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Bilanci di fine anno - Politica - Intervista al sindaco della città del miracolo eucaristico e di Santa Cristina: "Abbiamo retto l'urto della pandemia"

Paolo Dottarelli: “Un anno ricco di soddisfazioni con i turisti stranieri tornati in città”

di Daniele Camilli
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Bolsena – “Un anno ricco di soddisfazioni, con i turisti stranieri che hanno scelto di ritornare in città”. Paolo Dottarelli è sindaco di Bolsena, la città del miracolo eucaristico e di Santa Cristina. Di fronte il lago vulcanico più grande d’Europa e un patrimonio ambientale tra i più rilevanti a livello nazionale. Dottarelli dal 2019 è al secondo mandato. Il primo tra il 2009 e il 2014, di fatto un’epoca fa, quella prima della pandemia che ha cambiato tutto. Stili di vita e amministrazioni comunali. Eppure Bolsena ha retto l’urto. “Non solo – ha poi sottolineato il sindaco – ma anche il calo degli anni precedenti era stato abbondantemente compensato dal turismo italiano”. 


Bolsena - Paolo Dottarelli

Bolsena – Il sindaco Paolo Dottarelli


Quale bilancio traccia per il 2022?
“E’ stato un anno ricco di soddisfazioni e risultati. Dal punto di vista turistico ha retto in modo entusiasmante, sia per quanto riguarda le presenze sia per la continuità giornaliera delle stesse. E questo penso sia dovuto ai costanti investimenti sulla città. Ad esempio i tanti lavori pubblici in piedi e alla cura della città fin nel dettaglio. Cosa che viene apprezzata dai turisti”.

Quali sono state le vostre priorità?
“Continuare a far crescere la città con importanti opere pubbliche e tutelare l’ambiente. E mi riferisco alla difesa del lago, delle acque e del territorio circostante. Aspetti che vengono apprezzati dalle nuove forme di turismo, come quello delle biciclette e delle camminate. Qui vicino abbiamo la via Francigena che viene percorsa ogni giorno da decine di pellegrini”.

Dopo il Covid i turisti stranieri sono tornati oppure no?
“Sì, i turisti stranieri sono ritornati. E quest’anno soprattutto, l’estate scorsa, ci sono stati risultati importanti in termini di presenze. Non solo, ma anche il calo degli anni precedenti era stato abbondantemente compensato dal turismo italiano”.

Quali sono state invece le conseguenze del Covid sull’intero territorio?
“Al di là di aver creato problemi su quelle che sono le fasce sociali più deboli, la città di Bolsena ha avuto una risposta importante grazie proprio al turismo che ha dato quella forza che ci ha permesso di reggere l’impatto dal punto di vista economico. In un contesto, appunto, dove l’economia che si regge prevalentemente sul turismo. Aver difeso l’ambiente ci ha agevolato”.

Prima del Covid la zona del lago di Bolsena stava diventando una realtà omogenea facendo emergere tutta una serie di sinergie tra i comuni della costa. Quale è la situazione attuale dopo due anni di pandemia?
“Non ci sono state conseguenze di rilievo. Anzi, con il Pnrr, e il progetto di pista ciclabile attorno al lago, i rapporti si sono intensificati”.


Bolsena

Bolsena


Quali progetti avete messo in campo con il Pnrr?
“Il più importante è appunto quello della pista ciclabile. Dopodiché abbiamo presentato dei progetti che vanno in direzione della tutela del nostro patrimonio storico e ambientale. Mi riferisco a ristrutturazioni e allo sviluppo di infrastrutture”.

Quale è la situazione del Cobalb dopo l’accorpamento a Talete?
“Grazie all’accorpamento le criticità sono state superate con Talete che è stata impeccabile. In questi due anni si sta mettendo a punto tutto l’impianto ex Cobalb, soprattutto con il potenziamento delle pompe di spinta delle stazioni e i lavori che si stanno facendo sul depuratore di Marta. Tutto questo ha messo in sicurezza il lago. Abbiamo passato qualche anno caratterizzato da diverse criticità, ma ormai sono due anni che l’impianto non dà più problemi con gli versamenti che c’erano prima. L’accorpamento a Talete ha dato delle garanzie importanti portando a tutta una serie di investimenti”.

Come vede il futuro del lago di Bolsena?
“Il futuro del lago passa attraverso la tutela delle acque e dell’ambiente circostante, salvaguardandolo. Il lago è una risorsa e al tempo stesso la nostra più importante forma di economia. Un. lago che deve essere incontaminato, bello e vivibile”.

Un comune, quello di Bolsena, virtuoso anche dal punto di vista della raccolta differenziata.
“E’ stato un importante progetto. Un progetto innovativo. Siamo tra i primi 5 comuni del Lazio con l’82% di raccolta differenziata. E non è stato facile, perché a Bolsena d’estate passiamo da 4 mila abitanti a migliaia di turisti”.

Come ci siete riusciti?
“Con un progetto innovativo. Abbiamo 19 isole ecologiche distribuite in tutto il territorio comunale. Le isole sono aperte a giorni alterni, e in funzione dei quartieri, e sono presidiate da personale ad hoc. Non abbiamo il porta a porta e non abbiamo più i secchioni per strada”. 


Il lago di Bolsena

Il lago di Bolsena


Come è cambiato il modo di fare il sindaco dopo la pandemia?
“Innanzitutto è cambiata la gente. Ho fatto il sindaco la prima volta nel 2009 e oggi è completamente diverso con un vero e proprio cambio di gestione amministrativa e con le persone prese da tante situazioni personali. Le responsabilità di un sindaco sono decisamente maggiori. Il periodo Covid, in più, ha appesantito e rallentato la nostra azione amministrativa”.  

La sua vita invece come è cambiata?
“Sono 25 anni che sono in politica e l’ho sempre fatto con grande orgoglio e responsabilità. Con tanto impegno e determinazione. Ma dopo tutto questo tempo, la vita politica fa letteralmente parte della mia vita. E a un certo punto arriverà il momento in cui mi riprenderò i miei spazi personali e familiari”.

Quanto Bolsena sente vicino e quanto lo sente invece lontano un capoluogo come Viterbo?
“In questi anni non c’è stata molta sinergia tra il capoluogo e le altre realtà della Tuscia. E questo è stato un peccato perché si sono persi tanti treni importanti. Fare sinergia significa avere più risultati con meno fatica. Invece si è pensato ognuno al proprio orticello senza una visione globale. E questo ha pesato molto a livello infrastrutturale e turistico. Bolsena è l’unica che si è difesa, ma forse saremmo anche noi cresciuti di più se ci fosse stata una collaborazione maggiore con il capoluogo e tra il capoluogo e le altre realtà della Tuscia”.

Tornasse indietro cosa non rifarebbe?
“Personalmente sono soddisfatto del mio lavoro e amministrativo. In questi anni ho visto la mia città crescere sotto tutti i punti di vista. Quindi rifarei quello che ho fatto con la stessa determinazione e lo stesso impegno. Poi chi lo vuole capire lo capisce”.

Si ricandiderà sindaco di Bolsena?
“Difficile rispondere. Sono valutazioni che verranno fatte al momento”. 

Daniele Camilli


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12 gennaio, 2023

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