Italia serve a far riprendere fiato e poi il ritorno a piazza del Teatro.
La pioggia, che per gran parte della giornata è caduta su Viterbo, si è fermata. Santa Rosa ha fatto ancora una volta il miracolo, lo ripetono in molti lungo il percorso. Mentre acclamano i facchini al loro passaggio, sostenendoli.
Un incitamento continuo che non si è fermato mai e che è esploso con l’ultimo incredibile tratto. La salita che porta al santuario, riporta Rosa a casa e i facchini verso l’abbraccio dei familiari che sono sui gradini ad attenderli.
Gloria a via Marconi
Gloria arriva al sagrato, si gira. Arrivano i cavalletti. La fatica adesso è tanta. “Prendiamo fiato – dice Rossi – respirate”. La macchina è ferma. Ma non è finita. Il comando a sorpresa: “Sollevate e fermi”. E la macchina si alza di nuovo, in alto, ancora verso chi non c’è più, chi soffre, per le vittime delle guerre. Straordinaria chiusura di un trasporto straordinario.
Giuseppe Ferlicca
Santa Rosa – Trasporto 2022 – Gloria – Chiara Frontini col ciuffo