Davide Ciuffreda
Viterbo – Morte del piccolo Davide Ciuffreda, il camion non ha frenato prima dell’impatto e il caravan fermo sul ciglio della strada sarebbe stato visibile anche dalla curva 300 metri prima.
E’ ripreso ieri il processo per omicidio stradale e lesioni stradali all’autotrasportatore 67enne di Bagnoregio che il 3 gennaio 2018 è piombato sul camper dei genitori fermo per un’avaria, al chilometro 60.100 della superstrada, a bordo del quale c’erano il bambino di 10 anni e la madre Antonella Incerti. Seduto al posto di guida il marito, rimasto illeso.
Una famiglia distrutta in pochi istanti, che stava facendo rientro ad Albinea, in provincia di Reggio Emilia, dopo avere trascorso a Viterbo le vacanze di Natale. Appena ripartita verso casa dal parcheggio camper dell’area termale delle Masse di San Sisto.
Lo stop, secondo quanto emerso ieri, per una spia accesa a causa di un possibile guasto al motore, anche se il mezzo era stato appena revisionato, prima del viaggio verso la Tuscia.
La donna, rimasta per settimane all’ospedale di Belcolle dove fu ricoverata in rianimazione, si è costituita parte civile assieme al marito Michele Antonio Ciuffreda, padre del piccolo,
In aula per le parti civili l’ingegnere Bruno Tucci di Reggio Emilia, consulente dei genitori di Davide. Il prossimo 12 settembre, subito dopo la pausa estiva, toccherà al consulente della difesa e all’esperto nominato dal pubblico ministero, il professor Lucio Pinchera.
L’imputato è difeso dagli avvocati Giacomo Mariano Tafuro e Ilario Taddeo. Ieri per le parti civili era presente l’avvocato Marco Foresta.
Superstrada – Schianto camion-camper
“Il camion non ha frenato prima dell’impatto e il caravan fermo sul ciglio della strada sarebbe stato visibile anche dalla curva 300 metri prima”, ha detto Tucci. In quel punto non c’è corsia d’emergenza e il conducente, che aveva appena messo le quattro frecce, non era ancora sceso quando il camion gli è piombato addosso da dietro.
Le domande poste all’ingegnere si sono concentrate sul punto d’urto, all’altezza del cimitero di San Lazzaro, dopo il quale il caravan, sventrato, avrebbe fatto un balzo in avanti di 36 metri, fermandosi a circa 40 centimetri dal guardrail. “Il camper è stato completamente devastato, la parte lignea completamente disintegrata”, ha detto.
Si è parlato ancora della dinamica, col conducente che avrebbe frenato solo all’impatto, sfiorando senza toccarla la barriera new jersey e finendo la sua corsa a circa 70 metri, nonché del presunto cronotachigrafo truccato del mezzo pesante, del quale non vi è però certezza.
Secondo i primi rilievi il camion, che avrebbe frenato solo dopo il punto d’urto, avrebbe finito la sua corsa 60 metri più avanti. Il camper, invece, sarebbe stato trovato 16 metri dopo il punto d’urto. Metri che secondo le parti fanno la differenza, così come il punto esatto dell’impatto, avvenuto prima del chilometro 60.100 circa, dove il camper è stato ritrovato dai soccorritori.
Particolare attenzione, poi, alla gomma anteriore destra del camion che, secondo il dottor Tucci, è impossibile sia scoppiata prima dell’urto: “Si è rotta nell’impatto col camper, la cui gomma posteriore destra si è letteralmente disintegrata a causa della violenza dell’urto”.
Silvana Cortignani
Superstrada – Schianto camion-camper
Multimedia: video – Schianto camper-camion, morto bimbo – Scontro camper-camion
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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