Viterbo – “Stadio Rocchi, ci si aspettava che le amministrazioni precedenti avessero già regolarizzato tante cose”. Eros Marinetti, consigliere comunale di Viterbo 2020, commenta così la vicenda dello stadio Rocchi, a distanza di qualche giorno dal consiglio straordinario di giovedì scorso.
Eros Marinetti
A Palazzo dei Priori la sindaca Chiara Frontini ha dichiarato “Il mio impegno è tornare a giocare al Rocchi… il prossimo anno calcistico”, ma non ha saputo dare tempi e certezze ai tifosi. Nel corso del consiglio comunale a intervenire anche l’assessore allo Sport Emanuele Aronne che ha spiegato i passi che l’amministrazione vorrebbe intraprendere: acquisire la proprietà del Rocchi dalla Regione Lazio e procedere con una successiva gara europea per l’affido della gestione. Una strada che però prevederebbe prima l’accatastamento dell’impianto sportivo. E su quest’ultimo punto un ulteriore dubbio, con l’assessore che specifica che il comune non può accatastare lo stadio e la direzione regionale bilancio del Lazio che, con una lettera alla sindaca Chiara Frontini, chiarisce: “Il comune di Viterbo ha l’obbligo di accatastare lo stadio Rocchi, non la regione”. Inoltre, da una visura catastale fatta il 19 gennaio, presso l’Agenzia delle entrate, lo stadio Rocchi, ossia il Foglio 168, particella 1, risulta nel catasto dei fabbricati come categoria D6, vale a dire “fabbricati e locali per esercizi sportivi”.
E dopo il consiglio comunale è arrivata anche la reazione dell’imprenditore Piero Camilli che ha affermato: “Prepariamo un’azione legale contro il comune per i danni allo stadio Rocchi e al Rossi”. Piero Camilli, che già in passato ha investito sul calcio viterbese e che lo avrebbe fatto di nuovamente con la Faul Cimini, ha posto sotto la lente di ingrandimento la “mancata vigilanza delle strutture”.
E la sua non è l’unica presa di posizione nella vicenda che vede al centro l’impianto sportivo viterbese. Dopo le affermazioni della sindaca dello scorso 23 novembre, con la prima cittadina che dichiarava: “Quando abbiamo deciso di non prorogare la convenzione con la Viterbese di Romano abbiamo fatto una discreta forzatura”, c’era stata anche la reazione dell’imprenditore Marco Romano, che aveva affermato: “Stadio Rocchi, la Viterbese denuncerà la sindaca Chiara Frontini”.
Sport – Calcio – Viterbese – Lo stadio Rocchi
Alla luce di quanto emerso lo scorso giovedì in consiglio comunale, cosa pensa delle affermazioni della sindaca Chiara Frontini che ha dichiarato, senza dare tempi o certezze: “Il mio impegno è tornare a giocare al Rocchi… il prossimo anno calcistico”?
“Guardi, il comune, non essendo proprietario dello stadio, non può gestire l’accatastamento e le pratiche. Per cui, diciamo che la certezza delle tempistiche è relativa. Quindi, come ha detto la sindaca in consiglio comunale, credo che per quest’anno non sia possibile tornare a giocare al Rocchi per questioni di tempistiche burocratiche. Anche perché il comune dovrà interfacciarsi con la regione e quindi i tempi si allungano. Però, sempre come detto dalla sindaca, per il prossimo anno penso che non ci dovrebbero essere problemi. Confermo quindi quello che ha detto la sindaca in consiglio. Anche perché questi sono i dati e l’assessore Aronne ha dimostrato che lo stadio non è accatastato e che l’amministrazione sta cercando di fare le cose secondo le regole. Magari ci si aspettava di non arrivare a fare questa cosa quest’anno. Diciamo che ci si aspettava che le amministrazioni precedenti avessero già regolarizzato tante cose. Però ad oggi la situazione è questa. Cerchiamo di fare le cose fatte per bene, una volta per tutte. Per ripartire da zero e in regola. Ci sono tante cose che l’amministrazione sta mettendo a posto”.
Però da una visura catastale fatta il 19 gennaio, presso l’Agenzia delle entrate, lo stadio Rocchi, ossia il Foglio 168, particella 1, risulta nel catasto dei fabbricati come categoria D6, vale a dire “fabbricati e locali per esercizi sportivi”.
“Io ho visionato le carte e mi sembra proprio che non sia accatastato. Sul mappale lo stadio non risulta accatastato”.
L’amministrazione Frontini è riuscita a scontentare tutti. Prima l’abbandono del gruppo di Viterbo 2020 da parte di Marco Bruzziches, poi la vicenda del Rocchi con le affermazioni fatte dalla sindaca alle Terme Salus e l’imprenditore Marco Romano che ha annunciato una denuncia nei confronti della sindaca. In ultimo anche la decisione dell’imprenditore Piero Camilli di procedere per vie legali nei confronti del Comune per l’abbandono degli impianti…
“Io sinceramente come consigliere non mi occupo di sport e non ho la delega allo sport. Sono aspetti in cui non sono mai entrato nel merito”.
Al consiglio comunale di giovedì scorso, la sindaca non è riuscita a dare alcuna certezza ai tifosi. Che ne pensa?
“Io, conoscendo bene la sindaca, so che quello che dice poi lo mantiene. In questo caso, proprio perché il Rocchi non rientra nelle mere competenze comunali, il beneficio sulle tempistiche va concesso. Però quello che vedo è che l’amministrazione cerca, come sempre, di fare del meglio per ottimizzare le tempistiche e per fare le cose per il verso giusto, o quanto meno secondo la legge. Ripeto, secondo me non ci possono essere certezze al 100% per i tifosi perché la questione del Rocchi non dipende completamente dalla gestione comunale. Però l’impegno c’è e vogliamo tutti, e la sindaca lo ha detto, far giocare la squadra nel campo che gli spetta. Confermo quindi quanto detto dalla sindaca in consiglio comunale. C’è tutta la volontà da parte della giunta di portare la squadra in campo. Questa è la certezza. Poi, come tempistiche è da vedere. Ma siamo ottimisti perché tutti cercano di fare del loro meglio senza inciuci politici o altro. Si lavora per il meglio e per il bene della città, sempre”.
Non crede che sia arrivato il momento di un cambio di rotta da parte dell’amministrazione? Non crede che sia ora di iniziare ad ascoltare realmente la città?
“Chi conosce la sindaca, sa che è sempre ben aperta ai confronti e ai dialoghi, sia con i cittadini sia con i tifosi. In particolare per quanto riguarda quest’ultimi, la sindaca si è sempre proposta per un dialogo aperto e non si è mai tirata indietro. È sempre disponibile, anche perché Viterbo 2020 è un movimento civico dove si sono candidati non ex politici, facente parte di partiti, ma persone che erano stanche di vedere Viterbo nello stato in cui è stata portata fino ad oggi. Per cui, essendo un movimento civico, tutti tendono, compresi i consiglieri, a remare per il bene della città. E mai per interessi personali. Su questo sono convinto e ci credo”.
Maurizia Marcoaldi
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