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Viterbo - Santa Rosa - Il presidente del sodalizio facchini Massimo Mecarini dà la carica all'incontro al teatro Unione - La sindaca Frontini spazza via le incertezze meteo: “La macchina stasera passa, con ogni condizione” - FOTO E VIDEO
Viterbo – “Tre anni fa eravamo qui, oggi ci ritroviamo dopo una dolorosa pausa”. È l’esordio del presidente del Sodalizio facchini di santa Rosa Massimo Mecarini all’incontro al teatro Unione. Prima del terremoto Sandro Rossi. Capofacchino su tutte le furie per le piazze desertiche dovute a norme di sicurezza ritenute troppo stringenti. Dopodiché il giro delle sette chiese, limitato a tre passaggi: piazza dei caduti, chiesa della Trinità e basilica di Santa Rosa. E il raduno, quest’anno fissato al Palamalè, i facchini lo raggiungono a bordo di bus.
Prima del giro abbreviato e il raduno al Palamalè, tutti a teatro. “Il percorso – ricorda Mecarini – sarà abbreviato, per fare il prima possibile ed evitare sorprese meteo”.
Viterbo – Santa Rosa – L’incontro all’Unione
Ci sono tutti, l’emozione è forte. È uno dei tanti momenti attesi, che sono mancati. Accanto al capofacchino Sandro Rossi, Mecarini invita le madrine del trasporto, le campionesse di pattinaggio Ludovica Delfino e di Mudai thai Sveva Melillo.
“L’ultima volta che siamo stati qui – ricorda Mecarini – non potevamo immaginare nel giro di pochi mesi cosa sarebbe accaduto. Morti, bare, chiusure, problemi economici che ancora oggi sono presenti. Difficoltà a non finire per questo maledetto Covid. Ma noi ci siamo rialzati, ci stiamo rialzando. Lo stiamo facendo tutti insieme e cammineremo insieme anche stasera, nonostante le difficoltà. Ai nuovi facchini un grande in bocca al lupo, affinché si godano la giornata, come una delle più belle della loro vita”.
Massimo Mecarini
Il ricordo per chi non c’è più, facchini e non solo, a partire da Massimo Taratufolo. “Ci auguriamo di sfilare – continua Mecarini – davanti a una folla venuta ad ammirare questa meraviglia portata a spalle da voi facchini. Un solo uomo, un solo passo, un solo battito. Nel nome di santa Rosa”. Tocca al capofacchino Sandro Rossi togliersi non due sassolini, ma due macigni. Le piazze vuote. Transennate e lasciate senza persone. Inaccettabile, per Rossi. Prima, l’ideatore di Gloria, Raffaele Ascenzi, si era fermato anche lui sui due anni di stop. Il 2022 è l’ottavo anno della sua creatura. “Passerà probabilmente per l’ultima volta. È un grandissimo onore avere realizzato una macchina che rimarrà nella storia”.
Il tempo è incerto, ma il costruttore Vincenzo Fiorillo è certo che santa Rosa come al solito farà in modo che tutto vada nel modo giusto.
“La macchina stasera passa, con ogni condizione”. Parola della sindaca Chiara Frontini, sul palco dell’Unione. “La nostra città – dice Frontini – non ha di certo vissuto il periodo migliore della sua storia. Io credo che oggi ricominciamo con la luce, dal trasporto, con un rinnovato senso d’appartenenza, un rinnovato orgoglio.
Lorenzo Celestini e Massimo Mecarini
Dagli occhi che ho incrociato in città, ho rivisto splendore, forza e voglia da parte di tutti noi per far ripartire Viterbo al meglio. Con ogni condizione. La macchina stasera passa, con ogni condizione. Perché stasera più che mai è simbolo di una città che ha voglia di rinascere”.
È la prima volta pure per il prefetto Antonio Canana’: “Non mi aspettavo così tanta partecipazione, noi siamo pronti stasera con protagonisti, i facchini”.
Lino Fumagalli
Il vescovo Lino Fumagalli si augura, riprendendo l’intervento di ieri prima della processione, che il senso di collaborazione che si vive in questi giorni possa rimanere tutto l’anno.
Il presidente della provincia Alessandro Romoli vede nel trasporto la volontà di rinascita: “Le nostre tradizioni e la nostra fede cammina sulle vostre spalle – dice Romoli – i facchini sono la forza, la mano di santa Rosa”.
Troncarelli e Frontini
Unità è la parola chiave per l’assessora regionale Alessandra Troncarelli. “Unità – dice Troncarelli – ed essere tutti d’un sentimento. C’è una città che dopo due anni si riunisce, con tutto quello che precede e che seguirà, come le cene. La città sono i ragazzi che fuori, anche sotto la pioggia si sono posizionati con i teli. Una città unita. Come regione ci siamo, ma tutto questo è possibile grazie alla forza dei facchini”.
Mauro Rotelli, deputato, non nasconde l’emozione: “Ieri al corteo storico quando ho visto i facchini in formazione, mi sono brillati gli occhi. Ci siete mancati tanto, la città ha bisogno di voi. Tanti vi stanno aspettando, rappresentate la viterbesità e le radici di questa città”.
Dal generale Di Stasio (Aviazione dell’esercito) l’auspicio ai facchini di volare alto come ha fatto il cuore di santa Rosa.
Raffaele Ascenzi
Lorenzo Celestini, presidente onorario del sodalizio, immagina la sensazione straordinaria che vivranno i facchini nel momento del sollevate e fermi. “È troppo tempo che manca – dice Celestini – l’alzata che farete sarà di un metro sopra le vostre spalle. Attenti a quanto torna giù, troppa è la vostra gratitudine verso santa Rosa”. Un ricordo e un applauso, per il presidentissimo Nello Celestini. E poi è tempo del giro delle sette chiese. Fuori il cielo è grigio, ma chi ci fa caso?