– “Domani rinuncio alla mia indennità”.
E’ questa la contromossa del sindaco Giulio Marini in quella che lui definisce una “battaglia populista”. La Destra è stata chiara, se non si abbassa l’Imu e si taglia il numero degli assessori, il partito non voterà il bilancio comunale.
Marini non ci sta, però. E piuttosto che eliminare i servizi essenziali ai cittadini è deciso ad andare a casa e lasciare il compito a un commissario.
“Ribadisco ancora una volta di essere contrario all’Imu – esordisce il sindaco -. Dobbiamo tenere conto, però che il bilancio comunale ha subito un taglio di 5 milioni di euro da parte dello Stato. E in qualche modo dobbiamo tamponare”.
Per il sindaco abbassare l’aliquota avrebbe effetti negativi. “In questa situazione, è facile un approccio populista, ma ridurre l’Imu significa dover recuperare milioni e non decine di migliaia di euro. Il differenziale tra la tassa minima 7,6 e la tassa che abbiamo applicato del 9,3 per la seconda casa è di tre milioni di euro. Se applicassimo la tassa minima questi tre milioni li dovremmo recuperare diminuendo il livello dei servizi”.
Tante e corpose le spese in bilancio. “Destiniamo 230mila euro alla la scuola musicale – inizia a elencare il sindaco -, 600mila euro al consorzio biblioteche, un milione e 600mila euro al trasporto pubblico locale, 600mila euro per lo suolabus, 500mila euro per le mense scolastiche, 600mila per il verde pubblico e 500mila per le esattorie. Ci sono inoltre 100mila euro per i confidi e 80mila per progetti europei. Un totale di oltre quattro milioni di euro. Pur tagliando questi servizi, non riusciremmo comunque a soddisfare le richieste della Destra”.
Ecco, dunque, la risposta di Marini. “Domani formalizzerò all’amministrazione comunale la richiesta di non percepire la mia indennità di carica. Prima di andare a togliere i soldi alle mense o al trasporto locale preferisco prendere questa decisione. Qualora dovesse accadere, infatti, il livello dei servizi sarebbe compromesso. Io non lo faccio. Preferisco lo faccia il commissario“.
Per il sindaco non si può fare di più. “Ho risparmiato parecchio e non vado a toccare i servizi essenziali ai cittadini”.
La Destra chiede anche di tagliare sugli assessori. Almeno quattro. “Io rinuncio all’indennità di carica e da quello che so altri assessori avrebbero deciso di aderire a questa scelta”.
La decisione di andare contro la Destra potrebbe compromettere il futuro del Comune. Marini però è irremovibile. “Preferisco non andare a togliere servizi alla città, pur di risparmiare ancora. Lo faccia il commissario. Se coi soldi della mia indennità si riesce ad abbassare l’Imu sulla prima e seconda casa sono ben contento di farlo. Non percepisco più lo stipendio da parlamentare. Vorrà dire che tornerò a lavorare alla camera di commercio o mi manterrà mia moglie”.
Il sindaco non sta gettando la spugna. “Non sto annunciando le mie dimissioni – afferma -. Sono contrario all’Imu, la devo subire e la subisco risparmiando dove è possibile, ma non sono d’accordo a togliere servizi ai cittadini per diminuire l’Imu. Non è possibile rinunciare a nessuno di questi servizi. Per arrivare ad abbassare ogni mezzo punto dell’imposta municipale ci vogliono oltre 750mila euro. Non è un problema si risolve con 20mila euro. Quindi se devo andare a togliere i servizi essenziali ai cittadini mi chiedo che ci sto a fare. Smettiamo tutto e venga il commissario. Ci pensi lui”.
Paola Pierdomenico
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