Condividi:Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
Viterbo - Il vescovo Fumagalli al duomo - Bagno di folla per la processione col cuore della patrona e il corteo storico tra le vie della città dopo 3 anni - FOTO - VIDEO - VIDEO DELLA DIRETTA
Due anni di pandemia e prima ancora nel 2019 il maltempo hanno fermato il corteo storico e la solenne processione. Il 2022 è l’anno del ritorno e oggi gli oltre 300 figuranti fanno rivivere un’antica tradizione. Dal santuario fino alla cattedrale e da qui, accompagnando il cuore di santa Rosa. Lungo il percorso, tante le persone venute ad assistere. Piazze e strade sono piene. Alle 18,20 il cuore della santa esce dal duomo.
“Amate Viterbo, prendetevene cura”. Il cuore ci ricorda l’amore di Santa Rosa per la nostra città”. Il vescovo Lino Fumagalli, sul sagrato del duomo affida ai tanti presenti il messaggio della patrona, dopo due anni di pandemia.
Il corteo storico è arrivato e il cuore della santa è appena uscito, pronto per sfilare in processione. Il messaggio di Fumagalli è un invito alla solidarietà e alla vicinanza.
“Santa Rosa dice a tutti noi, amate Viterbo, prendetevi cura della vostra città. Rendiamola più bella, pulita e accogliente. Un impegno per tutti, non aspettiamocelo solo dall’amministrazione”.
Non solo cura delle cose. “Una cura soprattutto delle persone che la compongono – continua il vescovo – i più fragili, gli anziani, i disoccupati, i giovani senza lavoro. Sono realtà che devono coinvolgere tutti”.
Un patto d’amore, quello che invoca Fumagalli. “Per Viterbo e che stimoli la collaborazione di tutti, superando divisioni e rigide appartenenze di gruppo o di partito”.
Con un evviva Santa Rosa, i facchini si prendono cura del cuore, portandolo in processione verso il santuario. A presiedere la processione, monsignor Jose’ Carballo, segretario del dicastero dei religiosi in Vaticano.
Dallo scorso mese di maggio le suore Alcantarine e i volontari sono tornati al lavoro per riorganizzare l’iniziativa. Chiamando gli iscritti che si erano proposti di sfilare nel marzo 2020.
Rosine, boccioli di santa Rosa, valletti, podestà, milizie, terziari francescani, nobili, assessori, parlamentari, carabinieri reali, sindaci, sottoprefetti, notai, dignitari, corazzieri, cavalieri di Malta, delegati pontifici e maestri d’armi. Nel loro abiti d’epoca attraversano Viterbo, accompagnati da figuranti in arrivo da Soriano nel Cimino e Vitorchiano.
Sono i boccioli ad aprire il corteo e tra i vari gruppi, le Rosine, con il loro saio grigio, i cesti, le rose e le candele.
Dal santuario, la partenza del corteo storico, per arrivare in cattedrale passando per via Santa Rosa, piazza Verdi, corso Italia, piazza delle Erbe, via Saffi, piazza Fontana Grande, via delle Fabbriche, via San Pietro, via San Pellegrino, piazza San Carluccio, via Cardinal La Fontaine, piazza della Morte, Via San Lorenzo, fino a piazza San Lorenzo.
Da qui, la processione con il cuore di Santa Rosa portato dai Facchini epreceduto dal corteo storico, dalla piazza a via San Lorenzo, via Cardinal La Fontaine, via Annio, via Cavour, piazza del Plebiscito, via Ascenzi, piazza del Sacrario, via Marconi, piazza Verdi, via Santa Rosa.
Di nuovo fino al santuario.
Giuseppe Ferlicca
Il testo integrale del discorso del vescovo Fumagalli
Riprendiamo con gioia la nostra Processione con il Cuore di Santa Rosa, dopo due anni di fermo per la pandemia.
Il cuore ci ricorda l’amore di Santa Rosa per la nostra Città e i suoi abitanti. Questa sera, Santa Rosa ci affida il testimone e dice a tutti noi: Amate Viterbo, prendetevi cura della Città con i suoi monumenti, segno della fede e insieme del forte senso di appartenenza di coloro che ci hanno preceduti. Curiamo la nostra Città, rendiamola sempre più bella, pulita, accogliente … È un impegno di tutti, non solo dell’amministrazione.
Prendiamoci cura soprattutto delle persone che compongono la nostra Comunità: anziani, disoccupati, poveri, i senza fissa dimora, giovani in attesa di lavoro, spesso scoraggiati e senza sogni per il futuro. Anche queste realtà devono coinvolgere tutti, non possiamo aspettarci solo la risposta dell’Amministrazione comunale.
Occorre, quindi, un Patto di Amore per Viterbo che coinvolga tutti, che stimoli la collaborazione di tutti superando le divisioni e le rigide appartenenze e logiche di gruppi e di partiti. Insieme, uniti e concordi, possiamo iniziare un processo, lento ma sicuro, di rinnovamento e di responsabilizzazione e collaborazione che sia inclusiva di tutte le realtà presenti e che porti ad un nuovo cammino per il bene della nostra città. Come disse Giovanni Paolo II ai Romani, così ripeto a voi: “Viterbesi, volemose bene e damose da fa”.