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Svelati i piani dell'amministrazione per uscire dalla crisi - Il dirigente comunale dopo le affermazioni della sindaca Chiara Frontini sulla vicenda dell'impianto sportivo
Viterbo – “Non mi va di rilasciare dichiarazioni. Ognuno risponderà di quello che ha detto e di quello che ha fatto”. A parlare è Stefano Peruzzo, il dirigente comunale che si è occupato dello stadio Rocchi, dopo le affermazioni fatte dalla sindaca di Viterbo Chiara Frontini nel corso di una riunione alle terme Salus il 23 novembre. Presenti anche alcuni assessori, consiglieri in sala d’Ercole e iscritti del movimento che ha vinto le elezioni comunali del giungo 2022. Insieme, quella sera, per riflettere e decidere sul futuro dell’amministrazione e di Viterbo 2020.
“Dalla mia parte ho gli atti amministrativi – prosegue Peruzzo -. Se gli atti amministrativi sono corretti, saranno corretti. Se non sono corretti si vedrà quello che succederà. Non sono un politico. Non faccio dichiarazioni. E credo sarebbe sufficiente visionare le carte e rendersi conto di quello che è successo. Tutto qui”.
Stefano Peruzzo
Testuali parole della sindaca Frontini: “Quando abbiamo deciso di non prorogare la convenzione con la Viterbese di Romano abbiamo fatto una discreta forzatura”. “Abbiamo creato e costruito le condizioni affinché quelle clausole della pre-intesa venissero a decadere”. “Abbiamo fatto la manifestazione d’interesse per dare lo stadio Rocchi alla Faul Cimini”. “Mo che abbiamo fatto tutta ‘sta storia e ci avete messo nella merda, perché ci avete messo voi nella merda, perché non puoi non sapere che devi essere in regola con le tasse quando partecipi a una gara comunale, come ci tirate fuori?”. “Quindi gli abbiamo detto: proponeteci voi qualcuno con cui andate d’accordo – spero che nessuno stia registrando – così che possiamo darvi la possibilità di giocarci. Non potete gestire il Rocchi, ma vogliamo che giochiate al Rocchi”.
Come fa la Frontini a fare queste affermazioni? “Lo chieda a lei, non a me – risponde Peruzzo -. Sinceramente vorrei veramente che tutta questa confusione attorno a questo impianto non ci fosse. Tra l’altro io sono stato investito di tutta la situazione dal gennaio 2023 con una serie di situazioni in itinere ho dovuto anche verificare, visionare. Non avevo io la gestione dello sport, prima. Ero dirigente all’urbanistica, lo sport poi mi è stato dato successivamente. Ci sono pure una serie di situazioni che ho dovuto verificare. Non ho un pregresso storico. Non faccio dichiarazioni. Parlano gli atti. Se poi qualcuno dovesse avere sbagliato se ne assumerà le responsabilità”.
Viterbo – Lo stadio Rocchi
A citare Peruzzo è anche l’imprenditore Piero Camilli in un comunicato inviato ieri. Riferendosi alla manifestazione d’interesse Camilli ha infatti dichiarato: “Una manifestazione a cui, peraltro – ma questo la sindaca non lo dice -, il comune non avrebbe mai potuto dare corso, perché illegittima, viziata da un errore non certo di poco conto: lo stadio è per metà di proprietà della regione Lazio, e senza il nulla osta che il suo solerte dirigente Stefano Peruzzo non ha mai richiesto, non poteva essere dato a titolo oneroso”.
“In queste affermazioni ci sono una serie di inesattezze che, però – ribatte Peruzzo – non mi sembra il caso di rappresentarle al telefono. Ritengo che ci sia la necessità di documentarsi bene su quelli che sono gli atti, su quella che è la realtà dei documenti che ci sono. A mio parere sono state dette una serie di inesattezze. Non è che lo dico io. Basta avere un po’ di cognizione di quello che è il procedimento amministrativo e leggere gli atti”.
Piero Camilli
Tuttavia lo stadio è di proprietà della regione, e il nulla osta qualcuno avrebbe dovuto chiederlo. “Ma questo è stato fatto in realtà – risponde Peruzzo -. E comunque s’è creata una situazione nella quale l’amministrazione doveva attivarsi affinché l’impianto non restasse fermo come purtroppo poi sta succedendo”. Quindi il nulla osta alla regione è stato richiesto? “Contatti con la regione – conclude il dirigente comunale – ci sono stati”.