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Viterbo - Intervista all’imprenditore Piero Camilli sulle affermazioni fatte dalla sindaca Chiara Frontini durante la riunione alle terme Salus del 23 novembre
Viterbo – “La Faul Cimini ha ritirato l’offerta perché erano tre mesi che il comune ci pigliava per il culo”. Intervista all’imprenditore Piero Camilli sulle affermazioni fatte dalla sindaca Chiara Frontini in merito allo stadio Rocchi durante la riunione del movimento Viterbo 2020 il 23 dicembre alle terme Salus.
“Frontini – spiega Camilli – mi cerco è mi disse: ‘Qui a Viterbo la squadra non c’è più, chiunque incontro mi dice chiama Camilli, dacci una mano’. E io mi sono messo a disposizione”.
Durante la sua conferenza stampa del primo dicembre al Bistrot di via Cavour, lei ha parlato di una cena con la sindaca Chiara Frontini, il marito Fabio Cavini e l’assessore Emanuele Aronne. “Assolutamente sì. Ma si è trattato di una cena fatta quando il Rocchi non era più nella disponibilità della Viterbese di Marco Romano”.
Cosa vi siete detti in quella cena? “Niente di importante. Frontini mi cerco è mi disse: ‘Qui a Viterbo la squadra non c’è più, chiunque incontro mi dice chiama Camilli, dacci una mano’. E io mi sono messo a disposizione”.
Dello stadio Rocchi non avete parlato? “No, non era importante parlare dello stadio, perché era consequenziale. Non è che vengo a Viterbo e non c’è lo stadio”.
Che cosa le ha detto Frontini quando l’ha cercata? “Mi ha telefonato chiedendomi quando capitavo a Viterbo per andare a cena. La Viterbese era ormai un morto che camminava e la sindaca mi ha chiesto di darle una mano”.
Viterbo – Lo stadio Rocchi visto dall’alto
Frontini ha affermato anche che la manifestazione interesse è stata fatta “per dare lo stadio Rocchi alla Faul Cimini”… “Questo a me non risulta. È stata fatta la manifestazione d’interesse ed è stata fatta male, perché l’hanno fatta non potendola fare. Essendo lo stadio della regione, potevano fare l’affidamento diretto come avevano già fatto i sindaci Leonardo Michelini, Giovanni Arena o chicchessia. Hanno fatto la manifestazione d’interesse quando lo stadio era libero, noi abbiamo partecipato, dopodiché hanno detto che non andava bene l’Iva. Tutte puttanate, per dirla in italiano. Se qualche documento non va bene, prima di assegnartela lo dici o la annulli. Se poi non c’è nessuno fai una trattativa privata. Hanno fatto un casino”.
La Faul Cimini a un certo punto ha ritirato l’offerta presentata alla manifestazione d’interesse. Come ha fatto a sapere che la documentazione non rispettava i criteri richiesti? “Non lo so, deve parlare con quelli della Faul Cimini. Ritirano l’offerta perché erano tre mesi che il comune ci pigliava per il culo”.
Frontini ha affermato anche: “Quando abbiamo deciso di non prorogare la convenzione con la Viterbese di Romano abbiamo fatto una discreta forzatura”. Per poi aggiungere: “Abbiamo creato e costruito le condizioni affinché quelle clausole della pre-intesa venissero a decadere”. A partire da queste affermazioni la Viterbese, come ha dichiarato Marco Romano, presenterà una denuncia. “Frontini dice una sacco di puttanate. Che forzatura ha fatto? Romano lo ha buttato fuori per altri motivi, anche per motivi etici e morali. Per tutti i problemi che aveva la Viterbese. Una società che non aveva i criteri per rappresentare la città”.
Lei ha detto che la manifestazione di interesse per lo stadio Rocchi è illegittima. Per quale motivo? “La manifestazione d’interesse non la potevano fare perché essendo lo stadio metà della regione andava fatta una trattativa privata”.
Perché allora la Faul Cimini partecipa a una manifestazione d’interesse che secondo lei era illegittima? Non lo sapeva che la proprietà dello stadio eera del comune? “La Faul Cimini non lo sa che metà dello stadio è della regione. Mica deve sapere le cose del comune”.
La sindaca ha inoltre affermato di aver fatto una riunione con la Faul Cimini nella sua stanza dopo che la manifestazione d’interesse era andata a vuoto. Lei di questo incontro sapeva qualcosa? “No, non sapevo assolutamente niente”.
La sindaca Chiara Frontini
In un comunicato stampa, lei ha detto: “Lo stadio è per metà di proprietà della regione Lazio, e senza il nulla osta che il suo solerte dirigente Stefano Peruzzo non ha mai richiesto, non poteva essere dato a titolo oneroso”. Che vuol dire? “Andava chiesto il permesso alla regione. Io mi sono adoperato tanto con i politici e la regione era d’accordo a darla al comune. Ma ad oggi questa lettera non è stata ancora fatta”.
Peruzzo però sostiene che il nulla osta è stato chiesto. “Io quello che fa Peruzzo non lo so”.
Sarebbe disponibile a investire di nuovo sul calcio viterbese? “È tutto da vedere. Al momento no, perché non ci sono le condizioni. Il calcio è come una fabbrica. Se uno vuole fare un calcio di livello, ci vogliono le condizioni”.