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Viterbo - Fabio Cavini alla cena dei veleni alla presenza della sindaca Chiara Frontini, che non obietta nulla: "È un po' come quando uccidi, se tu uccidi una volta, poi dopo ti viene voglia di uccidere sempre..." - La registrazione della serata in casa del consigliere comunale Marco Bruzziches - PER LA PRIMA VOLTA L'AUDIO DELLA CENA DEI VELENI
Viterbo – “Io so’ la sua anima nera e per questo sono anche molto grato perché, a volte, devo fare le cose anche molto brutte e a volte molto belle”. “Io ho imparato una cosa: che mi devo sempre preoccupare per il domani, è uno dei miei compiti, è il domani, è la tutela della maggioranza. Prima di Chiara e poi la maggioranza”.
“Noi quando vogliamo colpire o abbiamo qualcosa o la inventiamo. Ora, proprio come fare non te lo dico. E questo facciamo in casi estremi. No, questo a tua conoscenza. Non siamo dei principianti, se io voglio fare male, capisco chi del tuo stato di famiglia è più debole e vado a colpire quella persona”.
“Ma purtroppo, come diceva, appunto Rino Formica, la politica è sangue è merda e quindi sappiamo come fare. Quindi la Chiatti adesso è nella fase in cui riflettiamo, perché se lei non fa danni, noi non reagiremo”.
“È un po’ come quando uccidi, sai, Marco, se tu uccidi una volta, poi dopo ti viene voglia di uccidere sempre e quindi non bisogna mai farsi prendere dalla mano. Ecco, questo tanto per essere chiari perché a me non è mai piaciuto essere ricattato e di solito sono stato quello che ricattava”.
Parole che si trovano negli atti del processo che vede imputati la sindaca Chiara Frontini e il marito Fabio Cavini. A pronunciarle è stato Cavini, nella ormai famosa, cena dei veleni, in casa di Marco Bruzziches e della moglie Annamaria Formini. I due erano ospiti autoinvitati per una cena politica. A volere l’incontro Fabio Cavini, lo dice lui durante la cena.
Viterbo – Inaugurazione dello Schenardino – Chiara Frontini e il marito Fabio Cavini
In attesa che il prossimo 9 aprile inizi il processo alla sindaca Chiara Frontini e al marito Fabio Cavini, è forse utile capire di cosa si tratta. L’accusa per i due è di minaccia aggravata. Il processo dovrà stabilire se i due hanno commesso il reato contestato. A stabilire il tutto sarà la magistratura. Noi non ci occupiamo di questo aspetto. C’è invece una questione più importante: in attesa del processo va compreso chi ci governa. Chi governa questa città. E questo in due sensi. Chi ci governa sul piano delle qualità personali e chi ci governa sul piano delle qualità politiche. E soprattutto qualcuno dovrebbe spiegare a che titolo Cavini parla. Chi rappresenta? Chi lo ha votato? Avete mai sentito la moglie o il marito di un esponente politico parlare in questo modo?
Noi no.
Fino ad ora abbiamo pubblicato le trascrizioni della registrazione della cena dei veleni, ma riteniamo che le frasi, pur pesanti e politicamente inusitate, alla semplice lettura non danno il senso di quanto avvenuto. C’è sempre chi dice che le frasi sono decontestualizzate. Per questo è opportuno per ogni cittadino ascoltare l’audio di quanto accaduto nel suo contesto. Pause comprese, che nelle trascrizioni non si trovano. E la registrazione all’inizio comprende una pausa tutta da capire nel suo significato profondo.
Chiara Frontini e il marito Fabio Cavini
Pubblichiamo questa volta il nucleo centrale della conversazione di quella sera del 26 settembre 2023 in cui si tenne la cena politica. In modo che ogni cittadino si faccia una sua idea sulla qualità di chi amministra il comune. La sindaca Frontini che lo fa direttamente, e Fabio Cavini che, come spiega nella registrazione, fa da guardaspalle alla prima cittadina e poi alla maggioranza per garantire il futuro. Un ruolo importante e politico che Cavini si ritaglia per tutta la sera, senza che la sindaca obietti nulla.
E va detto che la sindaca non obietta nulla alle frasi che abbiamo riportato all’inizio. Ora qualche tempo fa Frontini ha scritto: “So chi sono e quali sono i miei valori”. Ecco sarebbe interessante sapere quali sono questi valori. Visto quanto accaduto. Perché noi non li abbiamo compresi.
Ma andando al sodo. Ogni cittadino si faccia un’idea di quanto accaduto ascoltando l’audio che fa parte dei materiali che saranno vagliati al processo.
Ora vi chiediamo di fare un esperimento: chiudete gli occhi. Si chiudete gli occhi. E immaginatevi di stare a cena con la sindaca Chiara Frontini e Fabio Cavini. Siete comodamente seduti nel vostro tinello e dialogate tra una pastarella e una pietanza. E a un certo punto Cavini fa il vostro nome e vi spiega una cosa che ha dell’incredibile. Chiudete gli occhi e ascoltate.
Carlo Galeotti
Il testo dell’audio
CAVINI FABIO -Marco BRUZZICHES MARCO – È pesante?
CAVINI FABIO – No, è particolare. quindi tu devi sempre porre una domanda, tu sei viterbese da 62 anni, noi abbiamo vinto non perché lei c’ha i ricci o perché gli altri hanno sbagliato…
FRONTINI CHIARA – E certo…
CAVINI FABIO – Noi abbiamo vinto…
BRUZZICHES MARCO – Infatti sei triste adesso senza ricci…
FRONTINI CHIARA – Si.
CAVINI FABIO – Noi abbiamo vinto perché abbiamo sconfitto il più grosso… uno dei più grossi poteri che c’era a Viterbo dopo Fioroni, che era quello di Panunzi. Oh, ora io un giorno, perché ne avrei voglia, facciamo un paio di giorni insieme con la sindaca e con la tu’ moglie e ti racconterò alcuni aneddoti, di come siamo riusciti a vincere le elezioni. Perché ci so’ dei motivi perché si so’ vinte, non è che si so’ vinte perché… e soprattutto in quelle dimensioni. Vedi, io nella vita so’ sempre.. ho fatto una cosa, che poi c’ha portato bene diciamo. Indipendentemente dalla sua capacità che è indubbia. Lei è una fuoriclasse, posso. Insomma la professoressa qui mi è testimone, come dire, che è al di fuori della media, il suo cervello è al di sopra del mio e io glielo riconosco questo. E infatti sennò non l’avrei sposato insomma, già le donne so’ noiose…
BRUZZICHES MARCO – E’ una bella lotta comunque…
CAVIVINI FABIO – No, no, io sono,.sono nettamente inferiore FRONTINI CHIARA – Ma il fatto che io ti abbia sposato…
II fatto che io ti abbia sposato implica che questa superiorità probabilmente non c’è.
CAVINI FABIO – C’è, c’è, c’è. no, no, c’è nei fatti, Chiara, tu hai un’intelligenza raffinata.no, No. no, no. ferma, ferma…
FORMINI ANNAMARIA – C’ha una marcia in più Chiara.
FRONTINI CHIARA – Non so se… non so se hai colto la battuta. CAVINI FABIO – Sì, l’ho capita… l‘ho capita.
FORMINI ANNAMARIA – Pure tu eh.. però io conosco lei e so che.
CAVINI FABIO – Quindi…
BRUZZICHES MARCO – Ha la marcia.. scontro fra due titani.
FORMINI ANNAMARIA – E’ chiaro… chiaro.. si, si…
CAVINI FABIO – No, no, però io, vedi, ho imparato una cosa che quando so’ …
FORMINI ANNAMARIA – (risata)
CAVINI FABIO – Vedi, io ho imparato una cosa…
FRONTINI CHIARA – Eh…
CAVINI FABIO – Che mi devo sempre preoccupare per i l domani, è uno dei miei compiti e il domani è la tutela della maggioranza e della… prima di Chiara e poi la maggioranza.. Allora io.. noi quando vogliamo colpire o abbiamo qualcosa o la inventiamo. Ora, proprio come fare non te lo dico. E questo facciamo in casi estremi. No, questo a tua conoscenza. Non siamo dei principianti, se io voglio fare male, capisco chi del tuo stato di…
FRONTINI CHIARA – Soprattutto se so’ che stai…
CAVINI FABIO – Se se. no, no, no.. chi del tuo stato di famiglia è più debole e vado a colpire quella persona… o ce l’ha o gliela creo. Purtroppo io so’ la sua anima nera e per questo sono anche molto grato, perché a volte, devo fare le cose anche molto brutte e a volte molto belle. Ma purtroppo, come diceva, appunto Rino Formica, la politica è sangue è merda. E quindi sappiamo come fare, quindi la Chiatti adesso è nella fase in cui riflettiamo. Perché se lei non fa danni, noi non reagiremo. Perché ho imparato anche un’altra, cosa nel tempo, se te sei più forte, non devi dimostrare chi tu sei. Se tu sei lo sei e non devi mai abusare delle tue capacità o del potere o di quello che hai nei confronti degli altri. Questa è saggezza, perché se lo fai una volta… è un po’ come quando uccidi, sai, Marco, se tu uccidi una volta, poi dopo ti viene voglia di uccidere sempre. E quindi non bisogna mai farci prendere dalla mano.
Ecco, questo tanto per essere chiari perché a me non è mai piaciuto essere ricattato e di solito sono stato quello che ricattava e l’ho fatto quando sono preso per la gola’. Cioè quando venivano il coltello e morte mia vita tua. Perché io vedo che con le persone, con te in particolar modo perché sei una persona perbene, ma anche con quelli meno perbene. Perché non è che tutti so’ Marco. Nel senso bisogna anche essere onesti perché il mondo dei vergini è morto tanto tempo fa. Io credo che bisogna sempre provare a ragionare, perché io credo che la parola, il ragionamento (parola inc.) la differenza c’è. C’è tra la nostra civiltà e le altre c’è, quindi io siccome… io mi ritengo civile, ci riteniamo persone civili, bisogna aspettare fino all’ultimo minuto. Io dico anche al novantatreesimo, al novantacinquesimo prima di fare male. Perché per fare male bisogna pensarci tre volte. Quindi una cosa così grossière, levatelo dalla testa, che non l’abbiamo potuta fare. Io questa riunione l’ho chiesta io. Lo sai perché l’ho chiesta? Perché ho la presunzione di conoscerti, non avendoti frequentato.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.