Riceviamo e pubblichiamo – Viterbo è una città chiusa al pubblico e ai turisti. Sì, forse ho fatto la scoperta dell’acqua calda, ma andando in giro per la città come se fossi un turista la sensazione è proprio questa. Di chiusura.
Non solo mentale, perché tenere un centro storico invaso dalle auto e pieno di sporcizia è soltanto sintomo di chiusura mentale, ma Viterbo è proprio chiusa “fisicamente”.
Faccio un esempio: qui nessuna torre è aperta al pubblico per ammirare il panorama della città. Nessuna. E dire che di torri ne abbiamo parecchie.
A Siena, salendo sulla torre si vede uno splendido panorama della città e della campagna toscana. E ogni visitatore paga un biglietto. So che Viterbo non raggiungerà mai il livello di Siena in termini di sviluppo turistico, ma vi immaginate non solo quanti turisti ma anche quanti viterbesi incuriositi farebbero la fila per salire sulla torre del Comune o di San Pellegrino per godersi Viterbo dall’alto, roba che molti (me compreso) non hanno mai visto? Invece no, inerzia totale.
Per non parlare, ad esempio, di quante belle chiese siano aperte solo per la messa. Altro sintomo di mentalità da paesino provinciale. Tanto per dirne una, non è mai visitabile la chiesa del Gesù, famosa per l’episodio di Enrico di Cornovaglia narrato da Dante nella Divina Commedia.
Un’altra è il Gonfalone piena di pitture. In piazza della Morte c’è ancora il cartellone della mostra su Alessandro IV ma è tutto chiuso sbarrato. Voglio visitare il convento di Santa Rosa? Chiuso, a meno che non sia inizio settembre. In questo periodo sono chiusi il museo civico di Viterbo e il Teatro Unione per lavori che non si sa se e quando cominceranno.
Nei giorni festivi sono chiusi gli splendidi chiostri dell’Università a Santa Maria in Gradi: d’accordo che si tratta di uffici pubblici, ma non è proprio possibile organizzare qualcosa per i visitatori la domenica? Siano lodati quei ragazzi che accompagnano i turisti a visitare il Palazzo Papale, credo sia l’unica iniziativa di questo tipo a Viterbo.
Ciò che è più deprimente è vedere degli amministratori che non fanno nulla, che neanche ci provano, si celano dietro la scusa che non ci sono soldi per fare ancora meno. Ma fate qualcosa no?
Edoardo Marcellini
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