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Bilanci di fine anno - Polizia - Dopo due anni nella Tuscia intervista al questore su interventi, sicurezza nel centro storico, droga e violenza di genere

Sant’Elia: “Il controllo di vicinato è un progetto importante per contrastare le criticità del territorio”

di Elisa Cappelli
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Viterbo – “Il controllo di vicinato è un progetto importante per contrastare le criticità del territorio”. Dopo circa due anni nella Tuscia, il questore Giancarlo Sant’Elia, prossimo alla pensione, racconta la sua esperienza nella Tuscia e fa un piccolo bilancio del 2022 sul territorio tra interventi, sicurezza nel centro storico, droga e violenza di genere.


Giancarlo Sant'Elia

Il questore Giancarlo Sant’Elia


Un territorio che ha le sue problematiche ma che, secondo Sant’Elia, è ancora piuttosto tranquillo rispetto ad altre realtà italiane. E il controllo di vicinato potrebbe migliorarlo ancora.

Un focus sulla sicurezza nel centro storico: spesso ci arrivano dai cittadini segnalazioni di disordini e risse. Come si presenta la situazione?
“Le segnalazioni e le richieste di intervento arrivano anche a noi, anche a me personalmente o in sede di comitato sulla sicurezza. Il centro è costantemente e quotidianamente pattugliato dalle forze dell’ordine con le volanti della questura, le pattuglie del radiomobile dei carabinieri, il personale in borghese: non c’è zona di Viterbo così pattugliata come il centro storico. Per qualunque episodio siamo pronti a intervenire e puntualmente arrestiamo o denunciamo i responsabili di risse o di spaccio o di altre situazioni di illegalità. Mi sento di rassicurare i residenti perché da parte nostra c’è il massimo impegno. Lo miglioreremo ulteriormente. Durante le feste natalizie ci sarà il rinforzo del reparto prevenzione crimine che verrà da Roma”.

A proposito di spaccio e illegalità. Dai dati emersi dall’ultimo bilancio illustrato dalla questura è venuto fuori un largo uso di cocaina..
“Non è un mistero, lo spaccio di cocaina esiste a Viterbo come in tutte le realtà d’Italia. I giovani la cercano perché è quella un po’ più a basso costo, è quella che dà lo sballo. C’è un’errata percezione che è un tipo di droga che non faccia poi così male mentre ovviamente, a medio e lungo termine, danneggia il cervello. Come polizia, così come i carabinieri e la finanza, abbiamo eseguito arresti di spacciatori con seguente sequestro della droga. Ci sono le forze dell’ordine a contrastare il fenomeno che c’è de è innegabile. E’ una piaga che investe l’intera società e che cerchiamo di contrastare anche facendo prevenzione. La questura va spesso nelle scuole incontrando gli studenti e affrontando i temi della legalità tra cui quello, appunto, della droga. Certo è che non è un fenomeno allarmante come in altre città”.

Passando invece alla violenza di genere, altro fenomeno presente nel territorio. Le donne continuano a denunciare molto?
“Purtroppo la violenza di genere sussiste in maniera preoccupante e allarmante. Che sempre più donne denuncino o richiedano il nostro intervento, da un lato significa che la campagna di sensibilizzazione e di informazione dà i suoi frutti, ma dall’altro significa che è persistente e presente a Viterbo e provincia. Va guardato da un duplice punto di vista: il bicchiere mezzo pieno ci dice che le donne denunciano sempre di più, scatta la rete di protezione attraverso l’intervento congiunto della questura e della procura, del pronto soccorso, dell’ospedale, del centro antiviolenza. La donna viene soccorsa, protetta e tutelata. Il bicchiere mezzo vuoto è che, purtroppo, se sempre più donne denunciano la cosa rimane presente e allarmante”.

Tra le notizie, purtroppo protagoniste della cronaca, non mancano i suicidi. Quale il dato della città?
“C’è un dato prettamente statistico legato a fatti sporadici. Nel 2021 in tutta la Tuscia, sono stati registrati 19 suicidi, nel 2022 registrati 12. Nella città nel 2021 sono stati 8 e nel 2022 sono stati 5. In entrambi i casi c’è un calo. Succede ma rimane un qualcosa ancora, fortunatamente, di sporadico. Alla base di questi gesti c’è la crisi depressiva che investe il suicida e che scaturisce dalla perdita del posto di lavoro, da patologie serie di salute o anche, in alcuni casi, da delusioni amorose. Purtroppo anche se i numeri non sono alti, il suicidio rappresenta sempre una sconfitta della società che non ha saputo tutelare la persona, non ha saputo tendere una mano”.

Come sono stati questi anni a Viterbo? Com’è stata questa esperienza?
“Mi sono trovato molto bene, ho trovato una città molto bella, ma molto bella è anche tutta la provincia. Ci sono dei borghi incantevoli: poiché sono amante dell’arte e della storia, quando ho potuto ho girato e me li sono andati a vedere e a godere nella loro bellezza. Professionalmente parlando, sono stati due anni e due mesi impegnativi, abbiamo avuto eventi importanti riguardanti l’ordine pubblico che ci hanno molto impegnato. Ma mi sento di poter dire che Viterbo è una città ancora in sicurezza dove le forze dell’ordine fanno il loro dovere fino in fondo e la gestione, rispetto ad altre città, è relativamente tranquilla.

E’ subentrato durante la pandemia, questo ha reso il compito più difficile?
“Sono arrivato il primo novembre del 2020, in piena pandemia, quando vigevano ancora le famose restrizioni: le attività di questura e forze dell’ordine erano tutte orientate nel rispetto di questi Dpcm. Da un lato c’era un calo di reati – soprattutto quelli di strada – perché quasi nessuno poteva circolare, dall’altro c’era da far rispettare queste regole e impostammo tutti i servizi in funzione di queste attività. E’ stato faticoso e anomalo, rispetto al nostro lavoro normale. Ma anche in questo caso abbiamo fatto la nostra parte”.

C’è qualcosa che si può fare ancora per il territorio?
“E’ notizia recente la circolare sul controllo di vicinato, questo progetto che il prefetto di Viterbo ha voluto portare avanti confrontandosi con noi, responsabili dell’ordine pubblico, e coinvolgendo i sindaci, per ora, di comuni superiori ai 5mila abitanti. Viterbo ha aderito immediatamente. In questo progetto si dà spazio alla sicurezza partecipata, al coinvolgimento dei cittadini in modalità ben precise in cui loro collaborano con le forze dell’ordine in maniera seria e responsabile per cercare di contrastare le criticità del territorio nei rispettivi quartieri dove loro stessi riscontrano situazioni specifiche e le segnalano a chi di dovere.
Il progetto è importante fermo restando che la sicurezza nelle città è in capo alle forze dell’ordine, al prefetto e al questore: i cittadini devono partecipare in maniera seria e responsabile per cercare di garantire la tranquillità e la serenità il più possibile. Questo potrebbe essere un ulteriore importante strumento per raggiungere questo obiettivo”.

Elisa Cappelli


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29 dicembre, 2022

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