Viterbo – “Stadio Rocchi, lasciamo che la procura faccia il suo lavoro”. Umberto Di Fusco (Viterbo 2020) è uno dei consiglieri della maggioranza a palazzo dei Priori a sostegno della sindaca Chiara Frontini. L’argomento è la denuncia che la Viterbese di Marco Arturo Romano ha presentato in procura nei confronti della sindaca Chiara Frontini, dell’assessore Emanuele Aronne e dell’imprenditore Piero Camilli, così come di Francesco Torroni e Gianni Patrizi della Faul Cimini.
“A me basta e avanza quanto è stato detto durante il consiglio comunale straordinario sullo stadio Rocchi – ha spiegato Di Fusco -. I risultati di quel consiglio mi hanno talmente chiarito le cose che non ho nulla da aggiungere se non dire”.
Il consigliere comunale Umberto Di Fusco
Cosa ne pensa della denuncia della Viterbese nei confronti della sindaca Chiara Frontini, dell’assessore Emanuele Aronne e dell’imprenditore Piero Camilli, così come di Francesco Torroni e Gianni Patrizi della Faul Cimini?
“A me basta e avanza quanto è stato detto durante il consiglio comunale straordinario sullo stadio Rocchi. I risultati di quel consiglio mi hanno talmente chiarito le cose che non ho nulla da aggiungere se non dire: lasciamo che la procura faccia il suo lavoro. Come dice l’assessore Emanuele Aronne, l’amministrazione parla per atti. Ed essendo gli atti consequenziali, limpidi e che arrivano a un obiettivo ben preciso, a me sta bene così. Poi la gente è libera di fare tutte le denunce di questo mondo perché, per fortuna, siamo in democrazia. Comunque sia, per me è stato fatto tutto bene che non capisco le ragioni per cui la Viterbese ha presentato denuncia”.
Che idea si è fatto invece delle affermazioni fatte dalla sindaca Chiara Frontini durante la riunione alle terme Salus del 23 novembre?
“Le cose vanno innanzitutto contestualizzate. E ribadisco, sono gli atti che parlano, non le affermazioni”.
Contestualizzando, in quell’occasione, Frontini ha affermato: “Quando abbiamo deciso di non prorogare la convenzione con la Viterbese abbiamo fatto una discreta forzatura” oppure “Abbiamo fatto la manifestazione d’interesse per dare lo stadio Rocchi alla Faul Cimini… Spero che nessuno stia registrando”.
“Anche questo è stato spiegato tutto in consiglio comunale”.
Viterbo – Lo stadio Rocchi
Ed è stata una spiegazione convincente?
“Per me sì. Se poi per qualcun altro non lo è stata ed ha deciso di presentare denuncia, sarà la procura a decidere”.
Lei, da ex dirigente di polizia, e ferma restando la presunzione di innocenza, così come il fatto che la procura deve ancora valutare ogni cosa, come si trova in una maggioranza che sostiene una sindaca denunciata per associazione per delinquere?
“Mi trovo bene. Una persona non può essere avulso da un contesto perché possono esserci degli alti o dei bassi. Non vivo su un eremo senza il contatto giornaliero con gente diversa da me. In sintesi, non mi sento toccato finché non c’è un timbro definitivo su una cosa. Soltanto un timbro definitivo mi porta a fare delle scelte. Un amico rimane amico anche se combina qualcosa e al tempo stesso ci ragiona ulteriormente se le cose che accadono modificano il mio modo di pensare”.
Per timbro definitivo intende una sentenza della magistratura?
“Sì, intendo una sentenza della magistratura. Secondo me si corre però il rischio di avvelenare troppo gli ambienti. È come se i tifosi di calcio parlassero e arrivassero allo scontro a partire dal risultato di una partita che non è stata ancora giocata”.
La sindaca Chiara Frontini
Secondo il suo punto di vista, riferendomi a un’espressione che lei ha utilizzato poco fa, l’amministrazione Frontini ultimamente sta vivendo degli alti o dei bassi?
“Secondo me se si riesce ad aprire il ventilatore e a far andare via questi fumi che non mettiamo in moto noi, l’amministrazione sta al medio tendente all’alto. Sono tante le cose che si stanno portando a compimento. Vedo che qualcosa si muove. Poi bisognerà vedere il quadro totale. Ma questo è un discorso che va fatto sull’intero mandato. E lo faranno i cittadini”.
Secondo lei, l’amministrazione ha lo stesso consenso dell’inizio oppure no?
“Credo che tutte le amministrazioni, quando iniziano a muoversi, comunque hanno un impatto diverso sulla cittadinanza. Il problema è un altro”.
Quale?
“Bisogna domandarsi quali sono le persone cui viene chiesto se sono ancora favorevoli o no a quella amministrazione. Poi alla fine alla gente gli interessa veder fare, ed è questo quello che conta”.
Daniele Camilli
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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