Viterbo – (dan.ca.) – “Scuola laica, tutela dei diritti e rispetto delle lavoratrici e dei lavoratori”. Questi i punti di riferimento che hanno accompagnato il 2018 della Uil Scuola. “Ed è proprio a partire da questi valori che abbiamo ottenuto lo straordinario risultato elettorale alle elezioni per le rappresentanze sindacali unitarie (Rsu) di aprile”.
Silvia Somigli fa il bilancio di fine anno del sindacato della scuola. Ieri mattina, nella sede di Corso Italia a Viterbo dove la Uil ha il suo storico quartier generale.
Un anno importante. Dalle Rsu alla regionalizzazione delle strutture sindacali. Fino alla presa di posizione di Somigli in difesa della maestra di Tuscania che aveva sostituito il nome di Gesù con la parola laggiù, scatenando un vortice di polemiche che hanno anche l’intervento del ministro dell’interno Matteo Salvini. “La nostra è la scuola laica e della Costituzione – sottolinea Somigli – e i valori che la caratterizzano vanno difesi fino in fondo, senza compromessi. Spero che chi mi ha accusato di essere ideologica non sia superficiale al punto d’essersene dimenticato. Scuola laica e della costituzione significa libertà di insegnamento e d’espressione”.
“Significa insegnare agli studenti metodo e pensiero critico. Le cose che poi ti rimangono quando hai concluso il percorso di studi. La libertà d’insegnamento è questo. Scegliere nel rispetto delle leggi e della costituzione. La maestra di Tuscania ha fatto questo. Poi, ognuno è libero di criticare senza sentirsi però offeso rispetto alla libertà degli altri. Così come il sindacato è libero di difendere una lavoratrice che ha subito una vera e propria aggressione mediatica. Perché l’intervento del ministro dell’interno è stato veramente esagerato. Capisco che basta essere il più forte per postare una qualsiasi cosa fu Facebook con tutti gli altri che poi ti vengono dietro. Ma non è questa la cultura sindacale. Noi i lavoratori li difendiamo, e lo facciamo tenendo ben presente la Costituzione, la democrazia e le libertà che la caratterizzano”.
Somigli parla anche del riferimento fatto all’antifascismo nel suo intervento a difesa della maestra. “La costituzione è antifascista – dice la segretaria della Uil scuola – e antifascista, di conseguenza, è la scuola. Che male c’è ricordarlo? Perché qualcuno si sente a disagio quando questo avviene? Non ne vedo la ragione. Definirsi antifascisti dovrebbe essere un valore, qualcosa di cui andare orgogliosi. Chi non la pensa così, sbaglia. E a dire che sbaglia sono la storia e la Costituzione del nostro paese. Non solo, ma la nostra Costituzione e la democrazia in generale esaltano il valore dell’autorevolezza non degli interventi autoritari”.
L’anno appena trascorso ha visto anche la Uil scuola recuperare le posizioni perse nel periodo precedente. “Le elezioni Rsu del 2015 sono state una sconfitta – ha detto Somigli -. Ne abbiamo fatto tesoro e abbiamo avviato una nuova stagione all’interno della categoria, ricostruendo una rete territoriale e organizzativa basata sulla partecipazione diretta del mondo della scuola e degli iscritti. Questo nuovo corso ci ha premiato e alle elezioni del 2018 abbiamo ottenuto un risultato straordinario e senza precedenti, andando ben oltre ogni più rosea aspettativa. Sempre a contatto con i bisogni e le aspettative delle persone in un contesto scolastico che diventa più complesso e dove la sfida dell’inclusione e dell’integrazione viene affrontata da tempo e ogni giorno”.
“Oggi la Uil scuola è a disposizione dei lavoratori tutti i giorni. Il mio telefono personale è pubblico. E abbiamo costruito anche delle sedi territoriali sempre pronte ad intervenire e dare risposte, coinvolgendo l’iscritto. Abbiamo infine lavorato molto, e continueremo a farlo, sui corsi di preparazione ai concorsi oppure per il conseguimento delle abilitazioni necessarie. Fondamentale, in tal senso, il supporto dell’Irase, l’ente di formazione della Uil scuola, che ogni anno contribuisce in maniera decisiva a dare agli iscritti strumenti di conoscenza per affrontare al meglio la professione”.
Nel 2018 si è chiuso anche il percorso della cosiddetta regionalizzazione. “Una rimodulazione delle strutture sindacali – ha spiegato Somigli -. Oggi il segretario territoriale è chiamato a fare innanzitutto politica sindacale, tornando a diretto contatto con i posti di lavoro. Cosa che accadeva anche prima, ma con tutta una serie di incombenze burocratiche che in qualche modo ne limitavano il ruolo. Una riorganizzazione che mantiene e rafforza il sindacato su tutto il territorio dandogli tuttavia una maggiore spinta sul piano della definizione delle lotte da portare avanti per difendere o estendere i diritti del mondo del lavoro”.
Infine i ringraziamenti. “Il primo e sincero grazie – prosegue Somigli – va al segretario generale nazionale Pino Turi, che non ha mai smesso di credere nelle nostre forze e nella nostra passione. Poi, desidero ringraziare le nostre Rsu elette, rappresentanti di una sigla sindacale che noi siamo fieri di simboleggiare nelle scuole ogni giorno e con altrettanta fierezza speriamo di onorare non solo attraverso altre vittorie, ma anche con lo spirito corretto e leale che ci contraddistingue, come una vera comunità. In secondo luogo terrei a ricordare anche tutti coloro che, prestando il proprio aiuto in modo volontario, ci offrono un servizio insostituibile, dimostrando un sincero attaccamento alla nostra organizzazione. Un immenso grazie per il lavoro svolto va poi ai collaboratori della struttura di Viterbo e delle sedi di Tarquinia, Tuscania e Acquapendente che hanno lavorato in maniera impeccabile e con il massimo impegno per far sì che il sistema funzionasse bene”.
Gli obiettivi per il prossimo anno? “Creare un vivaio di giovani dirigenti preparati – conclude Silvia Somigli – per rafforzare il ruolo del sindacato”.
Daniele Camilli
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